Tour de France 2010 – La rabbia di “Vino” a Mende (vince Rodriguez) diventa gioia a Revel. Sul primo arrivo pirenaico controllo tra Schleck e Contador, tappa a Riblon, ma sul Bales salta la catena ad Andy. E Contador va in Giallo per 8″. Vince Voeckler.

Schleck vacilla, Contador manca il sorpasso

Tappa accesa sin dalle prime battute, la prima ora verrà volata a quasi 50 di media. Ci mette poco a partire la fuga, composta da 18 corridori. Santambrogio è l’unico italiano, Hesjedal (12° a 5’42”) e Vinokourov (14° a 6’31”) i due più di alta classifica. Il francese Charteau approfitta invece della caduta (poco oltre il via) di Pineau per scavalcarlo in vetta alla classifica scalatori (dopo il 2° Gpm, Charteau si è già riportato davanti per 4 punti). Entra nella fuga anche Hushovd, non Petacchi che comanda la classifica a punti con 4 punti sul norvegese. Che va sprintare al ‘bonification’ del km 74, dove viene però infilzato da una sentinella di Petacchi, lo sloveno Bole. Prende dunque non 6 ma 4 punti Hushovd, che raggiunge Petacchi alla quota 161.

Questa l’originario composizione del gruppo di testa: Vinokourov, Charteau, Kyrienka, Kern, Verdugo, Kloden, Hesjedal, Casar, Hushovd, Aerts, Siutsou, Santambrogio, Barredo, Perget, Moinard, Pauriol, Bole, Valls.

Il gruppo si mette ad inseguire, i 18 proseguono però di buon accordo e al 2° sprint bonification (50 km all’arrivo) Thor Hushovd, primo davanti a Bole, torna in testa alla classifica a punti, quota 157, contro i 151 di Petacchi. Scoppia poi la bagarre, giusto dopo il traguardo volante. Kyrienka, Kloden, Vinokourov e Hesjedal i 4 che si avvantaggiano, ai -45 dalla fine è di 3’ il loro vantaggio nei confronti del gruppo maglia gialla. Gli altri 14 della fuga litigano e non rientreranno più sui 4 di testa.

Il quartetto davanti crede, ingrossa il suo vantaggio sino a quasi 4’ sul gruppo maglia gialla, con Hesjedal e Vino che rischiano di rientrare in altissima classifica. La Saxo Bank è dunque obbligata a spremersi già ben prima dell’ascesa conclusiva, ma anche altre squadre big (Liquigas, Cervelò e non solo) mettono qualche uomo a tirare. Tappa dunque tirata, che nel momento in cui la strada salirà, aspra, verso Mende, potrebbe risultare selettiva più del preventivabile. Ai -15 dalla fine è intanto sceso a 1’45” il margine dei battistrada sul gruppo, a 23” sono ancora lì alcuni degli altri 14 ex fuggitivi, che non hanno desistito.

Il quartetto di testa comincia la Montèe Jalabert con 45” su un inferocito gruppo dei big. Kyrienka e Vinokourov allungano ad inizio salita, Hesjedal e Kloden alzano invece subito bandiera bianca. Schleck e Contador si marcano stretto, a 3 km dal traguardo, sul tratto più duro, Vinokourov si libera di Kyrienka e va in cerca dell’assolo vincente. A 2.2 km dalla fine, ecco la fiammata attesa di Alberto Contador, sulla quale va improvvisamente in affanno Andy Schleck. Il madrileno si riporta in un baleno su Vinokourov che quindi stacca, con ‘El Purito’ Rodriguez a ruota. In cima alla salita, con altri 1500 metri da percorrere, Andy Schleck è però lì a 10”. Vince la tappa Joaquin Oliver Rodriguez, con Contador 2°. 3° Vinokourov a 4”, perde alla fine 10” Andy Schleck (con lui Van den Broeck, Sanchez, Kloden e Menchov). A 15” arrivano Gesink e Kreuziger, Leipheimer a 17”. Ritardo di 31” per il gruppetto comprendente Basso e Cunego (ma anche Evans, Sastre e Wiggins). Fallisce dunque l’operazione maglia gialla di Contador, che resta 2°, portandosi a 31” da Andy Schleck. Gesto di stizza da parte di Vinokourov, all’arrivo. Forse arrabbiato con Contador, che gli ha soffiato la vittoria di tappa senza poi riuscire ad ottenerla ?

