Vuelta a Espana 2009 – I big si controllano sulle prime salite. E anche Cunego lascia il suo segno. Valverde in Maglia Oro.

Vuelta, Cancellara è un treno
La crono di Valencia è sua

Lo svizzero della Saxo Bank domina la prova contro il tempo segnata da pioggia e vento. Secondo Millar a 30′, poi Grabsch. Tra gli azzurri sorprende Bennati, in difficoltà Basso. Domani primo arrivo in salita sull’Alto de Aitana.

 

VALENCIA (Spagna), 5 settembre 2009 – E’ il Valentino Rossi delle cronometro. Oppure lo Schumacher delle prove contro il tempo. Fate voi. Comunque sia, Fabian Cancellara non conosce rivali nella sua specialità. A Valencia ha vinto anche la crono più importante della Vuelta, che si concludeva nell’area della città spagnola dove due settimane fa si è corso il GP di F.1.

Doppietta — C’era riuscito già ad Assen, il tempio delle moto, conquistando la prova d’apertura (in Olanda) e la prima maglia oro della Vuelta. Ora quella maglia lo svizzero della Saxo Bank se l’è ripresa di forza, alla sua maniera. Demolendo tutti gli avversari sui 30 km del percorso di Valencia, reso più insidioso dalla pioggia e da un forte vento. Cancellara ha rifilato 32” al britannico David Millar, rinato dopo un periodo buio, e 36” al tedesco Bert Grabsch, iridato in carica. Tra gli uomini di classifica il migliore è stato lo spagnolo Samuel Sanchez, 6° a 47” . Discreti l’australiano Cadel Evans (10° a 1’02”) e l’altro spagnolo Alejandro Valverde (13° a 1’05”). Sottotono il kazako Alexandre Vinokourov (15° a 1’12”) dopo una partenza a livello di Millar.

Basso fatica — E l’attesissimo Ivan Basso? Solo 36° a 1’43”. Il varesino della Liquigas, che nutriva grandi ambizioni prima del via, è quello che ha sofferto di più le condizioni climatiche proibitive. Soprattutto su un tracciato che presentava frenate decise e strette curve a gomito su cui occorreva guidare con abilità e rilanciare molto la bici. Così, dopo un inizio prudente, Basso ha perso la bellezza di 20“ rispetto a Valverde nel tratto centrale tra il primo (11,3 km) e il secondo (19,8 km) rilevamento cronometrico, chiudendo a 38” dal rivale più quotato alla vigilia.

Sorpresa Bennati — In classifica il varesino ora è scivolato al 17° posto a 1’52” dal nuovo leader Cancellara, che però non ha ambizioni di vittoria finale e potrebbe lasciare in anticipo la Vuelta per puntare al Mondiale in casa di Mendrisio (27 settembre). Mentre il migliore italiano resta il suo compagno Daniele Bennati, autore oggi (al pari dell’altro velocista Boonen) di una cronometro strepitosa: l’aretino della Liquigas si è infatti piazzato 16° a 1’12” ( 31” meglio di Basso) nonostante abbia dovuto fermarsi a cambiare la ruota anteriore per una foratura, perdendo circa venti secondi.

Ora si sale — Un risultato che si spiega con il fatto di aver distribuito meno lo sforzo (rispetto agli scalatori) alla vigilia della montagne. Ora Bennati, che era stato il migliore dei nostri pure ad Assen, dove Basso però aveva fatto pari con Valverde ed Evans, è ancora 4° in classifica a 1’03”. Ma da oggi ci sono le montagne, con il primo vero arrivo in salita di questa Vuelta sull’Alto de Aitana (8° tappa). Tocca agli uomini di classifica. E per Basso, che oggi ha sofferto, sarà subito un altro test verità.

Vuelta, vola Cunego
Stacca tutti in montagna

Con un’azione a 2,6 km dall’arrivo Damiano stacca gli uomini classifica, riprende Moncoutié e vince in solitaria l’ottava tappa della Vuelta, con arrivo in salita all’Alto de Aitana. E’ un segnale importante in vista dei Mondiali. In classifica generale Cadel Evans nuova maglia oro

 

Damiano Cunego. Epa

Damiano Cunego. Epa

ALTO DE AITANA (Spagna), 6 settembre 2009 – Chi se lo ricordava un Damiano Cunego così? Bisogna tornare indietro di cinque anni, quando il veronese trionfò al Giro d’Italia infiammando gli animi e la strada. Era da allora, dal 2004, che il Piccolo Principe non vinceva più una tappa di un grande giro: l’ultima era stata quella di Bormio, quando litigò con il capitano Simoni. C’è riuscito oggi alla Vuelta, mettendo la propria bandiera in cima all’Alto de Aitana, primo (e impegnativo) arrivo in salita della corsa spagnola. Lo scatto con cui si è liberato della compagnia di Basso, Valverde, Evans, Sanchez e degli altri big, ha fatto venire in mente un altro ricordo di quel Giro lontano: la “fucilata” del Furcia e la vittoria nella tappa di Falzes, che gli spianò la strada per la maglia rosa.

