Giro d’Italia 2010: Dominio Liquigas con vittorie di Nibali ad Asolo e di Basso sullo Zoncolan. Evans risponde a Plan de Corones, ma la tappa va a Garzelli. Arroyo resta in Maglia Rosa.

Nibali, impresa da brividi
Arroyo nuova maglia rosa

 

Il siciliano della Liquigas-Doimo attacca lungo la discesa del Monte Grappa e vince per distacco la Ferrara-Asolo. A 23" Basso, Scarponi ed Evans. Domani c’è lo Zoncolan

 

ASOLO (Treviso), 22 maggio 2010 – Per il terzo giorno consecutivo il Giro parla italiano. Vincenzo Nibali, che proprio stamattina aveva presentato la tappa per i lettori di Gazzetta.it, vince la 14ª tappa della corsa rosa nella giornata in cui si sgonfia il fenomeno Richie Porte. Il giovane australiano resta attardato fin dai primi tornanti del monte veneto e al traguardo accusa un ritardo di 4’45” che gli costa la testa della classifica, dove ora svetta lo spagnolo David Arroyo della Caisse d’Epargne. Tutti i big recuperano qualcosa dalla disastrosa tappa dell’Aquila.

POZZATO ATTIVISSIMO — Uno scatenato Filippo Pozzato, che conosce bene queste zone, è protagonista della prima parte di gara infilandosi in tutte le fughe. La prima, che ha vita breve, già a poche centinaia di metri dal via. Poi si stacca una seconda volta con un plotone di 26 uomini, fra i quali Simoni, ma il tentativo abortisce dopo una decina di km. Al 30° km ci provano Bonnet, Monier, Bisolti e Cummings; a loro si aggiungono in seguito Eibegger e l’onnipresente Pozzato. Il drappello se ne va e arriva ad avere 8’05” di vantaggio dopo 60 km di gara.

SUL GRAPPA — All’inizio della salita del Monte Grappa, lunga 19 km e con pendenze importanti, Bisolti prende il largo, mentre nel gruppo gli uomini della Liquigas, trainati dallo scalatore polacco Szmyd e con Basso e Nibali in prima fila, si mettono a tirare. Il primo a farne le spese è la maglia rosa Porte, che perde subito la ruota dei big. Oltre all’australiano crolla anche Garzelli. L’ex pistard Bradley Wiggins prova a staccare i migliori con uno scatto secco, ma dopo pochi km si rialza. Nel punto più duro, dove la pendenza raggiunge il 14%, parte Nibali: gli si accodano il compagno di squadra Basso, Evans e Scarponi; non riescono a reggere il ritmo Cunego, Arroyo, Vinokourov e Sastre. Il quartetto raggiunge anche Bisolti, l’ultimo dei sei fuggitivi ad arrendersi. In cima al Monte Grappa i battistrada hanno 1’10” di vantaggio su Vinokourov e Sastre; 2’07” sul gruppo di Cunego e Arroyo, mentre Porte passa dopo 4’45”. Dopo lo scollinamento, Nibali sfrutta le sue doti di discesista per staccare i compagni di fuga lungo le strade tecniche rese ancora più insidiose dalla pioggia. A 25 km dal traguardo il messinese ha 25” di vantaggio su Evans, Scarponi e Basso, che sta in fondo al terzetto e non collabora con gli altri due per favorire la fuga del compagno di squadra. Nibali dà spettacolo in discesa con traiettorie impossibili. Ai -15, quando comincia il tratto in pianura, il suo vantaggio è di 42” sul terzetto, 1’37” su Vinokourov e 3’22” sul gruppo di Arroyo, Cunego e Sastre. Il finale per Nibali diventa una difficile cronometro individuale, ma tirando a tutta riesce a resistere al ritorno degli inseguitori e ad arrivare ad Asolo a braccia alzate. Dietro di lui, a 23”, Basso vince la volata del gruppetto precedendo Scarponi ed Evans. Vinokourov arriva a 1’34”; a 2’25” ci sono Wiggins, Sastre, Arroyo (nuova maglia rosa), Cunego, Samoilau, Pinotti, Gerdemann e Mollema; Porte perde 4’45”. David Arroyo della Caisse d’Epargne è il nuovo leader della classifica generale. Lo spagnolo precede Porte di 39” e Tondo di 2’12”. Sastre è sesto a 5’27”. Nibali è il primo italiano, ottavo a 6’25”.

DOMANI LO ZONCOLAN — Domani altra giornata fondamentale con l’arrivo dopo 222 km in cima allo Zoncolan, la salita più dura d’Europa. Si parte da Mestre e dopo un avvio pianeggiante, inizia la serie dei Gran Premi della Montagna: Sella Chiunzulan (2ª categoria), Passo Duron (1ª, con tratti attorno al 18%), Sella Valcalda (2ª) prima di arrivare a Ovaro dove inizia la salita finale allo Zoncolan, con 10 km al 12% con punte del 22%.