57mo a 3’35” Lance Armstrong, ma il fatto che si stacchi in salita, ora che non è più in lotta per la vittoria finale, non fa più notizia. Esce intanto dalla top ten, dove entra invece il compagno Kreuziger, Ivan Basso. Che è ora 11mo a 5’30”.

L’impressione finale è che Contador abbia commesso un errore. Avesse in qualche modo agevolato (o quantomeno non ostacolato) la vittoria di tappa di Vinokourov, il madrileno avrebbe potuto contare su un super gregario per i Pirenei. Con il morale alto per la bella vittoria ottenuta, Vino si sarebbe spremuto con orgoglio in favore di Contador. Che da dunque l’impressione di non aver avuto grande rispetto del compagno kazako e del suo grande sforzo “Abbiamo corso per Vinokourov ma non ce l’abbiamo fatta a vincere” dice a fine tappa il ds Martinelli. E’ pur vero che il primo attacco, dietro a Vino, lo ha portato Rodriguez, cui Contador è andato dietro piazzando poi una successiva decisa botta (nel momento in cui aveva visto staccarsi Schleck). Capiremo meglio nei prossimi giorni come l’ha presa Vino. Che a tappa finita ha preso la via dell’albergo in bicicletta, senza attendere il pullman sociale.

La "vendetta" di Vino
Come la trama di un film

REVEL (Francia), 17 luglio 2010 – Come quei libri, e quei film, con un doppio finale. Il primo finale è quello di ieri: Contador che rimorchia Rodriguez e sequestra la vittoria al compagno di squadra Vinokourov. Il secondo finale è quello di oggi: Vinokourov che vince. Come se volesse, potesse, dovesse riprendersi la vittoria mancata, sequestrata, di ieri. Titolo del libro, o del film: "La vendetta". Sembrava una tappa già descritta da un altro libro, e da un altro film: "Tre uomini in fuga". E che uomini: Flecha, lo spagnolo nato in Argentina da lontani parenti italiani, quello che si è dedicato al ciclismo leggendo un libro sulla Parigi-Roubaix, e che sarà poi premiato come il più combattivo della giornata; Chavanel, francese di origini francesi, che qui ha già vinto due tappe; e Fedrigo, francese di origini italiane, che qui ha già vinto due tappe, ma non in questo Tour. Rullano, i tre, e guadagnano un margine di quasi sicurezza. Quasi. Perché il gruppo non ci sta, insegue e a 9,8 chilometri dal traguardo li acciuffa. Ricomincia la corsa. E di mezzo c’è la salita di St. Ferreol: un paio di chilometri al 6%. Il primo che si stacca è Armstrong, ma da dietro. Il secondo è Ballan, dal davanti. Viene inseguito da Cunego, Roche, Barredo, poi LL Sanchez e "Vino". In cima Ballan ci arriva, esausto.

La maschera — Vinokourov è una maschera: "Ieri sera mio figlio mi ha chiesto come mai non fossi riuscito a vincere. Gli ho risposto che così è, così è il ciclismo, così è la vita. Ripensandoci, quello di ieri era un finale difficile, complicato, a tutta, con Schleck che mollava e Contador che attaccava, e in ballo c’era la maglia gialla. Oggi ero stanco di gambe, ma non di testa, conoscevo molto bene la salita finale, ed è una bellissima vittoria dopo la delusione di ieri. Sto dimostrando che ho lavorato duro, che si può vincere solo a forza di gambe. Questo è uno dei più bei giorni della mia carriera, ogni vittoria al Tour è speciale, quando ero dilettante si diceva che vincere una tappa al Tour era come vincere un campionato del mondo. Sono contento per me, per la mia famiglia, per la squadra e per il mio Paese, perché tutta la gente del Kazakistan già ieri si aspettava una vittoria".

