Vuelta a Espana 2009 – Valverde esce da leader dal trittico terribile. E Cunego concede il bis a La Pandera.

Vuelta, ipoteca Valverde
Basso risale al 3° posto

Nella tappa regina di Sierra Nevada lo spagnolo maglia oro chiude terzo e consolida il primato. Vince il francese Moncoutié, cede uno sfortunato Evans, Cunego molla

 

SIERRA NEVADA (Spagna), 12 settembre 2009 – La Vuelta ha il suo padrone. E’ Alejandro Valverde, che esce vincitore morale della tappa regina di Sierra Nevada e consolida il primato in classifica generale, con una volata prepotente per il 3° posto davanti all’olandese Robert Gesink e a un caparbio Ivan Basso.

Sorriso — Il successo di giornata lo strappa il francese David Moncoutié, che arriva in cima sorridente dopo aver sofferto lungo gli ultimi 18 km di salita per conservare almeno un po’ dei 6’30” di vantaggio accumulati nella lunga fuga da lontano. Lo scalatore della Cofidis, beffato domenica scorsa da Cunego sull’Alto de Aitana, questa volta è riuscito a mantenere 51” preziosi su Ezequeil Mosquera, 2° grazie a un allungo all’ultimo chilometro.

Aleiandro Valverde ha ipotecato la Vuelta. Reuters

Aleiandro Valverde ha ipotecato la Vuelta. Reuters

Sprint di forza — Alle loro spalle, lo sprint dei big: Valverde, in maglia oro, ha preceduto di 1” Gesink e Basso, acciuffando anche l’abbuono di 12” per il 3° posto. Ora lo spagnolo della Caisse d’Epargne, che corre nonostante la squalifica in Italia per l’Operacion Puerto, comanda la classifica su Gesink (a 27”) e Basso (a 1’02”) risalito sul podio virtuale della corsa spagnola. Sfortunato invece Cadel Evans, retrocesso al 4° posto (a 1’23”) per una foratura che l’ha tradito nel momento chiave della tappa, quando si era appena scollinato l’Alto de Monachil.

Evans sfortunato — L’australiano della Silence-Lotto ha dovuto aspettare l’ammiraglia della squadra (colpevolmente attardata) e ha perso 1’13” in attesa di cambiare la bici. Inutile poi il suo disperato tentativo di rimonta: nel finale l’ha anzi pagato (8° a 2’24”) perdendo la scia dello spagnolo Samuel Sanchez, che dopo essersi staccato sulle prime accelerazioni di Kreuziger e Basso (Liquigas) è riuscito quasi a rientrare sul gruppo dei migliori, chiudendo 6° a 1’37”.

Cunego molla — Fuori dal lotto dei protagonisti Damiano Cunego, brillante anche ieri sull’Alto di Velefique: il veronese della Lampre oggi ha mollato molto presto, uscendo definitivamente dai giochi di classifica. Una scelta evidentemente voluta, in vista del Mondiale di Mendrisio (27 settembre) dove potrebbe beneficiarne in termini di freschezza contro rivali che qui lottano per il successo finale, in primis Valverde. Supposizioni, per il momento.

Ultima occasione — Nel frattempo, l’uomo di classifica della Lampre è diventato il sorprendente Paolo Tiralongo, gregario di Cunego, che anche a Sierra Nevada ha tenuto duro, arrivando 9° a 2’31”. Ora il siciliano è 8° in classifica a 5’33” da Valverde, precedendo l’americano Tom Danielson (9° a 6’42”): uno dei grandi sconfitti di giornata. Domani, c’è il terzo e ultimo arrivo in salita consecutivo di questo fine settimana terribile, alla Vuelta. In cima all’Alto de la Pandera, il varesino basso si gioca l’ultima carta per provare a scuotere Valverde e Gesink. Ma dalle sensazioni di oggi, specie guardando in faccia il freschissimo Valverde, sarà impresa dura.

Cunego, splendido bis
Basso scivola al quarto posto

Il veronese della Lampre-Ngc trionfa sul traguardo in altura di Sierra de La Pandera e conquista il secondo successo di tappa alla Vuelta. Basso combatte ma perde terreno da Samuel Sanchez, che gli soffia il terzo posto nella generale

 

Per Cunego un successo importante in chiave mondiale. Reuters

Per Cunego un successo importante in chiave mondiale. Reuters

SIERRA DE LA PANDERA, 13 settembre 2009 – È la Sierra di Cunego. Damiano ha vinto la quattordicesima tappa della Vuelta, Granada-Sierra de La Pandera di 157 km, il suo secondo successo in questa edizione. E ha vinto alla grande: in salita (arrivo a quota 1840 metri), da solo, con una fuga cominciata a 14,6 km dal traguardo. Un’azione di audacia, di forza, di resistenza. In una giornata di pioggia e freddo, da ombrelli e maglioni. E con un gruppo di segugi, alle spalle, che lottavano disperatamente per far saltare per aria il leader Alejandro Valverde. Erano anni che non si vedeva un Cunego così cosciente, determinato, convinto e convincente. Se ne sarà accorto anche il c.t. Franco Ballerini: quando, non più tardi di un paio di settimane fa, diceva di aspettarsi segnali forti dalla Vuelta, Ballerini intendeva proprio questo, spronare Cunego, e anche Ballan e Basso, a un’impresa. Cunego ha risposto con un’impresa, anzi, con due, premiate da due vittorie.