Damiano Cunego. Epa

Damiano Cunego. Epa

Basso gregario — Mancavano 2,6 km all’arrivo: Cunego è andato in breve a riprendere il fuggitivo Moncoutiè, superandolo a 900 metri dall’arrivo. Dietro Ivan Basso senza volerlo si è messo a fare il gregario perfetto del veronese, abbassando il ritmo dopo avere scatenato la prima offensiva ai meno 4 km con l’aiuto del fedele Sylvester Szmyd. Un’azione coordinata (la progressione di Basso e poi lo scatto di Cunego) che potrebbe riproporsi fra tre settimane al Mondiale di Mendrisio (27 settembre), dove faranno coppia in azzurro.

Segnale per Mendrisio — Era il segnale che il c.t. Ballerini aspettava dai due. In particolare da Cunego, che in questo modo ha ribadito il ruolo di capitano della Nazionale del dopo-Bettini per cui Ballerini l’ha scelto da tempo. Alle spalle del veronese, si sono piazzati Moncoutiè a 33” e l’olandese Gesink a 36”: quest’ultimo evaso nel finale dalla marcatura degli altri uomini di classifica. Poi il trio Evans (4°), Valverde (5°) e Sanchez (6°), tutti a 44”. Basso 8° a 50”, 12° Tiralongo.

Evans in oro — La classifica generale ora vede in testa l’australiano Cadel Evans, con lo spagnolo Alejandro Valverde a 2” e il connazionale Samuel Sanchez a 8”. Basso è 6° a 46” e Cunego è risalito addirittura fino al 7° posto, a 1’26”. Mentre il pupillo della Lampre difficilmente punterà alla classifica finale, per Basso questa resta la priorità. Il varesino della Liquigas, uscito sconfitto dalla crono piovosa di Valencia, si è prontamente riscattato, dimostrando di potersi giocare la maglia oro appena abbandonata dallo svizzero Cancellara.

Il programma — L’Alto de Aitana era solo la prima di tante tappe terribili della Vuelta e già domani si replica con l’arrivo a Xorret de Catì. In teoria è un finale più breve e nervoso, da scattisti. Quindi chissà che Cunego non ci provi ancora. Ma Basso avrà altre occasioni nell’ultima settimana per provare davvero ad assestare quel colpo del k.o. che oggi non è arrivato abbastanza potente.

 

Vuelta, tappa a Veloso
Valverde in maglia oro

Lo spagnolo della Xacobeo Galicia resiste dopo una fuga da lontano. Secondo un tenace Marco Marzano, Valverde con l’abbuono del terzo posto diventa leader (7 secondi di vantaggio su Evans). Basso resta con i migliori ed è quinto nella generale, Cunego non si ripete

 

XORRET DE CATI’ (Spagna), 7 settembre 2009 – Al nono giorno la Vuelta mostra finalmente i suoi veri valori. Vince un carneade, lo spagnolo Gustavo Cesar Veloso, 29enne della Xacobeo Galicia. Secondo arriva un tenace Marco Marzano, un altro superstite della fuga da lontano di dieci uomini che ha animato la corsa fino all’ultima salita. Ma è dietro che va in scena lo spettacolo.

Gustavo Cesar Velos. Reuters

Gustavo Cesar Velos. Reuters

LA LOTTA — Lo spagnolo Alejandro Valverde scatena l’offensiva a 4,3 km dall’arrivo, dopo un allungo del suo compagno Rodriguez. Evans risponde subito, Cunego invece si pianta, mentre Basso risale con facilità nel tratto più duro della salita di Xorret de Catì: 8 km con punte oltre il 17% di pendenza. E’ il momento della verità, che ridisegna le gerarchie della Vuelta.

MARZANO TENACE — Davanti in quell’istante c’è ancora l’estone Taaramae, che poi “scoppierà” letteralmente ai meno 3 km, lasciando via libera a Veloso, Marzano e De La Fuente. Veloso scappa via, Marzano tiene duro, De La Fuente invece perde lentamente terreno. Finché, dopo il gran premio della montagna e l’ultimo breve tratto di discesa, viene riacciuffato sul rettilineo finale dal gruppetto dei big in rimonta, con Valverde che gli strappa il terzo posto con un incredibile volata, conquistando l’abbuono di 8” che vale la maglia oro di leader.

Alejandro Valverde. Ap

Alejandro Valverde. Ap

PADRONE IN CASA — Domani a Murcia, nella sua terra, lo spagnolo della Caisse d’Epargne, squalificato solo in Italia (assurdo) per l’implicazione nell’Operacion Puerto, sfilerà in passerella. Per l’australiano Cadel Evans resta la rabbia di essere stato ostacolato nello sprint dall’olandese Gesink, ma non l’avrebbe spuntata comunque contro il più veloce Valverde. Mentre Ivan Basso, 6° all’arrivo, conferma di essere tra i più forti in salita, come il giorno prima sull’Alto de Aitana. Più staccato arriva Damiano Cunego, 11° a 1’12” da Veloso. Ancora bene il siciliano Tiralongo (14° a 1’29”), mentre ha sofferto Samuel Sanchez (16°).

