Riccò si affida alle cure di Sassi. E sogna il Giro 2011.

Riccò: “Il Giro? Io ci spero
Con Sassi una nuova sfida”

Riccardo Riccò si racconta dopo i test al Centro Mapei e l’uscita sul Sacro Monte: “Prima volevo a tutti i costi essere al centro dell’attenzione. Oggi ho capito che ci sono cose più importanti. Faccio questo mestiere perché mi piace correre in bici e vincere. Voglio migliorarmi e penso di riuscire a farlo”


 

In allenamento sul Sacro Monte. Bettini
In allenamento sul Sacro Monte. Bettini

MILANO, 11 novembre 2010 – Soldi. Ambizione. Successo. Forse ha ragione chi dice che a spingere un corridore sulla strada della perdizione sono queste tre cose: una alla volta o tutte insieme. Non sarà un caso che Riccardo Riccò risponda così, quando gli domandi in che cosa sia cambiato di più dopo la squalifica per doping: “Prima volevo a tutti i costi essere al centro dell’attenzione. Oggi ho capito che ci sono cose più importanti. Faccio questo mestiere perché mi piace correre in bici e vincere. Ma ciò che conta davvero sono mio figlio e la mia famiglia”.

Perché le piaceva tanto apparire?
“Perché ero un ragazzino e finire sui giornali e in tv era bello. Ho vinto molto, subito. Poi il mio carattere aiutava a far scrivere”.

Quel carattere è rimasto?
“E’ difficile cambiare il carattere di una persona. Si può smussare e io l’ho smussato. Sono molto più posato. Ma la grinta di quando monto in bicicletta ce l’ho sempre. Quando parto voglio che non ci sia niente che mi possa fermare. Perciò non prendetemi alla fine di una tappa”.

Due giorni di test al Centro Mapei con Aldo Sassi. Oggi siete andati sul Sacro Monte. Perché ha deciso di farsi allenare da lui?
“Come ha detto Aldo è una nuova sfida. Per entrambi. Voglio migliorarmi e penso di riuscire a farlo, con un uomo preparato tecnicamente come Sassi. Non ho pensato all’immagine. Non m’interessa l’opinione della gente. L’ho fatto per me stesso. Poi, certamente, il Centro Mapei è il massimo della trasparenza e chi ci va è visto in un certo modo. Questo mi fa piacere”.

E Sassi, secondo lei, perché l’ha fatto?
“Non lo so. Forse perché, come ha detto, crede nelle mie potenzialità. Ha raggiunto l’obiettivo del Giro d’Italia con Basso e vuole raggiungerne un altro con me. Io farò il massimo per ricambiare questa fiducia e regalargli belle soddisfazioni. Il prossimo anno sembra che la mia squadra (l’olandese Vacansoleil; ndr) farà le corse più importanti. Voglio lasciare il segno”.

E’ cambiato in questi due anni?
“Mi è nato un bambino, sono diventato papà e ne ho passate abbastanza. Ho dimostrato di avere un carattere forte, ma ci sono stati momenti molto difficili anche per me. Ora ho girato pagina, ho ricominciato nel modo giusto e spero di tornare ai miei livelli”.

Aldo Sassi e Riccardo Riccò. Bettini
Aldo Sassi e Riccardo Riccò. Bettini

Sposare la filosofia di Sassi è impegnativo.
“Lo so. Se sono qui è perché ho deciso di adottare questa filosofia, sennò non sarei venuto”.

Il Giro 2011, quanto ci crede?
“Ci spero, ma ormai non mi fido più. L’esperienza di quest’anno è bastata. Però la frase che Zomegnan ha detto su di me è stata bella”.

Con Sassi si allenano Basso, Evans, Cunego e molti altri. La concorrenza è uno stimolo?
“Ho sempre guardato solo a me stesso. Loro sono arrivati al Centro Mapei prima di me. Non porto invidie. Se mi batteranno, gli farò i complimenti”.

Sempre convinto di essere il numero uno?
“Penso che nel ciclismo la testa faccia molto, e se uno è convinto è già avanti un trenta per cento rispetto agli altri. Quest’anno, dove ho corso, ho dimostrato ancora di essere tra i più forti in salita, se non il più forte”.

Basso è un rivale?
“Durante la squalifica è stato l’unico dei miei colleghi che si è fatto vivo con messaggi e qualche telefonata. L’ho apprezzato. Rivali? Quando io sono esploso, lui non correva. Quest’anno lui c’era, ma io non ho fatto il Giro. Non ci siamo mai incontrati”.

“Nibali, in Italia, ha dimostrato di essere migliorato tantissimo. Tra i giovani è lui il faro per le grandi corse. Quest’anno speriamo al Giro di incontrarci e di fare spettacolo per il pubblico”

Chi è il punto di riferimento attuale?
“Nibali, in Italia, ha dimostrato di essere migliorato tantissimo. Tra i giovani è lui il faro per le grandi corse. Quest’anno speriamo al Giro di incontrarci e di fare spettacolo per il pubblico”.

Ricorda quando lo snobbava un po’?
“Siamo stati rivali fin da dilettanti. Lui una corsa a tappe (la Vuelta; ndr) l’ha già vinta, è in vantaggio. L’anno prossimo sarà una bella battaglia. Sicuramente parto per vincere, non per lasciarlo vincere. Nel 2008 avrei detto diversamente, ma adesso è molto più dura batterlo. I risultati parlano chiaro. E io sono realista”.

Fonte intervista e foto: http://www.gazzetta.it

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