Giro d’Italia 2010 – Dopo 56 anni, L’Aquila è di nuovo sede di una fuga bidone. Tappa a Petrov, Maglia Rosa a Porte, Arroyo e Sastre diventano i favoriti. Ma a Porto Recanati i vecchi big mostrano l’orgoglio. E’ finalmente Italbici con Pozzato.

Una fuga d’altri tempi
apre le Porte agli outsider

 

L’australiano Richie Porte conquista la maglia rosa dopo una fuga avviata con altri 55 corridori al ventesimo chilometro, e inspiegabilmente tollerata dai big. Vince il russo Petrov, gli (ex?) uomini di classifica arrivano con 12-13 minuti di ritardo

 

L’AQUILA, 19 maggio 2010 – La storia del ciclismo si costruisce anche così. Una fuga-bidone, un gruppo di uomini che prende il largo fin dai primi km, le squadre dei migliori che inspiegabilmente lasciano fare. Risultato: classifica stravolta. La tappa più lunga, 262 km da Lucera all’Aquila, disputata sotto una pioggia incessante, rivoluziona la corsa. Vinokourov e tutti i big, colpevoli di aver lasciato troppo spazio a un gruppo di 56 fuggitivi, tagliano il traguardo con circa 13 minuti di ritardo dal vincitore Evgeny Petrov, uno che non vinceva una corsa dal 2002. E soprattutto dal 25enne australiano Richie Porte, che diventa il nuovo leader della classifica generale.

FUGA-BIDONE — La tappa che sconvolge il Giro si scalda fin dalle primissime battute. Appena dopo Lucera, la cittadina del foggiano che ha ospitato la partenza, cominciano scatti e controscatti. Al 20° km se ne vanno 25 corridori, ai quali poco più avanti se ne aggiungono altri fino a formare un plotone di 56 atleti. Dietro, inspiegabilmente, le squadre dei big lasciano fare. Non si muove l’Astana della maglia rosa Vinokourov, non fa una piega la Bmc di Evans, non spinge il pedale neanche la Liquigas di Nibali e Basso. Errore di valutazione? Mancato accordo su chi deve muoversi per andare a tirare? Comunque sia, minuto dopo minuto il gruppo dei battistrada prende il largo: nei pressi del primo Gran Premio della Montagna, a Rionero Sannitico, i fuggitivi raggiungono il vantaggio massimo di 17’50”. Un’infinità. Eppure fra gli uomini in fuga ci sono diversi corridori ben messi in classifica, a partire da Richie Porte, sesto a 2’26”. Ma ci sono anche Agnoli, Sastre, Arroyo, Kiserlovski, Tondo, Efimkin. Tutta gente che ha meno di 10’ di ritardo. Intanto le tossine accumulate in dieci giorni di gara cominciano a lasciare il segno: sono 10 i corridori che non arriveranno all’Aquila.

VINCE PETROV — A poco più di 30 km dal traguardo, i big finalmente si mettono in azione. Quando i battistrada hanno poco più di 13’ di vantaggio, i vari Basso, Vinokourov, Cunego, Evans, Scarponi e Garzelli si piazzano in testa al gruppo a fare l’andatura. Ma ormai è tardi. Davanti iniziano le schermaglie per aggiudicarsi la tappa: l’abruzzese Cataldo tenta la stoccata ai -6, guadagna un centinaio di metri, poi viene agguantato da Bakelandts e Gerdemann. Il belga cade in curva e lascia via libera al tedesco, che si impianta nello strappo finale verso L’Aquila e viene superato dal russo Evgeny Petrov della Katusha, che centra quel successo che gli mancava da otto anni. Alle sue spalle Cataldo, il redivido Sastre, che va a prendersi anche gli 8” di abbuono, e Wiggins; poi il nuovo leader Richie Porte, a 12”. Vinokourov, che trema dal freddo, Basso e tutti gli altri uomini di classifica arrivano con circa 13’ di ritardo.

ULTIMA PER VELOCISTI — Dopo gli Appennini, domani si torna al mare: da Città Sant’Angelo a Recanati, 206 km quasi tutti lungo la costa adriatica. Prima del circuito finale, ci sono due Gpm di terza categoria (Macerata e Potenza Picena) che non dovrebbero impedire la volata di gruppo.

