Il 2010 del Ciclismo. Italbici da 10 nei Grandi Giri, ma a secco nelle Classiche. Ed un doveroso pensiero a Franco, Laurent, Thomas, Aldo e a tutti gli appassionati che ci hanno lasciato.

Un anno di ciclismo
Basso-Nibali, l’Italia c’è

Dodici mesi di emozioni che hanno dato all’Italia due dei tre grandi Giri. Dalla maglia rosa di Ivan Basso alla rossa di Vincenzo Nibali, passando per la doppietta Fiandre-Roubaix di Cancellara e il Lombardia di Gilbert

MILANO, 30 dicembre 2010 – Un anno di ciclismo, dodici mesi di emozioni che dopo due stagioni di digiuno esaltano la tradizione italiana. Il rosa di Ivan Basso si mescola al rosso di Vincenzo Nibali. Giro e Vuelta, come non accadeva dal 1981 (Battaglin). Due risultati talmente nitidi e preziosi da cancellare lo zero nella casella delle classiche alla voce “vittorie italiane”: l’ultimo a conquistare un “monumento” – quello del Giro di Lombardia – è stato Damiano Cunego nel 2008. Ecco il riassunto di dodici mesi di ciclismo, per immagini e parole.

SUBITO LO SQUALO — Gennaio apre il 2010 di Vincenzo Nibali. In Argentina lo squalo conquista il Tour de San Luis, la corsa che contribuirà a rinvigorirne la sicurezza e amplificarne il talento. La prima vittoria italiana del 2010 arriva da un suo compagno di squadra, Francesco Chicchi, pilotato proprio dal messinese nella volata di Villa Mercedes. Sarà l’inizio di un viaggio felicissimo per la Liquigas.

Franco Ballerini è scomparso il 7 febbraio. Bettini
Franco Ballerini è scomparso il 7 febbraio. Bettini

CASA PETACCHI — Cioè Donoratico, Gp Costa degli Etruschi. Ale-Jet stravince la corsa che apre il calendario italiano davanti a Loddo e Sabatini. E’ il sesto successo di fila. Nello stesso mese Bennati vince in Qatar, ma la stagione dell’aretino non sarà fortunata. A Ginanni va invece il Laigueglia. Febbraio però verrà ricordato per la tragica scomparsa di Franco Ballerini, ucciso da un incidente durante un rally a Larciano.

OSCAR FA TRIS — Marzo è il mese della Classicissima. Al Mondiale di Primavera tutti aspettano Boonen, Petacchi e Bennati. Ma vince Oscar Freire, a modo suo, sbucando dal nulla, senza treno, senza sgomitare. E’ il terzo successo a Sanremo della sua strepitosa carriera. Qualche giorno prima Stefano Garzelli aveva strappato a Michele Scarponi la classifica finale della Tirreno-Adriatico: stesso tempo, finale emozionante, lo scettro dei Due Mari diventa questone di piazzamenti. Harelbeke, tradizionale test per le classiche del Nord, rivela la condizione di Fabian Cancellara. La sua sarà una marcia trionfale.

Fabian Cancellara e Tom Boonen al Giro delle Fiandre. Bettini
Fabian Cancellara e Tom Boonen al Giro delle Fiandre. Bettini

IL MESE DI SPARTACUS — 4 aprile, Grammont, Giro delle Fiandre. L’immagine stringe su due uomini: Fabian Cancellara e Tom Boonen. Il primo sta per accelerare, il secondo resterà sui pedali. Per lo svizzero è il primo trionfo nella corsa dei Muri. Una settimana dopo la scena si ripete tra i mulini, le strade in pavè, l’atmosfera impareggiale della Roubaix. Spartacus si prende anche l’applauso del vélodrome. A Pozzato, settimo e primo degli italiani, il premio in ricordo di Ballerini. L’Amstel diventa terreno di caccia di Philippe Gilbert. Non sarà l’unico alloro del 2010 per il belga dell’Omega Pharma-Lotto. In Trentino Riccardo Riccò accarezza la prima grande vittoria dal giorno del suo rientro, ma viene battuto per 12 secondi da Alexandre Vinokourov, il kazako che il 25 a Liegi raccoglie la più grande affermazione della sua seconda carriera, condita da qualche fischio indigesto.