CRONACA — Cunego faceva parte di una fuga di nove. C’era anche l’emergente danese Jacob Fuglsang. Più di 6 minuti di vantaggio ai -40 km dall’arrivo, più di 5 minuti ai -17. Il primo a provarci è stato lo spagnolo Adrian Palomares, e Cunego l’ha controllato. Poi, visto che nessuno prendeva l’iniziativa, e diminuivano andatura e vantaggio, ha fatto tutto da solo ed è scattato ai -14,6, con 4’45" sul gruppo tirato fortissimo dalla Liquigas-Doimo. Ivan Basso sacrificava prima lo svedese Carlstroem, poi il ceco Kreuziger, quindi lo svizzero Zaugg, ma il distacco da Cunego veniva soltanto scalfito. Sull’Alto de Los Villares, ai -12, Damiano conservava 4’30" su Basso e company. Un falsopiano, ed ecco l’ultima salita, la Sierra de La Pandera. All’attacco, Cunego aveva 4’33" sul gruppo setacciato dalla progressione dell’ultimo uomo-lucertola della Liquigas, e di Basso, il polacco Szmyd. Ai -4 km Szmyd esauriva la "benzina" e lasciava sfogare Basso. Nel punto più ripido, con punte al 13 e al 14%, attaccava prima l’australiano Cadel Evans, poi – con maggiore decisione – l’olandese Robert Gesink. Basso rimaneva attaccato, come si dice in gergo, con lo sputo. Valverde perdeva qualche metro. Ne approfittavano altri due spagnoli, Eze Mosquera e Samuel Sanchez. Mentre Cunego si avviava, regolare, verso il trionfo, 2’23" davanti a Fulgsang, Valverde gestiva il suo momento di disagio, si riprendeva, riprendeva anche i suoi avversari, addirittura li staccava. Così, sulla Sierra de La Pandera, in cima al niente, gli unici a guadagnare qualcosa su Valverde sono stati Sanchez (14" più altri 8" di abbuono) e Mosquera (12"). Invece Valverde ha inflitto 3" a Gesink, 17" a Evans e 26" a uno sfinito Basso. Bene Paolo Tiralongo.

Classifica — Valverde ha incrementato il vantaggio su Gesink (a 31"), Sanchez è risalito in terza posizione (a 1’10"), Basso è sceso al quarto (a 1’28"), che deve guardarsi da Mosquera (quinto a 1’34") e da Evans (sesto a 1’41"). Tiralongo rimane ottavo (a 6’24").

Voglia di tappa — Cunego, nonostante la tappa di ieri, è undicesimo. E felice: "Giornata molto dura, già al km 0 cercavo di andare in fuga, volevo vincere la tappa. Ieri sono stato nel gruppetto per uscire di classifica, e salvare un po’ la gamba proprio in vista della tappa di oggi. Quanto alla Vuelta, Valverde controlla la corsa con la squadra, e merita di vincere la Vuelta".

Boom, dal ciclocross
alla fuga giusta

Nella 15ª tappa della Vuelta vittoria per distacco del 23enne olandese della Rabobank, formidabile specialista del ciclocross, ma già alla seconda vittoria stagionale su strada. Il gruppo dei migliori arriva a 25 minuti, nessuna variazione in classifica, Valverde sempre in oro

 

Lars Boom all'inizio di questa Vuelta. Afp

Lars Boom all’inizio di questa Vuelta. Afp

MILANO, 14 settembre 2009 – Lars Boom ha vinto per distacco la 15ª tappa della Vuelta, 167,7 chilometri da Jaen a Cordoba. Il 23enne olandese della Rabobank è stato bravo ad entrare nella fuga giusta (di 13 unità), per poi cogliere l’attimo giusto a una ventina di chilometri dalla fine. Nessuno è stato più capace di riprenderlo.

POLIVALENTE — E’ il secondo successo stagionale – aveva vinto pure il Giro del Belgio – per questo formidabile specialista del ciclocross (oro junior 2003, under 23 2007 e assoluto 2008) che dimostra di andare forte anche su strada. Secondo, a 1’35”, lo spagnolo David Herrero, poi via via tutti gli altri protagonisti della fuga. Lontanissimo il gruppo dei migliori, che se l’è presa comoda e ha chiuso a 25 minuti.