Il gentiluomo — Schleck è un gentiluomo: "E’ stata una giornata di mezzo riposo per tutti noi, una delle ultime aperte ai velocisti, e per questo abbiamo lasciato alle loro squadre il compito di controllare la fuga. Adesso sembro rilassato, e lo sono, sono sempre rilassato quando finisce una tappa, ma stamattina ero nervoso, e lo sono ancora se penso ai giorni che ci aspettano. Stiamo entrando nella terza settimana, quella decisiva, ci aspettano quattro tappe pirenaiche, tre terribili, a cominciare dalla prima, e a finire con l’ultima, quella che si conclude sul Tourmalet, soltanto quella con l’Aubisque potrebbe vivere di una fuga. Rispetto Contador come corridore, e anche come persona, ogni tanto ci capita di parlare, ma non di tattiche, sappiamo benissimo che cosa ci aspetta nei prossimi giorni. Rispetto a un anno fa, Contador è più calcolatore, forse perché crede di più nei suoi compagni".

Alessandro Petacchi di nuovo in verde. Ansa

Alessandro Petacchi di nuovo in verde. Ansa

Alejet verde — Petacchi è : "Tappa dura perché i tre in fuga erano difficili da prendere, perché la salita era severa, e perché lo sprint era importante. Nel finale ho cercato di non perdere le ruote di Hushovd, soprattutto in discesa, dove va forte, in volata cercavo punti per riconquistare la maglia verde. Adesso rimangono due tappe per velocisti, a Bordeaux e a Parigi, ma l’importante sarà evitare che Hushovd vada in fuga sui Pirenei a caccia di punti nei traguardi intermedi. Ci sarà da lottare fino all’ultimo". L’ultimo titolo di libro, e di film, è "Missing", sparito. Per Armstrong. Oggi è caduto prima del via ufficiale, ed è arrivato centesimo a 4’35", sgambettando e chiacchierando, come un qualsiasi cicloturista.

Riblon vola sui Pirenei
E’ pari tra Schleck e Contador

Il francese Cristophe Riblon ha vinto la prima tappa pirenaica. Bene Menchov e Sanchez. Schleck e Contador arrivano insieme. Basso in crisi perde 2’28"

 

La gioia di Cristophe Riblon Reuters

La gioia di Cristophe Riblon Reuters

AIX 3 DOMAINES (Fra) 18 luglio 2010 – Il francese Cristophe Riblon ha vinto la 14/a tappa del Tour de France, la prima con arrivo in salita sui Pirenei. Secondo Menchov a 52" in compagnia del campione olimpico Samuel Sanchez. Contador e Schleck a 1’04". Contador ha provato più volte a staccare Schleck ma senza riuscirci. Tappa dura per Basso che non regge il ritmo dei primi e arriva a 2’28". Ecco la cronaca della tappa

LE PAGELLE DI MARCO SALIGARI
Menchov 7 – Dei vip è l’unico che sembra essere in crescita di condizione. Ed è specialista della cronometro.
Sanchez 7- E’ riuscito a tenere il passo di Menchov ma sicuramente a fatica. sembra meno brillante
Van den Broeck 6,5 – Il belga nella fase calda della tappa è rimasto quasi sempre con Schleck e Contador. Conferma l’ottimo TOur fin qui fatto
Schleck 6 – Sta pizzicando tatticamente COntador, disinteressandosi di tutti gli altri. Si è scoperto nella tattica: vuol far saltare i nervi allo spagnolo. Ma per vincere il Tour non dovrà solo diferndersi ma dovrà necessariamente attaccare per incrementare il proprio vantaggio su Contador in vista della crono di sabato

