Tour de France 2010: Due giorni alla partenza. Ma a Rotterdam è già atmosfera “Grande Boucle”.

La sfilata delle squadre
Il Tour è già on line

La passerella sul ponte di Erasmo e la presentazione dei corridori, nell’effluvio di titoli e superlativi di Daniel Mangeas, da anonimo panettiere a voce ufficiale della Grande Boucle: i 198 protagonisti sono usciti dal Luxor e fra tram pubblici e poliziotti privati, tra curiosi e appassionati, hanno rispettato il collaudato copione.

 

Alberto Contador guida la sfilata Astana. Ansa

Alberto Contador guida la sfilata Astana. Ansa

ROTTERDAM (Olanda), 1 luglio 2010 – Il prologo del prologo è un ponte, Erasmusbrug, il ponte di Erasmo: un trampolino di 802 metri sulla Nuova Mosa, sulla folla, sul Tour de France. Il Tour numero 97 scatta sabato, ma l’aria, l’atmosfera, il profumo ci sono già. Alle 18 la sfilata delle squadre sul ponte di Erasmo e la presentazione dei corridori, nell’effluvio di titoli e superlativi di Daniel Mangeas, da anonimo panettiere a voce ufficiale della Grande Boucle. I 198 protagonisti sono usciti dal Luxor, il teatro che durante il Tour ospiterà il musical "Mamma mia" (dal 6 all’11 luglio) e "All Shook Up" (dal 13 al 18), e fra tram pubblici e poliziotti privati, tra curiosi e appassionati, hanno rispettato il collaudato copione.

Lance ARmstrong alla presnetazione. Reuters

Lance ARmstrong alla presnetazione. Reuters

Maglie nuove — La prima squadra a sfilare è stata la Footon, con Eros Capecchi e Fabio Felline, l’ultima l’Astana, con Alberto Contador che avrà il dorsale numero 1 come campione uscente. Divise ufficiali, scarpe da ginnastica, niente caschi e niente numeri. La Cervélo esibisce maglie nuove: fascia alta bianca, fascia mediana rossa, fascia bassa grigia, e cognome del corridore sulla schiena con la formidabile ’é’, logo della squadra. Il russo Vladimir Karpets ha tagliato i capelli, non le basette, e nel nuovo look il naso sembra ingigantito. Adriano Malori vanta un taglio da matricola. L’anglo-finnico-varesotto Charlie Wegelius porta gli occhiali da vista, lui che di solito ha occhiali da corsa con lenti graduate e racconta di quella volta in cui gliene hanno rubati un paio e di come stia ancora aspettando che glieli restituiscano.

Basso guida la sfilata della Liquigas. Ansa

Basso guida la sfilata della Liquigas. Ansa

Nocentini c’e’ — L’australiano Matthew Lloyd, che con Wegelius divide squadra e appartamento, confida di avere un’idea simile a quella che gli aveva permesso di vincere una tappa al Giro: "Ma per favore, facciamo passare i primi cinque o sei giorni". Rinaldo Nocentini sorride: "Quattro mesi fa avevo una gamba a pezzi e invece adesso sono qui, e sto pure bene". Sorride anche Francesco Reda: "Avrei dovuto essere al Giro dell’Austria e invece eccomi qui al posto di Tom Boonen. Nel regno del ciclismo". E’ per tutti una sfida, un’avventura, un’emozione. C’è chi, come i baschi dell’Euskaltel, filma la propria sfilata. C’è chi, come i direttori sportivi Roberto Damiani e Davide Bramati, indossa un completo scuro neanche andasse a sposarsi. C’è chi, come Carlos Sastre, abbraccia sconosciuti sostenitori. C’è chi, come Lance Armstrong, ha già cominciato il suo ultimo capolavoro. E chi, come Contador, sfoggia fair play. Rotterdam applaude, Rotterdam partecipa, Rotterdam pedala. E’ città di porto, di vento e di biciclette. E’ una centrifuga di etnie, una macedonia di colori, un’insalata di culture. E ha una luce che, in questi giorni, a questa latitudine, fatica a spegnersi. Il Tour sta per decollare. Buona strada a tutti.

Fonte articolo e foto: www.gazzetta.it

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