Guardini e Viviani: giovani sprinter crescono………e vincono.

Guardini e Viviani
Brindisi ad Oriente

Andrea Guardini ha vinto in volata l’ultima tappa del Giro del Qatar. Elia Viviani ha battuto McEwen nella prima prova del Tour de Mumbai

La vittoria di Andrea Guardini. Ansa
La vittoria di Andrea Guardini. Ansa

DOHA (Qatar), 11 febbraio 2011 – Doppia vittoria italiana in Oriente grazie ad Andrea Guardini ed Elia VIviani. Guardini, 21enne talento veronese della Farnese-Neri, ha vinto allo sprint l’ultima tappa del Giro del Qatar, 124,5 km con traguardo sul lungomare di Doha. Alle spalle di Guardini, che al primo anno tra i pro’ era arrivato nell’emirato sulla scia dei 5 successi (su 10 tappe) in Malesia, si è piazzato Francesco Chicchi (Quick Step). Una doppietta italiana proprio come era successo nell’ultima tappa della gara femminile, quando Monia Baccaille aveva bruciato Giorgia Bronzini. In classifica generale non c’è stata nessuna variazione e così la generale è andata all’australiano Mark Renshaw (Htc), con 8″ sul connazionale Heinrich Haussler (Garmin) e 17″ sul nostro Daniele Bennati (Team Leopard).

Esperienza — Aveva sofferto, Andrea Guardini, in questo Giro del Qatar: ed era inevitabile. Questa corsa non era mai stata tanto competitiva, il vento l’ha fatta da padrone e né il veronese né la Farnese hanno le caratteristiche adatte per competere ad altissimo livello in tappe che si sono trasformate in qualcosa di molto simile a classiche del Nord. Ma Guardini e i suoi hanno anche tenuto duro: sapevano che l’ultima tappa, con il finale in circuito, era quella più adatta per tentare il colpaccio. E il veronese (per inciso: veronese come il coetano Elia Viviani, primo oggi in India) nello sprint finale senza treno ha rimontato posizioni su posizioni, mentre gli altri rimbalzavano contro il vento, e ha infilato Chicchi sulla destra. Bravissimo. «Ancora non ci credo», le prime parole di Guardini, che ha dato il «cinque» talmente forte al direttore sportivo Luca Scinto da farlo cadere a terra… «Un segnale che le cinque vittorie in Malesia non erano casuali. Io so che sto muovendo appena i primi passi nel professionismo, ma coltivo anche giuste ambizioni». E c’è stato anche spazio per un commovente pensiero al padre, morto proprio l’11 febbraio di 11 anni fa.

E adesso l’Oman — Ora una pausa, prima di ricominciare. Guardini e il resto della carovana del Giro del Qatar si trasferirà tra stasera e domani sera in Oman, dove da martedì inizierà l’altra corsa a tappe di questa lunga trasferta. Ci sarà anche Mark Cavendish, che vuole mettere qualche giorno di corsa in più nelle gambe (sarebbe dovuto tornare in Europa dopo il Qatar) e dovrebbe arrivare l’iridato Hushovd. I percorsi saranno diversi e più vari: previsti anche un arrivo in salita e una crono di 18 km. Ma le prime tappe sorridono agli sprinter: e Guardini di fermarsi qui non ne vuole proprio sapere.

Arrivo ultima tappa: 1. Andrea GUARDINI (Farnese-Neri) 124,5 km in 2.44’06″, media 45,521; 2. Chicchi; 3. Bos (Ola); 4. Rollin; 5. Kluge (Ger); 12. Bennati; 15. Pelucchi; 17. Renshaw (Aus). Ritirato Visconti per un piccolo fastidio al ginocchio: per il tricolore niente di preoccupante.
Classifica finale: 1. Mark RENSHAW (Aus, Htc); 2. Haussler (Aus) a 8″; 3. Bennati a 17″; 14. Boonen (Bel) a 4’45″; 33. Pozzato a 14’09″; 38. Cavendish (Gb) a 20’21″; 53. Cancellara (Svi) a 38’08″.

Viviani batte McEwen — L’altro successo italiano è arrivato dall’India ed è stata conquistata da Elia Viviani: il velocista della Liquigas-Cannondale ha collezionato il secondo successo stagionale vincendo la prima prova del Tour de Mumbai: 180 chilometri nella città di Nashik e finale con gruppo compatto. Viviani ha superato all sprint l’australiano Robbie McEwen (RadioShack) ed il sudafricano Tyler Day (Team Bonitas). “L’arrivo di oggi è stato tutt’altro che facile – afferma Viviani – Dapprima la squadra si è sacrificata guidando il gruppo per l’intera prova. Solo all’ultimo chilometro la RadioShack ha preso le redini per impostare la volata, non riuscendo però a mantenere ordine. Sapevo che McEwen era l’uomo da battere e, temendo la sua esplosività, ho cercato di rimanere sempre alla sua ruota. Negli ultimi 50 metri mi sono lanciato in un passaggio a sinistra e, a 20 metri dalla linea, sono riuscito a superarlo. Ho vinto bene, ma che fatica”. Per Viviani, che lunedì scorso ha compiuto 22 anni, questo nuovo successo è innanzitutto un’iniezione di fiducia in vista del futuro: “La condizione migliora e, corsa dopo corsa, aumenta anche il mio bagaglio di esperienza, cosa fondamentale nelle volate. Il miglior segnale però è la fiducia che mi trasmettono i compagni. Oggi hanno tirato il gruppo per 180 chilometri, credendo nelle mie possibilità: è un attestato di stima che mi motiva tantissimo”.

Fonte articolo, foto e classifiche: http://www.gazzetta.it

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