Testa a testa tra Contador e Schleck Ansa

Testa a testa tra Contador e Schleck Ansa

Contador 6 – Per tre volte ha attaccato SChleck, le ultime 2 timidamente. IL loro scontro è rimandato, probabilmente già a domani. Ma sia lui che Andy dovranno fare attenzione al terzo incomodo, Menchov
Gesink 6 – Il giovane olandese sta facendo un ottimo Tour. Porta la maglia bianca che spetterebbe a Schleck già in giallo. Va forte in salita e si difende bene a cronometro. Qualche dubbio per la tenuta nella terza settimana. Un nome da tener presente per il futuro
Leipheimer 5 – In salita non è riuscito a seguire i migliori. Fatto eccezione per Paulinho, vincitore di una tappa, e un Tour anonimo per tutta la Radioshack
Basso 5 – Temo che il podio sia definitivamente svanito. Fossi in lui mi concentrerei soprattutto su una vittoria di tappa. Ma non sarà facile
Cunego 5 – Ci prova tutti i giorni ma sta spendendo molto. Lo si è visto anche in occasione dell volata persa al GPM
Armstrong s.v. – Ha mollato subito. MI stupirei se non tentasse di lasciare un segno in questo Tour: che abbia voluto ritemprarsi per tentare il colpaccio nelle prossime tappa, crono compresa?
Riblom 10+ – Meritatissima la vittoria perchè dei 9 fuggitivi iniziali è l’unico che ha resistito a tutti. Ha avuto coraggio e gambe, successo che cambierà sicuramente la sua vita sportiva

MARCO SALIGARI Ho visto tutti i corridori all’arrivo stravolti e questo potrebbe avere un ruolo determinante nelle tre tappe pirenaiche che ancora mancano. SChleck si è mdifeso molto bene dai 3 attacchi di Contador, dei quali il più deciso è stato il primo. E’ evidente che Schleck cerca anche di innervosire lo spagnolo. E’ ormai evidente che Contador non è di un’altra categoria come l’anno scorso, forse anche perchè nel frattempo Andy Schleck- più giovane – è cresciuto. Alberto però ha dichiarato con il sorriso sulle labbra che ci riproverà. Dalla sua ha anche la cronometro di 52 km di sabato, specialità sicuramente più favorevole a lui che a Schleck. A mio parere Schleck dovrebbe arrivare a sabato con più di 2′ di vantaggio per poter difendere la maglia gialla. Per concludere un’occhiata alla tappa di domani: durissima e attenzione anche alla discesa finale tecnica e insidiosa

MARCO SALIGARI Straordinario Riblon che nonostante il marcamento dei migliori ha saputo tenere duro nel finale dopo una fuga lunghissima. Evidentemente ha avuto anche l’intelligenza necessaria per dosare le forse in pianura e sulla prima salita. Altra noita lieta della giornata Menchov, che si conferma corridore di fondo ed è sempre più candidato ad un posto sul podio di Parigi. Bene anche Sanchez, però mi è sembrato meno brillante

ORE 16,58 Menchov scatenato è a 1’07 di Riblom che passa sotto lo striscione dell’ultimo chilometro

ORE 16,52 Contador e Schleck si marcano, rallentano, scattano, si rifermano: è quasi un sur place in salita. Ne approfittano Menchov e Sanchez che se ne vanno

ORE 16,52 A 3400 metri dall’arrivo, Riblom conserva un vantaggio di 2’03" sul gruppetto maglia gialla. COntador ci riprova, Schlek e Menchov restano attaccati

MARCO SALIGARI Botta e risposta tra i big, ne approfitta RIblom che tiene ancora il vantaggio ad 1’43": potrebbe farcela. Svela le proprie carte Menchov, oggi molto brillante

ORE 16,48 Attacca Contador, una frustata tremenda all’uscita da un tornante. Rispondono Schleck e Menchov

ORE 16,45 Sastre stacca Cunego ed è da solo a 1’30" dal leader Riblon

MARCO SALIGARI Inaspettatamente Riblon ha la possibilità di vincere. Continua il gioco di nervi tra Contador e Schleck. Basso conferma di non essere nelle condizioni di competere con i primi

ORE 16,43 A 6 km dall’arrivo, Riblon conserva 2’31" di vantaggio. Vinokourov sta facendio un gran lavoro per Contador. SChleck tiene la ruota di Contador