Sull’Inferno dello Zoncolan
Basso ritrova il Paradiso

 

Sulla salita più dura d’Europa il capitano della Liquigas stacca tutti e riduce a 3’33" il distacco sulla maglia rosa Arroyo. Evans ultimo a cedere, a 3,7 km dall’arrivo, ma perde 1’19". Terzo Scarponi, quarto Cunego

 

MONTE ZONCOLAN (Udine), 23 maggio 2010 – Il terribile Zoncolan ha un nuovo padrone: Ivan Basso. Il capitano della Liquigas-Doimo doma la salita più dura d’Europa, stacca tutti con una grande progressione nei 10 km finali dalle pendenze impossibili, guadagna 1’19” su Cadel Evans, l’ultimo a resistergli, e recupera quasi quattro minuti alla maglia rosa. Nella Mestre-Monte Zoncolan, 222 km, il Giro di fatto si riapre: Arroyo conserva la leadership della classifica generale, con 2’35” su Richie Porte e 3’33” su Basso, che ora diventa il candidato più accreditato alla vittoria finale.

Fuga a sei — La tappa più dura del Giro, e la settimana terribile che i corridori si apprestano ad affrontare, fanno paura ai velocisti: al via non ci sono Farrar, vincitore a Utrecht e Bitonto, e McEwen. Per strada si fermeranno altri cinque atleti, fra i quali Belletti, primo venerdì nella sua Cesenatico, e l’ex maglia verde Voss. Ma di tappe adatte agli sprinter, da oggi all’arrivo finale di Verona, non ce ne sono praticamente più. La giornata dei tre Gpm e dello spauracchio Zoncolan si apre con un attacco di lunghissima gittata che parte al 18° km: lo mettono in atto il francese Le Floch (Bbox), il belga Sijmens (Cofidis), il francese Pineau (Quickstep) con il compagno di squadra Reda. A loro si aggregano il francese Turpin (Ag2r) e il venezuelano Rodriguez (Androni-Diquigiovanni). Dei sei battistrada, il meglio piazzato nella generale è Pineau, che ha 1h04’ di ritardo dalla maglia rosa. Non ci sono pericoli e allora il gruppo lascia fare. I fuggitivi arrivano ad avere un vantaggio massimo di 14’35” a metà percorso.

Forcing Liquigas — Sulla prima salita, il Sella Chianzutan, il sestetto cede qualcosa: in cima il gruppo ha un ritardo di 9’20”. Sul Passo Duron la Liquigas, una delle due squadre ancora a pieno organico, forza: Dall’Antonia, Sabatini, Vanotti, Agnoli, Kiserlovski e Szmyd si alternano a fare l’andatura. Il plotone si sfilaccia e il vantaggio dei cinque cala vistosamente: in cima al Duron hanno 4’48”, sul Sella Valcalda 3’42”, all’inizio della salita dello Zoncolan 3’27”.

Mostro Zoncolan — La montagna più dura fa selezione fin dai primi tornanti: Sastre cede subito, così come la maglia verde Matthew Lloyd. Scarponi forza ai -7. Lo seguono Basso, Evans e Pinotti, mentre Nibali perde contatto con Vinokourov, la maglia rosa Arroyo e Cunego. Presto anche Pinotti cede e davanti restano in tre. Basso, Evans e Scarponi riprendono uno dopo i cinque fuggitivi. Ai -6 Basso allunga e a farne le spese è Scarponi, mentre Evans, sempre sui pedali, rimane agganciato al varesino. I distacchi cominciano a delinearsi: ai -5 Basso ed Evans hanno 25” su Scarponi, 44” su Cunego, 50” su Vinokourov, 1’13” su Pinotti, 1’25” su Nibali e 1’35” su Arroyo. Il capitano della Liquigas sferra l’attacco decisivo ai 3,7 km dalla vetta: Basso accelera, uno scatto secco, deciso, che taglia le gambe a Evans. In settecento metri il campione del mondo accusa già 29” di ritardo. All’ultimo km è di quasi un minuto. Al traguardo Basso ha 1’19” su Evans, 1’30” su Scarponi, 1’56” su Cunego, 2’26” su Vinokourov, 2’44” su Sastre, 3’07” su Nibali, 3’20” su Pinotti. Arroyo arriva a 3’51” e conserva la maglia rosa, con 2’35” di vantaggio su Porte e 3’33” su Basso.

Riposo e Cronoscalata — Dopo la faticaccia di oggi, domani i corridori godranno di una giornata di riposo. Si riparte martedì con la cronoscalata da San Vigilio di Marebbe a Plan de Corones, 12,9 km di salita costante su quelle che d’inverno sono piste da sci. Negli ultimi 5 km, da Passo Furcia in su, è terrificante: tutta su sterrato, con pendenza media del 20% e massima del 24%.

