Gran Piemonte 2010: Il bis di Gilbert

Gilbert non sbaglia strada
Che show al Piemonte

Un anno fa, e anche oggi: Philippe Gilbert concede il bis, succede a se stesso, riconquista il Gran Piemonte. Alla sua maniera, che ormai è un marchio di fabbrica e vale un diritto d’autore: un attacco dopo l’ultimo chilometro, in salita, da solo. Improvviso, irraggiungibile, irresistibile

 

L'arrivo vittorioso di Gilbert. Bettini

L’arrivo vittorioso di Gilbert. Bettini

CHERASCO (Cuneo), 14 ottobre 2010 – Nessuno più di lui. Un anno fa, e anche oggi. Philippe Gilbert concede il bis, succede a se stesso, riconquista il Gran Piemonte. Alla sua maniera, che ormai è un marchio di fabbrica e vale un diritto d’autore: un attacco dopo l’ultimo chilometro, in salita, da solo. Improvviso, irraggiungibile, irresistibile. Tutto prevedibile, tutto previsto, eppure ogni volta nuovo, diverso, vincente. Centocinquantadue corridori da Cossato, prima ora volata a 51,6 chilometri di media, poco dopo evadono in sei – Solari, i tre neoprofessionisti De Marchi, Colbrelli e Favilli, il francese Gallopin e lo spagnolo Pujol – e in 13 km guadagnano oltre 6 minuti e mezzo di vantaggio, e poi ancora, fino a raggiungere un massimo di 8’40" al km 99. Qui il gruppo, che ha già perso Cadel Evans ("Solo un allenamento per il Lombardia", ha spiegato l’ex campione del mondo), perde anche un po’ di fiducia ("Sembrava una corsa già segnata", ha ammesso Gilbert).

Il podio: da sinistra Bertagnolli, Gilbert e Breschel

Il podio: da sinistra Bertagnolli, Gilbert e Breschel

L’errore alla rotonda — Il gruppo reagisce, si porta a 4’, ma ormai manca una quarantina di chilometri al traguardo. Finché a Gerbelletto, in una rotonda, i corridori imboccano una strada sbagliata. E quando tornano sul percorso, si ritrovano il gruppo davanti. A questo punto è, ovviamente, un’altra corsa. Scatti, controscatti, più che fughe, tentativi. A 18 km dall’arrivo, cioè al primo passaggio da Cherasco, il gruppo è allungato, e in testa c’è anche il neocampione del mondo Thor Hushovd, alla prima corsa in maglia arcobaleno. Ci provano il kazako Dyachenko e il russo Gusev, ma vengono catturati all’ultimo chilometro. Proprio quando va in scena il Gilbert Show.

"E’ stata una gara veloce, la mia squadra ha cercato di chiudere la fuga. Ai -700 ho attaccato e via così. Il Mondiale è ormai digerito. A ripensarci, che peccato. In Australia ero in grandissima forma, ho attaccato nel punto giusto, ma ho trovato il vento in faccia e non andavo avanti. Meglio così. Voglio dire: meglio averci provato che rimanere lì e poi arrivare terzo o quarto"

Vento in faccia — Ventotto anni, belga nel senso della Vallonia, quinta vittoria dell’anno dopo l’Amstel, una tappa al Giro del Belgio e due alla Vuelta, ecco Gilbert: "E’ stata una gara veloce, la mia squadra ha cercato di chiudere la fuga, e anche nel finale ha fatto la corsa con Saxo Bank e Rabobank. Ai -700 ho attaccato e via così. Il Mondiale è ormai digerito. A ripensarci, che peccato. In Australia ero in grandissima forma, ho attaccato nel punto giusto, ma ho trovato il vento in faccia e non andavo avanti. Meglio così. Voglio dire: meglio averci provato che rimanere lì e poi arrivare terzo o quarto". Quarto era arrivato Filippo Pozzato. "Nessuna questione con Pozzato. Corriamo per squadre diverse, facciamo corse diverse. E se qualcuno vuole correre alla mia ruota, non è un problema mia, semmai suo". Fra due giorni c’è il Lombardia, che Philippe ha vinto, anche quello, un anno fa: "Domani vado a vedere la salita e soprattutto la discesa del Tivano. Mi hanno detto che è molto pericolosa, quindi potrà essere decisiva. Avversari? Prima dovrei vedere la lista dei partenti. Innanzitutto Evans e Kolobnev, poi Horner e Fuglsang, e fra gli italiani Nibali e Visconti".

Fonte articolo e foto: www.gazzetta.it

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