ORE 16,40 Sale il ritmo nel gruppo maglia gialla. Accelera Vinokourov. Nel gruppo maglia gialla restano in 9: Basso si è staccato con Kloden

MARCO SALIGARI VInokourov sta preparando il terreno per un attacco di Contador

ORE 16,38 Riblon ha cominciato la salita finale. A 7400 metri dall’arrivo, ha 2’52" sul gruppo. Cunego fatica a tenere la ruota di Sastre. Nel gruppo maglia gialla detta il ritmo Vinokourov

ORE 16,25 Cunego raggiunge il gruppetto Sastre (Charteu invece dopo il Gpm ha mollato). Sono a 1’50" dal leader Riblon, ed hanno un vantaggio di 50" sul gruppo maglia gialla

ORE 16,17 Sastre e Walls Ferry transitano a 1’53", a 1’56" Kiryenka. A 2′ Charteau e Cunego. Il gruppo maglia gialla a 2’39"

MARCO SALIGARI Cunego purtroppo ha perso qualche punto per la maglia a poi, battuto in volata da Charteau. ma adesso è ad una manciata di secondi dal gruppetto Sastre. Cunego è un buon discesista, deve assolutamente portarsi su di loro in vista dell’ascesa finale ad Aix 3 Domaines

ORE 16,15 Riblon passa per primo sul GPM del Port de Palheres: mancano 29 km all’arrivo

ORE 16,11 Al comando resta solo Riblon (la Mondiale): Dal gruppo attacca Cunego, mentre Saste in vista del GPM raggiunge Walls Ferry.

MARCO SALIGARI Damiano potrebbe trovare alleati preziosi in Wall Ferry e lo stesso sastre. Dovrà per superarsi per rientrare su di loro. Aspettiamo, importanti saranno i distacchi in vetta al GPM. Da sottolineare che i corridori hanno trovato costantemente vento contrario

ORE 16 Dopo 50′ di salita i tre fuggitivi vedono il cartello dei -5 alla vetta: i più duri. Wall Ferry è a 1’15", Sastre resta solo ed è a 1’50", gruppo maglia gialla a 2’20.

MARCO SALIGARI Ho l’impressione che su questa salita nessuno attaccherà. L’Astana fa un lavoro di controllo ad andatura non durissima. Tutto pare rimandato alla salita finale

ORE 15,57 Andy Schleck va all’ammiraglia a prendere acqua e zuccheri. Evans costantemente in fondo al gruppo maglia gialla

ORE 15,52 Sastre ha già ripreso Zabriskie, è ormai a un paio di minuti dai leader. Davanti a lui c’è anche Valls Ferry, uscito prima dal gruppo. Intanto è crisi per Rogers che non tiene le ruote del gruppo maglia gialla

MARCO SALIGARI Le salite dei Pirenei sono lugnhe, interminabile e asfissianti. Più che la pendaza, a mettere in difficoltà i corridori ci pensa il cado. Si forma una selezione naturale, nessuno scatta ma i corridori si staccano sfiniti. Le salite italiane sono più corte ma con pendenze a volte proibitive

ORE 15,49 – 3’19 di vantaggio per i tre di testa a 7 dalla vetta e 37 dall’arrivo. In gruppo i big si controllano, davanti si è rimessa l’Astana. Dal gruppo prova ad uscire Kiryenka.

ORE 15,36 3’19" per i fuggitivi, rimasti in 3: Vaugrenard, Riblon e Van de Walle. Dal gruppo maglia gialla escono Sastre, che in classifica ha un distacco di 7’34", in compagnia del compagno di squadra Gustov

MARCO SALIGARI Sastre vuole vincere la tappa, ormai la classifica è andata. Per Sastre, scappare da lontano è il solo modo per vincere una tappa. In questa fase servono gambe, ma anche coraggio

ORE 15,28 A 43 km dall’arrivo il vantaggio dei fuggitivi è sceso a 3’45". COmincia la prima salita e la selezione sia tra i fuggitivi che in gruppo

