Giro della Provincia di Reggio Calabria 2010 – Montaguti, la “prima” in assoluto.

Montaguti conquista
la "prima" italiana

Matteo Montaguti ha vinto a Cosenza la prima tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria.

 

COSENZA, 30 gennaio 2010 – Più che sud, sembrava nord. Più che Calabria, sembrava Fiandre. Più che ciclismo del terzo millennio, scientifico e tecnologico, sembrava ciclismo del primo Novecento, pionieristico ed eroico. Così Matteo Montaguti può godersi una vittoria, la sua prima vittoria al terzo anno da professionista, che sa di pioggia e freddo, di fuga e solitudine, di sofferenza e soddisfazione. Se la ricorderà per sempre. Prima tappa del Giro della Provincia di Reggio Calabria, apertura del calendario italiano e della stagione europea del grande ciclismo. E quella che poteva apparire come la cronaca di un destino annunciato – volata di gruppo, Alessandro Petacchi favorito -, è stata sovvertita, rivoluzionata, sorpresa dal tempo.

L'esultanza di Matteo Montaguti . Bettini

L’esultanza di Matteo Montaguti . Bettini

Tre uomini in fuga — Cielo grigio, poi nero, nuvole cariche, poi diluvianti. Tre uomini in fuga al km 48: Chiarini, Scognamiglio e il russo Borisov. Gruppo compatto ai piedi della salita che porta a Potame, 1050 metri, la Cima Coppi della gara. Altri quattro uomini in fuga: Torosantucci, Salerno, il polacco Niemiec e il bielorusso Kucynski. Poi lo scatto vincente di Savini e Montaguti, a 5 km dallo scollinamento, nel gelo, con la neve ai bordi della strada. I due romagnoli – Savini è di Solarolo, Montaguti di Meldola -, compagni di allenamento, tengono in discesa, resistono in città, se la giocano allo sprint. E Montaguti, tecnicamente superiore anche per la confidenza con la pista (tre titoli italiani nell’inseguimento a squadre, uno nella corsa a punti, due anni da probabile olimpico ma senza Olimpiadi), precede l’amico-nemico. Staccato, selezionato, frammentato, il gruppo. Facce stravolte, muscoli intirizziti, denti battenti. Tra i ritirati Giovanni Visconti, che ha mollato a 8 km. dall’arrivo.

Spirito e sportivita’ — Bel derby, quello fra primo e secondo: nella sportività (Montaguti: "So quanto andava Filippo in salita, ho cercato di stargli dietro fino in cima, poi gli ho dato una mano in discesa"; Savini: "Ai meno 10 dall’arrivo ho cominciato a crederci, e a pensare alla volata, sapevo che Matteo era più veloce, io volevo giocarmela, ma è stato più forte lui") e nello spirito (Montaguti: "L’anno scorso ho fatto il gregario a Petacchi e Di Luca, quest’anno sono più libero di fare la mia corsa"; Savini: "Ho cominciato bene, e se vado così, avrò ancora più libertà"). A giudicare da loro due, c’è aria nuova, e buona. Ancora Montaguti: "Sono sempre andato per la mia strada, diritta. Il doping non è una tentazione, ma un vizio. Io sono cresciuto in un ambiente familiare, onesto, leale, in cui si accetta quello che si conquista. Fosse anche l’ultimo posto". Oggi Montaguti è stato il primo. C’è da esserne, tutti, felici.

Fonte articolo e foto: www.gazzetta.it

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