Garzelli si prende la Corones
Basso-Evans, è da brividi

 

Stefano Garzelli ha dominato la durissima cronoscalata di Plan de Corones davanti ad un ottimo Evans. Ma la prova di Basso è stata altrettanto importante, perché gli ha aperto la strada per il secondo posto, a 2’27 dalla maglia rosa Arroyo. Che si è difeso bene

PLAN DE CORONES (Bolzano), 25 maggio 2010 – Stefano Garzelli si impone a sorpresa sulle durissime pendenze della cronoscalata da San Vigilio di Marebbe a Plan de Corones, 16ª tappa del Giro d’Italia. Il varesino precede Cadel Evans e il francese John Gadret mentre Ivan Basso, sesto, sale al secondo posto nella generale alle spalle dello spagnolo David Arroyo, che mantiene la maglia rosa con 2’27” di vantaggio sullo stesso Basso.

SALITA TERRIBILE — Dodici km e novecento metri di ascesa terribile, con 5,3 km di sterrato e una pendenza massima del 24%. Il percorso è quello di una pista da sci, ma ovviamente in salita. Dopo i primi fuochi, con l’ottima prova del polacco Szmyd, l’uomo da traino della Liquigas quando la strada sale, entrano in scena i big. Tutti si aspettano una sfida a distanza fra Evans e Garzelli, con un occhio ad Arroyo per vedere quanto i due uomini da classifica riescono a recuperare alla maglia rosa. Ma a sorpresa spunta fuori la grande prova di Stefano Garzelli: il varesino, con una seconda parte strepitosa, piazza un 41’28” che risulta irraggiungibile per tutti gli altri. Per Vinokourov, che non gareggia sul suo terreno e accusa 1’37” di ritardo. Per Sastre, che nonostante l’incitamente del ferrarista Alonso che lo segue in moto, arriva a 2’31” da Garzelli, finisce 19° e forse dice addio alle speranze di podio. Per Scarponi, uno dei più deludenti: le dure pendenze finali, adatte alle sue caratteristiche, lo vedono invece piantarsi fino a fargli perdere 1’07”. Per Cunego, che accusa 2’10” dal varesino e finisce al 15° posto.

GARZELLI IRRAGGIUNGIBILE — Ma Garzelli risulta irraggiungibile anche per gli uomini più quotati, Evans e Basso. Sempre sui pedali il primo, seduto e composto il secondo, i due gareggiano ad armi pari per i primissimi km, poi l’australiano prende il sopravvento e chiude in 42’10”, secondo a 42” dal leader della cronoscalata, mentre Basso cede un po’ sulle pendenze più arcigne e conclude la prova al 6° posto, con 28” di ritardo dal campione del mondo e 1’10” da Garzelli. Il giovane Porte si difende bene, ma perde 2’17” e anche il secondo posto nella generale a vantaggio di Basso. Ancora meglio fa la maglia rosa Arroyo: lo spagnolo accusa 1’20” di ritardo all’intertempo, poi cresce e chiude con 43’44”, limitando i danni e mantenendo il primato nella generale. Alle sue spalle ora c’è Basso, a 2’27”; Porte retrocede al 3° posto a 2’36” mentre Evans è 4° a 3’09”.

ARRIVO IN SALITA — Dopo la cronoscalata, domani il Giro si sposta dalla Val Pusteria alla Val di Sole con i 173 km da Brunico a Peio Terme. La prima metà è tutta in leggera discesa, ma dopo Bolzano inizia la lunga salita (oltre 18 km) verso il Passo delle Palade (Gran Premio della Montagna di 1ª categoria), che presenta una pendenza massima del 16%. Dalla cima parte un’altra lunga discesa che precede la salita finale, 9,5 km non particolarmente selettivi verso Peio Terme.

Classifica dopo 16 tappe:

1 ARROYO DURAN David ESP GCE 68:32:26 0:00
2 BASSO Ivan ITA LIQ 68:34:53 2:27
3 PORTE Richie AUS SAX 68:35:02 2:36
4 EVANS Cadel AUS BMC 68:35:35 3:09
5 SASTRE CANDIL Carlos ESP CTT 68:37:02 4:36
6 NIBALI Vincenzo ITA LIQ 68:37:19 4:53
7 VINOKOUROV Alexandre KAZ AST 68:37:38 5:12
8 SCARPONI Michele ITA AND 68:37:51 5:25
9 KISERLOVSKI Robert CRO LIQ 68:41:23 8:57
10 CUNEGO Damiano ITA LAM 68:41:39 9:13

Altimetria della 17°tappa, la Brunico-Peio Terme di 173 km:

Fonte articoli, classifica ed altimetria: www.gazzetta.it

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