BASSO C’E’ — Per Basso conquistare questa Vuelta resta impresa ardua: in classifica Valverde ora precede Evans (a 7”), Gesink (a 36”), l’americano Danielson (a 51”) e lo stesso Basso (a 53”). Il varesino della Liquigas paga il ritardo accumulato nella crono di Valencia, quando fu anche sfavorito dalla pioggia. Però al Mondiale di Mendrisio (27 settembre) sarà una certezza.

CUNEGO SI DIFENDE — In quanto a Cunego, splendido vincitore ieri sull’Alto de Aitana, quella di oggi non è stata una giornata altrettanto brillante, su un terreno che tutto sommato lo favoriva più della tappa precedente. Il veronese della Lampre però ha contenuto i danni, ribadendo di essere in buone condizioni in prospettiva iridata. Possibile anche che abbia voluto risparmiare qualcosa, nel momento più acceso della bagarre. La Vuelta da qui in avanti dovrebbe essere solo una rifinitura per lui. La testa è già al Mondiale, dove correrà da capitano.

Gerrans gela Vinokourov
Valverde a casa in oro

Nella 10ª tappa della Vuelta il kazako ci prova ai 200 metri, ma l’australiano centra il secondo successo di prestigio della stagione dopo la tappa di Bologna al Giro. Tosatto primo degli italiani (10°), tutto immutato in classifica generale: Valverde entra da leader nella sua Murcia

 

MURCIA (Spagna), 8 settembre 2009 – Un lungo surplace, poi la volata. Parte ai 200 metri il kazako Alexandre Vinokourov, il meno veloce del quartetto che si gioca il successo, ma da dietro spunta come un falco l’australiano Simon Gerrans, che lo salta e va a vincere, resistendo al ritorno di Hesjedal e Fulsgang.

Simon Gerrans all'arrivo. Reuters

Simon Gerrans all’arrivo. Reuters

COME AL GIRO — La decima tappa della Vuelta consegna così a Gerrans il secondo traguardo di prestigio della stagione, dopo la tappa di Bologna del Giro d’Italia. Anche allora il portacolori della Cervelo, amico di Lance Armstrong, con cui si è allenato in primavera a Montecarlo, aveva coronato una fuga da lontano conquistando la cima del San Luca.

TOSATTO GENEROSO — Migliore italiano Matteo Tosatto, 10° a 39”. Il trevigiano della Quick Step è stato protagonista di un’azione generosa, unendosi al gruppo di diciotto corridori che animato la gara. Poi, però, ha pagato sull’ultima salita, la Cresta del Gallo, a circa 15 km dalla conclusione. Lì ha attaccato il tedesco Linus Gerdemann, braccato a distanza da Vinokourov: il giovane talento della Milram però è uscito di scena all’inizio della discesa, dopo aver rischiato anche di cadere per una foratura. Così ha preso il largo il quartetto che è andato a giocarsi la vittoria.

SCARAMUCCE — Più lontano, gli uomini di classifica si sono controllati senza problema, al di là di qualche scaramuccia per tenere le posizioni di testa sulla salita finale. Buono il lavoro di Ivan Basso e dei Liquigas. Nella generale tutto invariato: lo spagnolo Alejandro Valverde comanda sull’australiano Evans (a 7”), l’olandese Gesink (a 36”), l’americano Danielson (a 51”) e lo stesso Basso (a 53”). Sesto è l’altro spagnolo Samuel Sanchez (a 1’03”), settimo Cunego (a 2’04”) vincitore domenica sull’Alto de Aitana.

VALVERDE IN CASA — Per Valverde, che arrivava nella sua Murcia, lungo la via che porta il nome dell’idolo Miguel Indurain, una giornata di festa, la seconda in maglia oro. Domani lo attende una tappa tutto sommato agevole, da Murcia a Caravaca de la Cruz, 200 km. A decidere la Vuelta sarà la tripletta di montagna del prossimo fine settimana. E allora vedremo ancora scintille.

La classifica dopo 10 tappe :

1 51 VALVERDE, Alejandro ESP GCE 040:26:41
2 161 EVANS, Cadel AUS SIL a 07
3 154 GESINK, Robert NED RAB a 36
4 111 DANIELSON, Thomas USA GRM a 51
5 131 BASSO, Ivan ITA LIQ a 53
6 1 SÁNCHEZ, Samuel ESP EUS a 01:03
7 121 CUNEGO, Damiano ITA LAM a 02:04
8 211 MOSQUERA, Ezequiel ESP XAC a 02:24
9 31 ZUBELDIA, Haimar ESP AST a 03:01
10 11 VALJAVEC, Tadej SLO ALM a 03:13

L’altimetria dell’11°tappa, la Murcia – Caravaca de la Cruz, di 200 km

Fonte articoli e foto : www.gazzetta.it

Fonte classifica ed altimetria 11°tappa : www.lavuelta.com

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