ARENA ROSA — Il Giro 2010 scatta da Amsterdam l’8 maggio e svela da subito il tratto principale della sua storia: l’imprevedibilità. Vento, cadute, ventagli in Olanda. Pioggia, freddo, fango nei primi giorni in Italia. E poi L’Aquila, con la fuga dei 56, e una rincorsa culminata sul Monte Zoncolan e sull’Aprica. Fino al giorno rosa, il giorno dell’Arena e del debito saldato con il destino di Ivan Basso. Felice come quattro anni prima. A Verona il podio è completato da Arroyo e Nibali. Evans – fiaccato dalla febbre da L’Aquila in avanti – è quinto, con la perla di Montalcino.

IL TOUR — Sempre Nibali, stavolta in Slovenia, primo a giugno davanti a Giovanni Visconti, che il 26 dello stesso mese indossa la maglia di campione italiano a Conegliano. Il Tour de France parte il 3 luglio da Rotterdam con Fabian Cancellara prima maglia gialla. E’ scritto che il successo del 2010 debba essere una questione a due: Alberto Contador da una parte, Andy Schleck dall’altra. Lo spagnolo ha la meglio per 39 secondi, tra qualche polemica, un fair play tradito e poi ostentato, e nemmeno un sospetto su quello che sarebbe accaduto due mesi dopo, ovvero l’esplosione del caso clenbuterolo. A Parigi sorride anche Alessandro Petacchi, maglia verde per la classifica a punti. In Austria Riccò sbatte contro una moto nella crono ma riesce a portare a casa la maglia da leader: chiuderà la stagione con 6 successi e una nuova squadra da ProTour, la Vacansoleil.

Vincenzo Nibali sul podio della Vuelta: è il 19 settembre. Bettini
Vincenzo Nibali sul podio della Vuelta: è il 19 settembre. Bettini

ROSSO NIBALI — Il Giro del Veneto entra nel palmares di Daniel Oss consegnando al miglior emergente del nostro ciclismo il successo che meritava. Nello stesso giorno, il 28 agosto, Vincenzo Nibali si mette in marcia da Siviglia intraprendendo un’avventura che lo porterà sulla Bola del Mundo a quota 2.247 e sulla passerella di Madrid riservata al numero uno, 20 anni dopo il successo di Giovannetti. A furor di popolo lo squalo viene inserito nella squadra azzurra per il Mondiale di Melbourne, primo impegno da c.t. per Paolo Bettini. Pozzato, leader unico, è quarto con mille rimpianti sul tracciato di Geelong che consegna la maglia iridata a Thor Hushovd (3 ottobre). L’Italia torna a casa con la meravigliosa volata di Giorgia Bronzini, punto più alto di un’eccellente prova di squadra delle ragazze del c.t. Salvoldi. Nella prova a cronometro storico poker di Cancellara.

OTTOBRE — Il mese di Gilbert, esattamente come nel 2009. Gran Piemonte e Giro di Lombardia, conquistati con una dimostrazione di forza straordinaria. Il Lombardia parte da Milano per la prima volta dopo 26 anni ma incontra una giornata tremenda: fredda e piovosa dal primo all’ultimo chilometro. Scarponi, quarto al Giro per 13″, a tutta da febbraio a ottobre, resiste finché può. Deve arrendersi a un campione vero. E’ l’ultimo lampo di un 2010 che ha riportato l’Italia della bici tra le potenze del ciclismo mondiale. In attesa delle prossime sfide.

Fonte articolo e foto: http://www.gazzetta.it

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