L'olandese all'arrivo di Cordoba. Reuters

L’olandese all’arrivo di Cordoba. Reuters

LA SITUAZIONE — Nessuna variazione di rilievo in classifica: lo spagnolo Alejandro Valverde (Caisse d’Epargne) guida con 31” sull’olandese Robert Gesink (Rabobank) e 1’10” sul connazionale Samuel Sanchez (Euskatel). Il primo italiano è sempre Ivan Basso (Liquigas-Doimo), 4° a 1’28”. Quinto Cadel Evans (Aus, Silence-Lotto) a 1’51”.

DOMANI — La Vuelta prosegue con la 16/a tappa, 170 chilometri da Cordoba a Puertollano. Percorso misto, che potrebbe favorire ancora le fughe da lontano con la benedizione di Valverde e della sua Caisse d’Epargne, attualmente padroni della corsa.

 

Vuelta, Bennati battuto
Volata a "Hulk" Greipel

Il tedesco della Columbia vince lo sprint della 16ª tappa della Vuelta. L’italiano saltato a 100 metri dal traguardo, chiude terzo dietro a Bonnet. Domani non ripartono Cunego e Ballan, con la testa già a Mendrisio. Valderde sempre in maglia oro

Andre Greipel sul traguardo. Ap

Andre Greipel sul traguardo. Ap

PUERTOLLANO (Spa), 15 settembre 2009 – Una prova di forza degna del suo soprannome. Il tedesco Andre Greipel, che in patria hanno ribattezzato Incredibile Hulk, ha centrato oggi la terza vittoria alla Vuelta, nella 16ª tappa con arrivo a Puertollano.

BENNATI SALTATO — Il velocista della Columbia ha preceduto con margine il francese William Bonnet e l’italiano Daniele Bennati, saltato nettamente a 100 metri dal traguardo. Quarto l’altro tedesco Gerald Ciolek. E dire che Bennati si era trovato al posto giusto nel momento giusto, dopo l’ottimo lavoro del compagno Sabatini. Era in scia all’ultimo uomo del treno di Ciolek, che si è rialzato bruscamente, quando però mancavano solo 200 metri all’arrivo. All’aretino della Liquigas è mancata l’esplosività per rilanciare l’accelerazione.

CADUTA — Paura, ai meno 3 km, per una caduta innescata da Julian Dean, che ha coinvolto altri tre corridori, tra cui il belga Weylandt: a provocarla un tifoso che si era sporto dalle transenne. Nel finale, si è fatto vedere anche Matteo Tosatto, fresco di convocazione in azzurro per il Mondiale di Mendrisio. Il trevigiano della Quick Step ha messo fuori il naso, prima di essere inghiottito dal gruppo lanciato per lo sprint.

Il gruppo sulle strade della Vuelta. Ap

Il gruppo sulle strade della Vuelta. Ap

CUNEGO E BALLAN A CASA — Tappa corsa a ritmo blando: hanno chiuso in gruppo senza problemi sia Damiano Cunego, vincitore di due tappe, sia l’iridato Alessandro Ballan. Domani i due della Lampre non ripartiranno. La testa è già a Mendrisio.

VALVERDE LEADER — Tutto invariato in classifica generale, dove Alejandro Valverde conserva per l’ottavo giorno la maglia oro di leader. Lo spagnolo della Caisse d’Epargne precede l’olandese Robert Gesink (a 31”), il connazionale Samuel Sanchez (a 1’10”) e Ivan Basso (a 1’28”), con l’australiano Evans (a 1’51”) e l’altro spagnolo Mosquera (a 1’54”) che insidiano il varesino. Ottavo Tiralongo (a 6’34”). Domani altra tappa interlocutoria, Ciudad Real-Talavera de la Reina, 193,6 km.

Classifica dopo 16 tappe :

1 51 VALVERDE, Alejandro ESP GCE 069:59:34
2 154 GESINK, Robert NED RAB a 31
3 1 SÁNCHEZ, Samuel ESP EUS a 01:10
4 131 BASSO, Ivan ITA LIQ a 01:28
5 161 EVANS, Cadel AUS SIL a 01:51
6 211 MOSQUERA, Ezequiel ESP XAC a 01:54
7 58 RODRIGUEZ, Joaquin ESP GCE a 05:53
8 128 TIRALONGO, Paolo ITA LAM a 06:28
9 111 DANIELSON, Thomas USA GRM a 08:28
10 101 COBO, Juan José ESP FUJ a 10:45

Altimetria della 17°tappa, la Ciudad Real – Talavera de la Reina, di 193,6 km

Fonte articoli e foto : www.gazzetta.it

Fonte classifica ed altimetria : www.lavuelta.com

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