Cancellara il Re delle Fiandre

Cancellara alla Merckx
Il Fiandre è svizzero

Boonen resiste fino a 15 km dal traguardo. Sul Grammont Fabian
attacca e diventa irraggiungibile. Terzo Gilbert

L'attacco sul Grammont. Ap
L’attacco sul Grammont. Ap

MEERBEKE (Belgio), 4 aprile 2010 – Ci sono giornate in cui
solo Fabian Cancellara può battere Fabian Cancellara. Oggi, al Giro
delle Fiandre, è stato un giorno di quelli. Lo svizzero della Saxo Bank
ha tenuto fede al soprannome "Spartacus", facendo una corsa da
gladiatore. Ha piegato l’idolo belga Tom Boonen in un testa a testa che è
sembrato una prova di forza come quelle che si vedono nel ring.

SUL GRAMMONT
La scena madre sul Grammont, il Muro simbolo della classica
fiamminga, con la Cappella posta in cima e le pendenze sul pavé che
raggiungono il 20%. A metà dello strappo, nel punto più duro, Boonen si è
alzato sui pedali cercando di spingere in avanti la bici, mentre
Cancellara ha continuato a martellare da seduto come un treno a vapore,
staccando il rivale con lentezza inesorabile. Gli sono bastati 200
metri, per lasciare il favorito belga a contorcersi nello sforzo. Sulla
discesa e il falsopiano successivi, Cancellara ha scavato un buco di
17" tra sé e Boonen, superando di slancio il Bosberg e sfruttando le
sue doti di cronoman per giungere al traguardo di Meerbeke con 1’15"
sul belga della Quick Step.


L’ANGELO
Sull’ultimo rettilineo ha avuto pure il tempo di festeggiare,
stringendo la mano in ammiraglia al team manager Bjarne Riis e mostrando
un ciondolo a forma di angelo con la data del 4 aprile, portafortuna
regalato dalla moglie prima di partire per il Fiandre. Così Cancellara
ha fatto passerella sventolando la bandiera svizzera in mezzo a
migliaia di belgi ammutoliti per la sconfitta di Boonen. Non ha solo
vinto, ha dominato. Stracciando il grande favorito sul suo terreno.
Prima l’ha chiamato allo scoperto sul Molenberg, a 44 km dall’arrivo,
divorando lo strappo come una moto. Poi, rimasti soli in due, l’ha
giustiziato sul Grammont.

TABU’
"Nel mio palmares c’erano già la Sanremo e la Roubaix. Sapevo che
vincere il Fiandre significava rompere un tabù – ha detto Cancellara,
29 anni, che ha dovuto anche cambiare bici -. Ci sono riuscito in un
modo speciale. A me piacciono le grandi imprese: se fossi arrivato in
volata con Boonen, anziché da solo, non sarebbe stata la stessa cosa.
Non ho veramente pianificato l’attacco sul Grammont. Mi sono mosso
d’istinto. Ho messo k.o. tutti". Uno svizzero non vinceva il Fiandre dal
1923: ci riuscì Heiri Suter all’alba del ciclismo eroico. E Cancellara,
che è l’unico corridore in gruppo con tre classiche monumento in
tasca, ora può allargare l’orizzonte. "Un domani potrei provare a
conquistare Liegi e Lombardia. Cioè tutti e cinque i Monumenti. Pero,
prima, c’è la Roubaix di domenica prossima. Io ora voglio godermi il
successo e non pensare ad altro. La condizione però è lì".


BOONEN FERITO
Chi può fermare Cancellara? Forse nessuno. Non certo il Tom Boonen
spodestato nel suo regno, che ha detto: "Ho avuto un crampo alla gamba
destra sul Grammont e mi è costato caro. Poi in cima ho messo un
rapporto più agile, ritornando a pedalare bene. Però ormai avevo perso
la corsa". Le pietre della Roubaix gli offrono il riscatto. Proprio come
all’amico Pippo Pozzato, assente per problemi di salute. Il campione
italiano, ancora alle prese con la dissenteria, oggi poteva essere
davanti con lo svizzero e il belga.

ARMSTRONG TENACE
Nella sfida tra i due giganti del pavé non c’è stato molto spazio per
gli altri. Il danese Matti Breschel, compagno di Cancellara, è stato il
primo a stuzzicare Boonen sul Koppenberg, per poi uscire dalla lotta
per un problema con la bici di riserva. Gilbert ha reagito tardi
all’attacco sul Molenberg, finendo comunque sul podio davanti alla
sorpresa Leukemans. Flecha non era quello di Het Volk e Harelbeke.
Mentre si sono messi in luce Millar, Hincapie e il vecchio Armstrong,
così tenace da attaccare in pianura in due occasioni finendo 27°. Appena
dietro (28°) il giovane Daniel Oss, migliore italiano. Sul Koppenberg
era rimasto indietro, dovendo spingere la bici a piedi. Poi ha
recuperato con caparbietà: "Ho cercato di anticipare il Molenberg, ma
Cancellara mi ha passato a tripla velocità e poi Boonen. Erano
allucinanti. Io devo ancora migliorare molto".

ORDINE D’ARRIVO
1. FABIAN CANCELLARA (SVI/SAXO BANK) 6h 25min 32sec 2. Tom Boonen (Bel /
Quick-Step) a 1’14" 3. Philippe Gilbert (Bel/Omega Pharma-Lotto) a
2’10" 4. Bjoern Leukemans (Bel/Vacansoleil) a 2’14" 5. Tyler Farrar
(U.S./Garmin) a 2’35" 6. George Hincapie (U.S./BMC Racing Team) s.t. 7.
Roger Hammond (Gbr/Cervelo) 8. Maxim Iglinskiy (Kaz/Astana) 9. Danilo
Hondo (Ger/Lampre) 10. William Bonnet (France/Bbox-Bouygues)

Fonte articolo, foto ed ordine d’arrivo: http://www.gazzetta.it

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