Dopo tanto mistero, finalmente viene alla luce il nuovo team degli Schleck e di Cancellara. Si chiamerà Leopard-Trek. E c’è anche Bennati.

Nella Leopard-Trek di Schleck
c’è “pantera” Bennati

In Lussemburgo sono caduti i primi veli sulla squadra più misteriosa del pianeta bici, la Leopard-Trek. Gli Schleck per il Tour, Cancellara per le classiche, Bennati per le volate. Nella rosa anche Viganò e il neopro’ Nizzolo

KIRCHBERG (Lussemburgo), 6 gennaio 2011 – Nel giorno dei Re Magi, in Lussemburgo cadono i primi veli sulla squadra più misteriosa del pianeta bici, la Leopard-Trek. Il regalo grosso, quello fatto dall’Uci, cioè essere eletta squadra numero 1 al mondo per meriti sportivi prima ancora di cominciare a correre, era già stato scartato qualche settimana prima di Natale. La conferenza stampa è la fiera delle banalità: “Vogliamo vincere il Tour”, “Abbiamo due capitani, Andy e Frank Schelck che al Tour partono alla pari”, “Bisogna lavorare duro per cercare di fare bene” i tre slogan più ripetuti. Sullo schermo, nel frattempo, scorrono immagini del primo raduno a inizio dicembre a Crans Montana, con i corridori che corrono allegri e spensierati sulla neve tenendosi per mano.Siamo quasi al Mulino bianco.

Budget e tendenza — Nulla trapela invece sul budget (“Sufficiente”, si limita a dire Brian Nygaard, il general manager) garantito in quasi la totalità da Flavio Becca, un imprenditore lussemburghese di origini italiane. In piccola parte c’è anche la Trek, che oltre alle bici garantisce qualcosa in più di un milioncino a fa il secondo nome. Pare che la cifra totale sia attorno ai 15 milioni di euro annui. Il primo, Leopard, è quello della società di gestione di Nygaard, che molti chiamano “piccolo Riis” per la sua vaga somiglianza con il danese per il quale ha lavorato anni come addetto stampa. La tendenza pare essere quella che per fare uno squadrone meglio non avere sponsor. O averlo che non figuri.

Brice Feillu e Monfort per il giro — Infatti, dopo Slipstream, High Road, Astana e Katusha, cioè concetti filosofici o nomi legati al territorio (Astana è la capitale del Kazakistan, Katusha è un nome diffuso in Russia quanto Maria da noi), sbuca questo Leopard. Aggressivo, mica potevano chiamare la squadra Pesce rosso o Canarino… La maglia, presentata in serata al pubblico (4000 presenti), e non al pomeriggio alla stampa, però non è leopardata ma verde-nera e bianca. Così il Pantera, cioè Daniele Bennati, velocista di riferimento della squadra è molto su di giri. Speriamo per lui, e per l’Italia in vista del Mondiale di Copenhagen, che sia l’anno della riscossa. Gli altri italiani in squadra sono Davide Viganò, bravissimo a trovare sempre squadre eccellenti nonostante i risultati non siano fantastici, e il neopro’ Nizzolo. Oltre al Tour, la Leopard è in grado di primeggiare nelle classiche dove può giocare l’asso Cancellara: Sanremo, Fiandre, Roubaix e Amstel i suoi primi obiettivi. E al Giro chi cura la maglia rosa? “Brice Feillu e Monfort”, spiega con tranquillità Nygaard. Ma non è la squadra numero 1 al mondo?

Fonte articolo: www.gazzetta.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...