Pozzato a Porto Recanati
Multa per Evans e Righi

 

Prima vittoria italiana al Giro grazie a Pippo Pozzato, che s’impone allo sprint su un gruppo ristretto. I big hanno attaccato sulla salita finale. La giuria ha inflitto 2000 franchi svizzeri a Evans e Righi per i colpi proibiti nel finale. Domani il Giro arriva a casa Pantani

 

PORTO RECANATI (Mc), 20 maggio 2010 – Dopo undici tappe, il Giro torna a parlare italiano. Il merito è del campione tricolore Filippo Pozzato, che regola in volata un ristretto gruppo di dieci fuggitivi, fra i quali quasi tutti i big, scattati quando mancavano 12 km al traguardo. La maglia rosa Richie Porte ha perso solo pochi secondi dagli altri uomini di classifica, che dopo la disgraziata giornata dell’Aquila si sono mossi in prima persona. Ma non era questa la tappa adatta per recuperare i 12 e più minuti persi ieri. La tappa si anima al 9° km con l’attacco di Rick Flens (Rabobank). L’olandese, che ha un ritardo in classifica di quasi due ore, arriva ad avere 9’37” di vantaggio dopo 30 km. Alle sue spalle si muovono solo l’ucraino Krivtsov e il belga Kaisen, che al km 42 raggiungono il fuggitivo.

Tensione — I tre battistrada viaggiano con un margine costante di circa cinque minuti sul gruppo, poi la Garmin si mette a tirare per riportare su Tyler Farrar per la volata e il gap del terzetto cala precipitosamente, tanto che ai -15 dal traguardo il plotone torna compatto. Ai -12, sull’ultimo strappo di Potenza Picena, si muovono quasi tutti i big: Vinokourov, Nibali, Garzelli, Basso, Scarponi, Cunego e Pozzato, che insieme a un piccolo gruppo prendono una decina di secondi di vantaggio su Porte. Il plotoncino regge al ritorno , dove il clima si surriscalda: il campione del mondo Evans viene letteralmente alle mani prima con Mazzanti e poi con Righi, rei secondo l’australiano di spezzare il ritmo del plotone all’inseguimento dei fuggitivi. Davanti scatta la volata: Vinokourov parte in testa, ma Filippo Pozzato è il più veloce, scavalca il kazako e Garzelli e taglia il traguardo per primo davanti al francese Voeckler. Il gruppo arriva a una manciata di secondi. Per il 28enne vicentino è la 42ª vittoria in carriera, la prima al Giro. Invariati i primi posti della classifica generale: l’australiano Richie Porte guida con 1’42” su Arroyo e 1’56” su Kiserlovski.

Multa — Dopo aver visionato a lungo le immagini del finale di corsa, la Giuria ha inflitto una multa di 2000 franchi svizzeri a Cadel Evans e Daniele Righi per comportamento scorretto e danno arrecato all’immagine del ciclismo.

TAPPA MISTA — Domani il Giro ripercorre le strade10 che hanno visto crescere Marco Pantani: si parte da Porto Recanati e dopo 223 km si arriva a Cesenatico. La prima parte è pianeggiante e costeggia l’Adriatico. In Romagna ci si sposta all’interno, sul percorso della Nove Colli, la più antica delle Gran Fondo, che quest’anno festeggia i quarant’anni di vita. Lì si affrontano due Gran Premi della Montagna: Perticara (2ª categoria) e Barbotto (2 ª), quest’ultimo arriva ad avere pendenze del 15%. Dalla seconda cima però mancheranno ancora 40 km al traguardo, tutto il tempo per consentire ai velocisti rimasti attardati di recuperare.

Classifica dopo 12 tappe:

1 PORTE Richie AUS SAX 50:46:16 0:00
2 ARROYO DURAN David ESP GCE 50:47:58 1:42
3 KISERLOVSKI Robert CRO LIQ 50:48:12 1:56
4 TONDO VOLPINI Xavier ESP CTT 50:50:10 3:54
5 AGNOLI Valerio ITA LIQ 50:50:57 4:41
6 EFIMKIN Alexander RUS ALM 50:51:32 5:16
7 GERDEMANN Linus GER MRM 50:51:50 5:34
8 SASTRE CANDIL Carlos ESP CTT 50:53:25 7:09
9 DIDIER Laurent LUX SAX 50:53:40 7:24
10 WIGGINS Bradley GBR SKY 50:54:30 8:14

L’altimetria della 13°tappa, la Porto Recanati-Cesenatico di 223 km

Fonte articoli, classifica ed altimetria: www.gazzetta.it

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