Settimana Tricolore 2010: Giovanni Visconti Campione d’Italia Professionisti. Per lui si tratta del bis, dopo il successo del 2007

Visconti si mette il tricolore
"Ripagati tanti sacrifici"

Nella prova in linea dei professionisti il 27enne siciliano della Isd-Neri si riprende la maglia tricolore già indossata nel 2007. Sul podio anche Santaromita e Ballan

 

Giovanni Visconti, 27 anni, nuovo campione d'Italia. Bettini

Giovanni Visconti, 27 anni, nuovo campione d’Italia. Bettini

CONEGLIANO (Treviso), 26 giugno 2010 – Ha l’orgoglio, la fierezza e l’energia dei siciliani. Ha la tradizione, la storia e la scuola dei toscani. Ed è, per la seconda volta, il campione degli italiani. Giovanni Visconti, 27 anni, nato a Torino, cresciuto a Palermo, residente sul San Baronto, ha conquistato il suo secondo titolo tricolore fra i professionisti con un atto di forza che sconfinava in un gesto di follia, e che si è rivelato un’impresa da ricordare e da raccontare.

La Fuga— A più di 20 km dal traguardo se n’è andato, da solo, allungando in salita, aumentando sul falsopiano, volando in discesa, resistendo in pianura, amministrando sul muro di Ca’ del Poggio, e regalandosi una lunga, gloriosa, meritatissima passerella d’onore. E a mezzo chilometro dall’apoteosi, come grazie a un gioco di prestigio, ha sventolato al cielo una bandiera bianca rossa e verde che il direttore sportivo Luca Scinto aveva estratto da sotto il sedile dell’ammiraglia. Tra la Lampre (per Cunego, ma forse sarebbe stato meglio per Pietropolli o Gavazzi) e la Liquigas (per Nibali e Basso, ma forse sarebbe stato meglio per Santaromita o Agnoli) che avevano interpretato il Tricolore rispettivamente in attacco e in difesa, la corsa è stata gestita meglio dalla Isd, una squadra che ha portato il dilettantismo nel professionismo, una banda che fa dell’entusiasmo e del coraggio la sua filosofia, una famiglia italo-ucraina che prima si è stretta e poi ha lanciato il suo "Marine" Visconti.

Giovanni Visconti festeggia all'arrivo. Bettini

Giovanni Visconti festeggia all’arrivo. Bettini

L’attacco — E’ stato Riccò a scatenare la prima azione, a due giri (e a 45 km dall’arrivo), seguito da Carrara e Visconti. Un giro in attacco, neanche il tempo di valutare il ricongiungimento, e Visconti se n’è andato. Sempre più forte, sempre più solo, sempre più Visconti d’Italia. Visconti, alla sesta vittoria stagionale: "La Liquigas teneva un’andatura abbastanza regolare, che non faceva grande selezione. Ma alla prima sgasata, il gruppo si è immediatamente frazionato. E se dopo 200 km la corsa si trasforma, dopo 220 si sconvolge, dopo 240 si rivoluziona. Riccò ha compiuto una grande azione al penultimo giro, e quando ho visto che alcuni favoriti erano in difficoltà, ho sentito di avere molte possibilità. Ho attaccato sulla prima salita, quella delle Coste, perché lì si poteva fare più differenza che non sulla seconda, Ca’ del Poggio, che pure era molto più dura. Un attacco da lontano, ma non ho mai pensato di aver commesso un errore".

Lo strappo — Ivan Santaromita, secondo: "Avevo cominciato la corsa lavorando per la squadra, e per Nibali in particolare. Poi, quando mi hanno detto che avrei potuto prendermi un mio spazio, ho cercato di ricucire il distacco da Visconti, ma oggi era lui il più forte di tutti. E gli ultimi 2 km, per poter conquistare il secondo posto, sono stati la più lunga volata della mia vita". Alessandro Ballan, terzo: "Un bellissimo terzo posto. Ero uscito dal Giro di Svizzera sapendo di aver migliorato la mia condizione, ma forse non mi aspettavo di essere già così competitivo. Manca una settimana al Tour de France e allora prendo questo podio come un augurio, un auspicio, una speranza in più per aiutare Cadel Evans e magari inventarmi una tappa".

Fonte articolo e foto: www.gazzetta.it

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