Mondiali di Ciclocross 2010 – Tabor (Repubblica Ceca), 30-31 Gennaio. Stybar profeta in patria. E la Vos è sempre più “Cannibale”

Ciclocross, super Stybar
Vos cannibale tra le donne

Nella prova maschile del campionato del mondo domina il padrone di casa; Fontana, 11°, il migliore tra gli azzurri. L’olandese, invece, inarrestabile tra le ragazze, dove al quinto posto arriva la nostra Lechner

 

Zdenek Stybar arriva trionfalmente. Ap

Zdenek Stybar arriva trionfalmente. Ap

TABOR (Repubblica Ceca), 31 gennaio 2010 – Davanti a migliaia di connazionali impazziti di gioia, Zdenek Stybar, 24enne ceco di Stribro, che vive gran parte dell’anno in Belgio, ha dominato il Mondiale di cross sui prati di casa, arrivando laddove solo un altro specialista ceco era riuscito, diciannove anni prima: Radomir Simunek senior. Una galoppata trionfale, un monologo che avrebbe potuto essere addirittura dal primo metro, se il fresco re di Coppa del Mondo – argento nelle due precedenti edizioni, dopo i due ori tra gli under 23 – non avesse avuto un guaio meccanico alla fine della prima tornata e non fosse stato costretto a perdere secondi preziosi nel cambio della bicicletta. Ma già dopo un giro, “Stiby” è tornato nel gruppetto di testa, guidato dai belgi Vantornout e Nys e dall’altro ceco Simunek junior, per poi sferrare l’attacco decisivo appena archiviato il quarto passaggio. Da lì non c’è stata storia, se non per le altre due medaglie, che sono poi finite al collo dei belgi Vantornout e Nys, quest’ultimo al terzo bronzo consecutivo: una lotta avvincente, nella quale non è mai entrato il campione del mondo uscente Niels Albert, ancora sofferente per la frattura a una costola rimediata ai campionati nazionali e costretto al ritiro al sesto giro.

Italiani lontani — L’Italia si è difesa come ha potuto. Con Enrico Franzoi a mezzo servizio (anche lui alle prese con una costola rotta fresca di due settimane, il trevigiano si è fermato poco prima di metà gara a causa di una caduta quando era 15°), la pattuglia azzurra ha avuto in Marco Aurelio Fontana il suo uomo migliore al traguardo: 11°, come un anno fa a Hoogerheide. Al pari di Cominelli tra gli Under 23, non si può dire che la fortuna abbia sorriso al milanese, già attardato da una posizione di partenza penalizzante, addirittura in quinta fila, e poi vittima di una scivolata alla fine del primo giro, con tanto di passaggio dai box per il cambio di bicicletta, che ha vanificato in pochi secondi il suo prodigioso recupero che lo aveva visto risalire dalla 50esima alla 14esima posizione. Ma il campione italiano non si è perso d’animo e si è rituffato nella mischia con coraggio, strappando poi con i denti l’11esima piazza finale. Con una miglior griglia di partenza (decisive le poche gare disputate quest’inverno) e senza contrattempi (ha pure forato nell’ultimo giro), la zona medaglie non sarebbe stata poi tanto lontana.

Ordine d’arrivo
1. Zdenek Stybar (R.Ceca) 1h08’58”; 2. Klaas Vantornout (Bel) a 21”; 3. Sven Nys (Bel) a 38”; 11. Fontana a 2’25”; 18. Bianco a 2’54”; 27. Ursi a 3’34”; 47. Damiani a 6’48”; rit. Franzoi.

Lechner — “Contenta? Un po’ sì e un po’ no”. Eva Lechner è ottima quinta nella prova femminile dominata dalla cannibale olandese Marianne Vos, quella che vince tutto: nel fango (aveva già preso l’oro nel 2006 e 2009), in pista e su strada. Un quinto posto che è il miglior risultato di sempre della ventiquattrenne altoatesina in questa specialità. Ed è pure il secondo piazzamento di sempre per una azzurra nella rassegna iridata, dopo il quarto di Annabella Stropparo a Monopoli 2003. Ma lascia ugualmente un po’ di amaro in bocca nell’unica donna italiana al via.

Marianne Vos, ancora una volta campionessa del mondo. Epa

Marianne Vos, ancora una volta campionessa del mondo. Epa

Felice, ma… — “Se due mesi fa m’avessero detto che sarei finita quinta al Mondiale, non ci avrei creduto – ammette la ragazza di Appiano –. Ma oggi avevo sensazioni magnifiche, mi sono sentita subito in giornata di grazia e ciò che mi fa un po’ rabbia è quella partenza un po’ difficoltosa. Ero in seconda fila, un’avversaria davanti a me è scattata in ritardo così io non sono riuscita a infilarmi immediatamente nel gruppetto che ha preso in mano la corsa e ho perso il treno giusto. Con una partenza migliore credo che avrei potuto anche giocarmela per una medaglia. Ho fatto una gara in rimonta, sono uscita alla distanza e da spendere ne avevo ancora: stavo benissimo, mi sentivo molto sicura anche in bici, nonostante le difficoltà del percorso. Ma le altre erano troppo avanti per sperare in un recupero fino al podio”.

Futuro — Adesso Eva tornerà a concentrarsi sulla mountain bike, che è la specialità a lei più congeniale, senza tralasciare qualche uscita su strada.

Ordine d’arrivo
1. Marianne Vos (Ola) 42’59”; 2. Hanka Kupfernagel (Ger) a 45”; 3. Daphny Van Den Brand (Ola) a 1’02”; 4. Nash (Cec) a 1’20”; 5. Lechner a 1’41"

Fonte articolo e foto: http://www.gazzetta.it
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