Il romanticismo del ciclismo colpisce anche il Continente Nero

Mali e Senegal, due mondi
anche in sella a una bici

Alla Bamako-Dakar, corsa di solidarietà organizzata dall’Uisp, tra le selle screpolate dei maliani e quelle solide dei senegalesi. E il presidente della lega ciclismo Cissokho: "Devo la mia passione a un italiano"

 

Saliou N'Dour, 19 anni, ciclista e piastrellista. Foto Boensch Bees

Saliou N’Dour, 19 anni, ciclista e piastrellista. Foto Boensch Bees

THIES (Senegal) – I corridori maliani stanno a quelli senegalesi, come i senegalesi stanno alla squadra di Lance Armstrong. Un abisso. I maliani non hanno nulla. Non hanno neanche le bici. Quelle gliele passa la Federazione maliana, ma siccome la Federazione maliana non ha nulla tranne bici vecchie, antiche, danneggiate, insomma bici riciclate, Karamoko e i suoi tre amici hanno bici d’altri tempi. Per dirla con il qui presente Giancarlo Brocci: bici da Eroica. Brocci lo sa bene, perché è lui il papà dell’Eroica: bici antecedenti al 1987, con i fili dei freni fuori, il cambio sul tubo obliquo e le gabbiette invece degli attacchi a sgancio rapido. Le bici dei maliani si presentano peggio: copertoni sfiniti, esauriti, esausti, selle screpolate, crepate, tenute insieme con il nastro adesivo, manubri ridotti all’osso, catene che risalgono agli anni della schiavitù. Se solo potessero parlare, invocherebbero l’eutanasia. Lo stesso Karamoko pedala con scarpe da passeggio e un commovente nodo finale delle stringhe sulla caviglia. C’è anche da dire che questa, alla Balako-Dakar organizzata dalla Uisp, sarebbe la nazionale B del Mali, la seconda squadra, perché la prima si sta preparando al Tour del Mali, partenza il 7 marzo.

Bécaye Traoré, 22 anni, n° 1 del Senegal. Foto Boensch Bees

Bécaye Traoré, 22 anni, n° 1 del Senegal. Foto Boensch Bees

LA "POTENZA" SENEGALESE — I senegalesi – è evidente – se la passano meglio: bici di nuova generazione, niente di carbonio, ma solide e moderne, curate, rifinite. Anche loro, i corridori, sembrano passarsela meglio: fisici altrettanto atletici, ma meno sofferti, meno consumati, meno sfruttati. Gente che mangia e che si allena. Non è da tutti, almeno a questa latitudine. Un privilegio. Alla Bamako-Dakar pedalano Bécaye Traoré e Saliou N’Dour. Bécaye è il più forte corridore senegalese: 22 anni, campione in carica del Senegal, professione meccanico di biciclette. Saliou, parente alla lontana del cantante e musicista Youssu N’Dour, è una promessa: 19 anni, altezza 1,90, peso ininfluente, per campare aiuta a mettere giù piastrelle. Tutti e due vengono da Thies. E Thies è la patria del ciclismo: perché se a Dakar ci sono quattro corridori di prima categoria, Thies ne vanta 27. E ogni mese, secondo programma, a Thies si organizzano due corse.

I bambini del Senegal e la bicilcletta. Foto Boensch Bees

I bambini del Senegal e la bicilcletta. Foto Boensch Bees

IL PRESIDENTE — Il presidente della lega ciclismo di Thies è Boubacar Cissokho, 64 anni, numero 1 anche del Velo club Thies. Ha fatto il corridore, ha partecipato due volte al Giro delle Regioni in Italia, per dilettanti, ed erano anni in cui quella senegalese era l’unica squadra africana, anni in cui ciascuna squadra era formata da cinque uomini, e i senegalesi non si ritiravano mai, anni in cui Cissokho si classificava tra i primi 20. Tant’è che lui ancora adesso dedica, all’Italia, gli onori del caso: "Grazie di tutto, italiani. Mi avete insegnato a correre e ad amare questo sport, e adesso mi consegnate, e ci regalate, l’opportunità di dedicarci al ciclismo con più cura". Dal tempo del Giro delle Regioni, Cissokho ha messo su due case: nella prima, moglie e 10 figli, nella seconda, altra moglie e altri cinque figli. Lui, una stanza in ciascuna casa. Nessuno, tra le sette femmine e i 10 figli di Cissokho nati e cresciuti grazie anche a Dio, nel suo caso Allah, si è dedicato al ciclismo, invece – almeno i maschi – si sono fatti prendere dal calcio. "Ma io tratto i miei corridori come se fossero tutti miei figli". Uno più, uno meno. E alla domanda se esiste un segreto per questo interesse verso le due ruote, Cissokho ha risposto che il merito è di un italiano che, per quasi metà anno, vive proprio a Thies, e si dà un gran da fare: Giuseppe Bodeo.

Fonte articolo e foto: www.gazzetta.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...