MARCO SALIGARI In testa al gruppo si vedono anche i corridori del Team Sky: lavorano per Wiggins, che deve riscattare un Tour fin qui sottotono. Sicuramente ci aspetta un bello spettacolo, alla vetta mancano ancora 14 km, e gli ultimi 5 sono i più duri. Vorrei "salutare" , che sta rendendo davvero spettacolare questo Tour: nell’87, lui neoprofessionista era mio compagno di camera alla Casino. E ricordo con piacere ancora oggi quando da Chambery inviava soldi con vaglia postali alla propria famiglia in Kazakistan. Un corridore di grande umilta, allora come oggi

ORE 15,07 A 55 km dall’arrivo, il vantaggio dei 9 fuggitivi è di 5’15"

MARCO SALIGARI Vantaggio dimezzato in 50 km di pianura. Immaginiamoci quello che potranno perdere quando fra una decina di chilometri inizieranno le salite. La prima è l’ascesa al Palheres, e siarriva a 2000 metri, gpm di hors categorie. Io l’ho assaggiato in un Tour: non ricordo l’anno, però ricordo che è salita non proibitiva dal punto di vista delle pendenze ma interminabile e sempore al sole. Con il caldo tremendo che c’è, potrebbe costar cara a qualcuno

ORE 14,42 Al rifornimento, posto a 72 km dall’arrivo, i 9 hanno 6’51" di vantaggio

MARCO SALIGARI Il rifornimento è sempre importante in una grande corsa a tappe. Nella sacca del rifornimento i corridori trovano fondamentalmente barrette, maltodestrine e zuccheri per il finale. Sostanzialmente una alimentazione liquida. Prima del via, in un grande giro, colazione con pane, fette biscottate, marmellata, miele, cereali. E per chiudere carico di carboidrati con un piattone di pasta. Ai miei tempi c’era anche la bistecca, ma ora non si usa più. E’ importante per concludere anche l’alimentazione subito dopo la tappa: adesso molto usate le patate lesse con un filo d’olio, ottime per il recupero

ORE 14,30 A 81 km dall’arrivo, cala ancora il vantaggio dei 9: 7’57"

MARCO SALIGARI Comincia a dare i frutti il grande lavoro dell’Astana che vuole ostinatamente recuperare sui fuggitivi. La naturale conseguenza di questo comportamento è credere che Contador oggi voglia vincere la tappa. Non sarà facile, ma lui e la sua squadra sembrano proprio determinati

ORE 14,18 Quando mancano 90 chilometri all’arrivo, scende il vantaggio dei 9 di testa che ora hanno 8’41". Il gruppo è tirato a forte andatura dall’Astana di Contador e dalla Rabobank di Menchov

MARCO SALIGARI E’ una tappa troppo ambita anche per gli uomini di classifica, penso che la fuga abbia poche possibilità di riuscita. Si parla poco di Menchov ma a mio giudizio resta uno dei favoriti al podio finale. E’ quarto in classifica, mi sembra in crescendo di condizione ed è fortissimo a cronometro.

ORE 13,56 Nove corridori in fuga a 104 km dall’arrivo con 9’55": sono Va de Walle, Rolland, Auge, Moinard, Thomas, Zabriskie, Vaugrenaurd, Brutt e Riblon.

MARCO SALIGARI Io ho corso 4 Tour de France, mai riuscito a vincere una tappa anche se ci sono andato vicino con una fuga da lontano in compagnia di Baffi e Vanzella. Fugha come quella di oggi mi interessavano molto, anche se serve pedaalare forte ed avere molta fortuna. Dei corridori in fuga il più quotato è Zabriskie, anche se va detto che nell’ultima settimana del Tour i valori si livellano molto. Conosco Van de Walle, che ho guidato alla Landbouwkrediet : un bel corridore, ma soprattutto un uomo squadra, un lavoratore. Comunque non è affatto scontato che questa fuga arrivi al traguardo

