Tour de San Luis 2011 – A sorpresa vince un “giovanotto” di 38 anni, Arriagada. Ultime due tappe a Chavez e a Aguilar.

San Luis, Capecchi adesso è 3°
Vince Chavez, Arriagada leader

La 6ª tappa del tour argentino va al colombiano della D’Angelo&Antenucci. Tondo finisce a terra come il corridore umbro, che però guadagna una posizione nella generale ed è a 1’31” dal nuovo capoclassifica

LA CAROLINA (Arg), 22 gennaio 2011 – Tremenda. La 6ª tappa del Tour de San Luis non può essere definita diversamente. Due salite micidiali, discese da paura, sole e 45° di temperatura. Il tutto in uno scenario naturale di una bellezza mozzafiato. La tappa la vince il colombiano Chavez, che porta la prima vittoria alla D’Angelo&Antenucci, in maglia di leader c’è il cileno Marco Arriagada che a quasi 38 anni s’inventa fenomeno. Incredibile. E gli altri? Tondo, per la stanchezza, in cima alla seconda salita, mentre subito dietro i primi si arrota con il suo compagno Soler. A riprendere fa fatica, sbanda, barcolla. Una “pajara” pazzesca tanto che la maglia arancione arriva a oltre 15’ assieme a Ivan Basso (“ho fatto una fatica bestia, ma sono soddisfatto del lavoro fatto”).

Sfortuna — Grande protagonista, anche nella sfortuna, Eros Capecchi. Il talento della Liquigas è caduto durante un guado, poco prima della seconda e ultima salita. Una botta pazzesca a oltre 60 orari che però non lo ha fermato. In salita è stato forse il più forte tanto che è rientrato quasi sui primi. Ha chiuso in 8ª posizione a 2’05″ dal vincitore. La sua è stata una grande prova di carattere a dimostrazione che il ragazzo c’è. Abrasioni su tutta la parte sinistra del corpo, Eros all’arrivo era una maschera e il dolore tanto forte gli provocava conati di vomito. “Stavo andando molto forte – commenta – ero dritto e mi è volata via la bici. E’ stata una botta pazzesca. Una sfortuna pazzesca. Peccato perché mi pare proprio di andare bene. Meno male che almeno così sono sul podio”. Ma l’aquila mora che in corsa ha volteggiato sopra di lui, contrariamente al detto di qui, non gli è stata di buon auspicio. Infatti, in serata è arrivata anche la beffa della giuria: una inspiegabile penalizzazione di 20″ lo ha portato a 1’51″ dal leader con lo stesso tempo di uno degli idoli di casa, Josue Moyano che però è terzo in classifica per i migliori piazzamenti. Oggi la tappa conclusiva a San Luis dovrebbe essere affare da velocisti. Il Ferrari capace di una doppietta è nettamente sopra tutti gli altri. Max Richeze e il nostro Jacopo Guarnieri proveranno a rendergli la vita dura.

San Luis, Capecchi giù dal podio
Vince Arriagada, ultimo sprint di Aguilar

Il 37enne cileno si aggiudica la corsa a tappe argentina davanti a Serpa e Moyano. Nell’ultima volata spunta l’uruguaiano, 5° Ferrari che sui è aggiudicato due tappe

SAN LUIS (Argentina), 24 gennaio 2011 – La 5ª edizione del Tour de San Luis va in archivio con la vittoria del cileno Marco Arriagada. Alle sue spalle sono finiti il colombiano Josè Serpa, il giovanissimo idolo locale Josue Moyano e il nostro Eros Capecchi.

IL VINCITORE — Ma chi è? Arriagada non è un bambino visto che è nato il 30 ottobre 1973 a Curicó. In carriera ha vinto la Vuelta de Chile 2003 e 2004. Lo scorso anno, invece, ai Giochi Sudamericani che si disputarono a Medellin conquistò la medaglia d’oro nella corsa a punti e conquistò la Vuelta Paranà, in Brasile. Nel suo palmares ci sono anche quattro campionati del Cile a crono. Tre partecipazioni olimpiche alle spalle, in Argentina nel 2006 aveva vinto la Vuelta a Mendoza. Insomma, un pistard di medio-basso livello capace in salita di annientare Tondo, polverizzare Basso e frantumare Capecchi. Capace quando la strada saliva, di staccarli, aspettarli e staccarli di nuovo. Ma dai, esagerato. Ci fossero stati anche Armstrong o Contador avrebbero fatto la figura dei turisti.

FERRARI, CHE TIPO — Tornando alla cronaca della corsa, l’ultima tappa è stata vinta dall’uruguaiano Héctor Aguilar (Funvic), che nei giorni precedenti faceva fatica ad arrivare al traguardo. Alle sue spalle, Marcos Crespo, suo compagno di squadra. Poi Mauro Richeze, Bernardo Riccio e Roberto Ferrari. Bel tipo anche il bresciano capace di fare le ore piccole davanti a una birra e poi di mettere in fila tutti per due volte allo sprint. Intanto cresce il ciclismo argentino. Alberto Rodriguez Saà, governatore della provincia, ha annunciato la volontà di creare la prima squadra professionistica argentina. Chissà se a Rebellin, che nel 2004 vedendosi escluso dal c.t. Franco Ballerini dichiarò di volere correre il Mondiale con la nazionale biancoceleste, viene voglia di bussare a questa porta.

Fonte articoli: http://www.gazzetta.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...