Colnago-Reverberi, alleanza tutta Made in Italy.

Colnago scommette
sullo sprint di Gavazzi

Mattia Gavazzi è la stella della nuova Colnago-Csf, presentata oggi. "Qui ho trovato compagni giovani e di qualità, un gruppo dedicato alle mie volate. Se ci invitano, stavolta faccio il Giro: e fisso già l’appuntamento alla 18/a tappa…". Ernesto Colnago: "Ho sempre creduto nel lavoro, nei giovani e nel ciclismo: in questa squadra c’è tutto questo"

 

Ernesto Colnago e Mattia Gavazzi. Bettini

Ernesto Colnago e Mattia Gavazzi. Bettini

CAMBIAGO (Milano), 25 gennaio 2010 – Made in Italy, dalla testa ai piedi. La squadra: quella di Bruno e Roberto Reverberi, da 29 anni a due ruote. Gli sponsor: il primo, la Colnago, e il secondo, la Csf. I corridori: 16, tutti nati fra Conegliano, provincia di Treviso (Sacha Modolo) e Policoro, provincia di Matera (Domenico Pozzovivo). E la bici, ovvio: la Colnago CX-1, bianca e azzurra, agguerritissima. Made in Italy, tutto nato e cresciuto in Italia, ideato e fabbricato in Italia, rappresentante se non addirittura simbolo (le Colnago, intese come bici, lo sono) dell’arte e dell’artigianato, della creatività e della realizzazione italiani. Un Fratelli d’Italia: tutti insieme, appassionatamente, sportivamente. Un Fratelli d’Italia che sa di officina ed emporio, che sa di strada, di vento, di gallerie, di galleria del vento. E un inno allo stile e all’eleganza, ma anche all’affidabilità e alla garanzia del nostro sport e della nostra industria. Ci voleva, dice Ernesto Colnago, "un atto di coraggio". E spiega: "Ma io ho sempre creduto nel lavoro, nei giovani e nel ciclismo. E qui, in questa squadra, c’è tutto questo". Dei 16 atleti, il più vincente ha occhi da husky, quadricipiti da centometrista e gomiti da sportellate. Mattia Gavazzi, 26 anni, bresciano, anagrafe a Provaglio d’Iseo, casa a Iseo, un supercompatto (1,71 per 72 chili), 21 vittorie da pro’, 11 nel 2009, quinto al mondo per numero, non ancora per importanza.

"In squadra c’è un bel clima – spiega Gavazzi -. Io sono il punto di riferimento e questa responsabilità mi piace "

Gavazzi, anno della verità?
"Anno fondamentale. Ero in scadenza di contratto, qui ho un impegno di due anni, in una squadra giovane e di qualità, con un gruppo dedicato alle mie volate".

Un treno?
"Non l’ho mai avuto, mi sono sempre arrangiato, e potrei anche continuare così. Ma qui c’è gente come Frapporti, Canuti e Marangoni che possono aiutarmi. E c’è uno come Belletti, con cui ero in squadra lo scorso anno, capace di arrivare là dove io mi staccherò: in salita".

In squadra?
"Bel clima. Un anno fa i miei compagni erano Simoni, Bertolini, Rebellin: quasi mi mettevano paura. Invece qui sono io il punto di riferimento. E questa responsabilità mi piace".

La preparazione?
"In novembre e dicembre molte camminate, anche di quattro o cinque ore, in montagna, poche in bici. In bici ho cominciato il primo gennaio, 20 giorni in Toscana con Frapporti e Brambilla, totale 2350 chilometri".

"Debutterò sabato al Provincia di Reggio Calabria: non mi tirerò certo indietro"

Non molti…
"Mio padre (Pierino, ndr) cominciava il primo febbraio e 20 giorni dopo vinceva già il Trofeo Laigueglia. Io debutterò sabato al Giro della Provincia di Reggio Calabria. Non sarò subito competitivo, ma se mi troverò con i primi, in volata non mi tirerò certo indietro. È il mio mestiere".

Sensazioni?
"Sarò sincero: buone. E come peso sono quasi a posto".

Gavazzi, facciamo la classifica degli sprinter italiani?
"Petacchi un gradino sopra tutti: per la sua esperienza, per il nostro rispetto. Anche se, più si va avanti, più diventa battibile. Loddo, Napolitano, Chicchi…: credo di non avere nulla meno di loro. Bennati: non è più solo un velocista, ma uno quasi da classiche".

"Donoratico è il mio primo vero obiettivo. Poi mi affascina la Sanremo, è il Mondiale di noi velocisti "

Dopo la Calabria?
"Donoratico. Lì vorrei vincere. È il mio primo vero obiettivo. Poi Laugueglia, Sardegna e Friuli. Speriamo di essere invitati alla Milano-Sanremo. È la corsa che più mi affascina, fin da quando ero piccolo. Un po’ perché l’ha vinta anche mio padre (nel 1980, ndr), un po’ perché è il Mondiale di noi velocisti".

E il Giro?
"Quello sarebbe il massimo. L’anno scorso l’ho sfiorato: a Pasqua mi è venuto un ascesso in gola, ho perso prima 12 giorni di bici, poi il Giro. Stavolta, sempre che ci invitino, vorrei proprio farlo. E mi sono segnato questa data: giovedì 27 maggio".

Sarebbe?
"Diciottesima tappa, Levico Terme-Brescia, 151 chilometri. Piatta come un biliardo. E il traguardo quasi a casa mia. Non so se mi sono spiegato".

ECCO L’ORGANICO:
Nuovi: Manuel Belletti (24 anni), Mattia Gavazzi (26). Confermati: Alessandro Bisolti (24), Federico Canuti (24), Marco Frapporti (24), Michele Gaia (24), Alan Marangoni (25), Marcello Pavarin (23), Domenico Pozzovivo (27), Filippo Savini (24), Simone Stortoni (24), Enrico Zen (23). Neoprofessionisti: Gianluca Brambilla (22), Alberto Contoli (22), Sacha Modolo (22), Stefano Pirazzi (22).

Fonte articolo e foto: www.gazzetta.it

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