ORE 13,27 E’ con noi Marco Saligari, commentatoire tv per Eurosport, professionista dall’87 al ’98 con Ariostea, Mg-GB e Casinò-AG2R. Per Marco 16 vittorie in carrieta tra le quali 3 tappe al Giro d’Italia, il Giro di Svizzera 2003, Giro di Toscana 2003 e Bernocchi 2003

MARCO SALIGARI Buongiorno a tutti. Finora Tour avvincente anche se io spero sinceramente che entrino in ballo anche altri corridori. Bello spettacolo tra Schleck e Contador, ma potrebbe diventare anche monotono. Schleck è più giovane di Contador: oggi sono curioso di vederlo sui Pirenei, ma ho paura che più passa al tempo e più fatica farà a rosicchiare secondi allo spagnolo per difendersi nella crono di sabato

ORE 12,14 Primo attacco, ci provano in 12

ORE 12,00 Il gruppo è partito.

"L’incidente di Andy?
Non me ne ero accorto"

Alberto Contador ha conquistato la maglia gialla attaccando con Schleck appiedato da un salto di catena. La 15/a tappa del Tour vive di questi 20 secondi. E ne vivrà a lungo, negli anni, per sempre. Qui si vive di certezze assolute ma anche di concetti relativi: la sportività, il fair play. Un episodio destinato a segnare non solo questo Tour, ma anche a esaltare un nuovo dualismo.

 

BAGNERES-DE-LUCHON (Francia), 19 luglio 2010 – Tutto in 20 secondi. Stavolta succede a 3 chilometri dal Port de Balès, e a 24,5 dall’arrivo. Andy Schleck e Alberto Contador pedalano a metà gruppo, forse più indietro. Andy all’esterno, Alberto seduto. Andy va: sui pedali, a doppia velocità sfila gli avversari e decolla. Alberto non reagisce, non subito. A reagire è Alexandre Vinokourov, compagno nonché padrone di Contador. Ma a Schleck salta la catena, che si blocca, incastrata fra corone e deragliatore. Mentre Schleck pedala a vuota, lo superano prima "Vino" e poi Contador. E mentre Schleck si ferma, scende dalla bici e tenta di sistemare la catena, lo superano tutti. Contador raggiunge Vinokourov e attacca. Al gran premio della montagna ha una trentina di secondi su Schleck, all’arrivo – guidato dal migliore discesista del mondo, Samuel Sanchez – ne ha accumulati altri 9, e così strappa al rivale la maglia gialla per 8 secondi.

"Nel ciclismo c’è chi capisce e chi no – commenta Contador -, c’è chi sarà d’accordo su come mi sono comportato e chi non lo sarà. Non mi sono accorto che Andy avesse avuto un incidente meccanico, e quando l’ho saputo, ormai era tardi, la corsa era già lanciata. Ma non saranno questi 30" a far vincere o a far perdere il Tou"

Quei 20 secondi — La quindicesima tappa del Tour vive di questi 20 secondi. E ne vivrà a lungo, negli anni, per sempre. Qui si vive di certezze assolute: il Tour è il Tour, la corsa è la corsa. Ma si vive anche di concetti relativi: la sportività, il fair play. Lo sciopero di Spa, la guerra del pavè, il surplace di Ax-3-Domaines, la catena del Port de Balès. Situazioni differenti, tra cadute, incidenti, infortuni, magari l’abilità di un discesista e l’errore di uno scalatore. Un episodio destinato a segnare non solo questo Tour, ma anche a esaltare un nuovo dualismo storico, un nuovo duello epocale. Da una parte chi sta dalla parte di Contador, qui spietato, nel ruolo del cattivo, e chi dalla parte di Schleck, qui sfortunato, nel ruolo del buono. Tanto da rimpicciolire la valorosa vittoria di Thomas Voeckler, il campione di Francia, e anche il generoso secondo posto di Alessandro Ballan.

