Botti di fine stagione: Gesink concede il bis al Giro dell’Emilia, Cataldo fa suo il Gp Beghelli, a Freire la Parigi-Tours.

Gesink ci ha preso gusto
Ancora suo il Giro dell’Emilia

L’olandese della Rabobank fa il bis del 2009 battendo in cima alla salita di S. Luca l’irlandese Martin e Michele Scarponi. Quinto Vincenzo Nibali

L'arrivo vincente di Robert Gesink. Bettini

L’arrivo vincente di Robert Gesink. Bettini

BOLOGNA, 9 ottobre 2010 – L’olandese Robert Gesink ha vinto il giro dell’Emilia, bissando la vittoria dello scorso anno. Con l’autorità dell’espada ha trafitto Scarponi a cento metri dal traguardo al termine di una corsa bella, intensa e combattuta.

VERDETTO — La decisione si è avuta sull’ultima salita di San Luca, che i corridori hanno dovuto fare per cinque volte. Il gruppo di testa, che comprendeva anche Nibali e Riccò, forte di 14 uomini, ha tergiversato per un po’. Poi, a 1500 metri dal traguardo, è partito Daniel Martin, vincitore della Tre Valli Varesine e del giro di Polonia. Gesink lo ha seguito. Martin ha attaccato ancora dopo la curva delle Orfanelle, in un tratto al 18%. Solo Gesink e Scarponi lo hanno seguito. Mentre a una decina di metri cercavano di rientrare Pozzovivo, Nibali e Kolobnev. Solo Nibali riusciva a stabilire il contatto. Ma, a 300 metri dalla fine, è scattato Scarponi. Sembrava uno spunto decisivo, ma a cento metri dall’arrivo il marchigiano si è spento ed è stato saltato da Gesink e Martin. Kolobnev è finito quarto a 9”, Nibali quinto a 11”, Pozzovivo sesto a 13”, Riccò nono a 40”. Bene il giovane Brambilla, protagonista della gara, alla fine 13mo a 1’17”.

TERZA PERLA — Per Gesink è la terza vittoria stagionale, dopo una tappa del giro della Svizzera e il Gran Premio di Montreal. "Ho rinunciato al Mondiale per puntare al Giro dell’Emilia e al Giro di Lombardia. Ne valeva la pena", ha detto l’olandese raggiante.

Cataldo sprint nel Beghelli
Ora Piemonte e Lombardia

Dario Cataldo ha vinto a Monteveglio il Trofeo Beghelli. Gran finale di stagione: giovedì Gran Piemonte e sabato la classicissima delle foglie morte

 

La gioia di Dario Cataldo sul traguardo del Beghelli. Bettini

La gioia di Dario Cataldo sul traguardo del Beghelli. Bettini

MONTEVEGLIO (Bo), 10 ottobre 2010 – Dario Cataldo, 25 anni, ha vinto in volata il Gran Premio Beghelli volato alla media di 46,387. È stata una conclusione spasmodica. Dopo l’ultimo strappo sullo Zappolino Sinkiewicz aveva scatenato la bagarre. Cataldo lo aveva raggiunto e davanti si era formato un gruppetto di undici corridori, braccato da gruppo. Gli ultimi chilometri sono stati battagliati alla morte. Invano Fuglsang ha cercato la soluzione personale. I fuggitivi si sono presentati sul rettilineo d’arrivo con una cinquantina di metri sul gruppo che avanzava con la furia spumeggiante dell’ondata. Poi, ai 200 metri, Cataldo, che ha una volata in progressione, è partito deciso, Proni gli ha fatto il buco, così non c’è stato nulla da fare il danese Figlsang e Pietropolli.

La speranza — È la prima vittoria dell’anno per Cataldo, che si era affacciato al professionismo come una grande speranza. Da dilettante aveva vinto il Giro d’Italia dilettanti nel 2006. L’anno dopo si è imposto in due tappe al Tour de l’Avenir, a Saint Jean-la Potente e a Super-Besse. Aveva anche vinto due cronosquadre alla Settimana Lombarda e alla Settimana Coppi e Bartali. "Questa è la mia prima vittoria italiana. Ho spezzato il tabù", ha detto raggiante. Giovedì si corre il Giro del Piemonte, sabato il Giro di Lombardia, che chiude la stagione su strada.

Freire da Oscar alla Parigi-Tours

 

Tiratissima la 104ma Parigi-Tours, l’ultima con arrivo sull’infinito Avenue du Grammont (la zona sarà ora interessata da lavori di costruzione di una linea metropolitana, pare). La media oraria finale, dopo ben 233 km, sfiorerà infatti i 48 km orari.

In una giornata soleggiata e poco autunnale una fuga di 8 corridori anima la corsa, 8 che si riducono quindi a 4. Flecha, Getshcke, Saramotins e Maes conservano 20” scarsi di vantaggio a 20 km dalla conclusione, li insegue un gruppo molto numeroso con tutti i big dentro, tutti ancora al coperto. Il vantaggio dei 4, che pure filano in pieno accordo con cambi regolari e trenate decise da parte di tutti e 4, scende a 15” nel giro di altri 3 km. Sul quartetto di testa rientrano poco oltre altri 4 corridori (Lequatre, Hinault, Roy e Vachon, tutti e 4 francesi), il gruppo è a 23” quando la corsa si approssima alla zona dei 3 strappetti (Cote de Beau Soleil e Cote d’Epan e Cote du Petit Pas d’Ane).

Cerca di andarsene Lequatre sulla Cote de Beausoleil (- 11 km) , dove gli altri 7 fuggitivi vengono ripresi dal gruppo. Nelle cui retrovie viaggia un affaticato Boonen (al rientro dopo il lungo stop seguente all’operazione al ginocchio). Lequatre fa intanto vigore alla sua azione solitaria, a 9 km dalla fine il suo vantaggio, di 23”, comincia a farsi interessante. Sulla Cote d’Epan si anima il gruppo. Fiammata di Gilbert cui risponde Pozzato, la fila si screma, Lequatre finisce lo strappo con ancora 23” di margine e tiene davvero duro. 20 ancora i secondi di margine ai piedi dell’ultimo strappetto, ovvero a 5 km scarsi dall’arrivo. Esce da un gruppo incerto Tosatto, mentre Lequatre si presenta in Avenue du Grammont (-3 km alla fine) con ancora 18” di dote. Liquigas Doimo (per Bennati) e Vacansoleil si mettono in testa e organizzano un violento inseguimento, Lequatre ha ancora 10” alla flamme rouge degli ultimi mille metri ma poco oltre viene ripreso. Un volatone di mischia decide dunque la corsa. Sembra potercela fare Angelo Furlan, ma dal nulla si materializza Oscar Freire, che lo infilza nettamente. 6° e grande battuto del mondiale di Geelong, Oscarito il 3 volte iridato mette dunque in bacheca anche la Parigi-Tours. Secondo gran trofeo stagionale per lui, che a fine marzo si era aggiudicato, per la 3° volta in carriera, la Milano-Sanremo. Terzo posto per il belga Steegmans e dunque peccato per il 33enne veneto Furlan. Che stava per fare un colpo di quelli davvero grossi.

Freire può a questo punto staccare la spina e andare in vacanza, dopo aver aperto (con la Sanremo, prima Grande Classica del calendario) e chiuso (o quasi, visto che la Parigi-Tours è il penultimo grandissimo appuntamento del 2010) la stagione. Oltretutto, Freire è anche il primo spagnolo ad iscrivere il proprio nome nell’Albo d’oro della corsa.

Fonte articoli e foto: www.gazzetta.it e (terzo articolo e terza foto) www.sportitalia.com
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