Discesa da brividi — Voeckler e Ballan facevano parte di una fuga di 10 corridori, nella quale navigava anche Francesco Reda. Quasi 11 minuti di vantaggio prima che dietro ci si desse da fare. A 8 chilometri dal Port de Balès, Voeckler ha attaccato, Ballan è stato l’unico capace di inseguirlo, ma a distanza. Sul gpm l’alsaziano vantava 1’30" sul rientrante spagnolo Perez Arrieta e su Ballan, 4’10" sul gruppetto di Contador, 4’40" su quello di Schleck. Discesa da brividi, distanze portate a 1’20", 2’50" e 3’29". Ottimo sesto Reda, davanti a Contador. Contador, inquieto: "Nel ciclismo c’è chi capisce e chi no, c’è chi sarà d’accordo su come mi sono comportato e chi non lo sarà. Non mi sono accorto che Andy avesse avuto un incidente meccanico, e quando l’ho saputo, ormai era tardi, la corsa era già lanciata. Ma non saranno questi 30 secondi a far vincere o a far perdere il Tour".

"Tutti hanno visto quello che è successo – ribatte Schleck -. Oggi avevo gambe formidabili. E’ stato un salto di catena. Io non mi sarei mai preso la maglia gialla in questo modo. Adesso mi trovo nella stessa situazione di un anno fa, però sono molto più forte. Quello che è successo mi dà ancora più voglia di attaccare"

Voglia di attaccare — "Schleck, arrabbiato: "Tutti hanno visto quello che è successo. Oggi avevo gambe formidabili. E’ stato un salto di catena. Io non mi sarei mai preso la maglia gialla in questo modo. Adesso mi trovo nella stessa situazione di un anno fa, però sono molto più forte. Quello che è successo mi dà ancora più voglia di attaccare". Denis Menchov, cinico: "Tutto a posto, non sapevo che cosa fosse successo, abbiamo avuto una buona possibilità e ce la siamo ben giocata". Voeckler, orgoglioso: "Un anno fa avevo vinto la mia prima tappa al Tour, ma aveva un altro significato, era la fine di una lunga attesa. La vittoria di oggi, con la maglia tricolore, è dedicata a tutti i francesi. Le cinque vittorie francesi al Tour nascono da casi diversi, ma il ciclismo francese è il barometro della salute nel gruppo". Bjarne Riis, team manager di Schleck, triste: "Il fair play è un’idea vaga. Quello che è successo è un peccato per il Tour e per la corsa. La squadra aveva lavorato bene, Andy stava andando forte. Ma il Tour non è finito". Laurent Jalabert, qui opinionista, deciso: "Contador ha fatto bene ad attaccare. Perché nella tappa di Arenberg, quella del pavè, quando ha avuto un problema meccanico, nessuno si è fermato ad aspettarlo". Bernard Hinault, qui grande cerimoniere, lapidario: "E’ la corsa".

Classifica dopo 15 tappe:

1. CONTADOR Alberto 1 ASTANA 72h 50′ 42"  
2. SCHLECK Andy 11 TEAM SAXO BANK 72h 50′ 50" + 00′ 08"
3. SANCHEZ Samuel 181 EUSKALTEL – EUSKADI 72h 52′ 42" + 02′ 00"
4. MENCHOV Denis 191 RABOBANK 72h 52′ 55" + 02′ 13"
5. VAN DEN BROECK Jurgen 101 OMEGA PHARMA – LOTTO 72h 54′ 21" + 03′ 39"
6. GESINK Robert 195 RABOBANK 72h 55′ 43" + 05′ 01"
7. LEIPHEIMER Levi 25 TEAM RADIOSHACK 72h 56′ 07" + 05′ 25"
8. RODRIGUEZ OLIVER Joaquin 77 KATUSHA TEAM 72h 56′ 27" + 05′ 45"
9. VINOKOUROV Alexandre 9 ASTANA 72h 57′ 54" + 07′ 12"
10. HESJEDAL Ryder 54 GARMIN – TRANSITIONS 72h 58′ 33" + 07′ 51"

Altimetria della 16°tappa, la Bagneres-de-Luchon-Pau di 199.5 km e della 17°tappa, la Pau-Col de Tourmalet di 174 km:

Fonte articoli e foto: www.sportitalia.com e www.gazzetta.it
Fonte classifica ed altimetrie: www.letour.fr 

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