Sette anni senza il Pirata……………………

La tragedia di Pantani
diventa un fumetto

In occasione del settimo anniversario della morte, domani, esce un graphic novel sugli ultimi giorni drammatici del Pirata

Una tavola del graphic novel dedicato a Pantani
Una tavola del graphic novel dedicato a Pantani

MILANO, 13 febbraio 2011 – Davvero la morte di Marco Pantani è così scontata, senza interrogativi né “buchi”, come nei referti della polizia? Davvero Pantani “ha scelto consapevolmente di uscire dalla scena»” togliendosi la vita —­ come si domanda Pier Bergonzi, firma del ciclismo Gazzetta —­ oppure “è stato spinto giù dal precipizio?”. Se a queste angoscianti domande forse nessuno darà mai risposta, “Gli ultimi giorni di Marco Pantani”, graphic novel in libreria da oggi (Rizzoli-Lizard, 104 pagine, 16 €), obbliga però a rivivere gli ultimi giorni drammatici del campione da una prospettiva diversa. Inquietante. A sette anni dalla sua morte, 14 febbraio 2004, San Valentino.

Grande realismo — Senza abbandonarsi alla dietrologia, ma con giusto senso di dubbio: che cosa è successo al Pirata, al fuoriclasse, all’uomo Pantani? Sceneggiato da Marco Rizzo e disegnato da Lelio Bonaccorso — coppia artistica che ha già raccontato a fumetti l’omicidio del coraggioso giornalista antimafia Peppino Impastato —, questo bel romanzo è ispirato al libro-inchiesta di Philippe Brunel, giornalista francese e amico di Pantani: va in cerca risposte lungo un’indagine forte, che non teme di mettere in scena anche dettagli sgradevoli, in un realismo necessario, esasperato dalle matite nervose di Bonaccorso.

Debolezze umane — Pantani è qui nudo agli occhi di tutti, polmoni eccezionali, forza di volontà, gambe potenti più di tutte le disgrazie (sportive) che ne hanno accompagnato la carriera. E poi è ancora —­ a sorpresa —­ debole, vittima di “amicizie” pericolose, sedotto drammaticamente dalla cocaina che lo avrebbe ucciso, solo e quasi fuori dalla ragione in un triste hotel di Rimini. Rizzo racconta con ritmo giornalistico, avvincente come un romanzo, una storia terribilmente vera, tra flashback, fughe in avanti e rievocazioni del passato: Pantani giovane e Pantani vincitore, le pedalate e gli sfoghi. E non è possibile staccare gli occhi fino all’ultima pagina, trascinati dal vortice irrisolto della sua vita. Bonaccorso ha un tratto tagliente che la mezzatinta rende ancor più drammatico.

Marco Pantani in azione, in Maglia Rosa. Ap
Marco Pantani in azione, in Maglia Rosa. Ap

Amici e ruffiani — Ci sono i successi — ma niente oleografia, niente trionfi dello straordinario 1998 — e ci sono le sconfitte, il pianto disperato e dignitoso dei genitori, i racconti di chi lo conosceva bene e se l’è visto sfuggire così, inevitabilmente, senza riuscire a recuperarlo. Delinquenti e prostitute, spacciatori e fidanzate, amici veri e ruffiani. E le indagini, le verità troppo spesso diverse, le versioni non convincenti che fino all’ultima pagina costringono a cercare una risposta che non c’è. E che Brunel s’è forse rassegnato a non avere. C’è, soprattutto, un uomo diverso da quello apparso sui giornali, oppure nella cronaca nera, ma più vero, sincero, debole, che vorresti aver amato e protetto di più. C’è Pantani e, adesso che per lui non si può fare di più, sarebbe un peccato non conoscerlo meglio.

Fonte articolo e foto: http://www.gazzetta.it

CIAO MARCO!!!!!!!!!!!!!!!! PEDALA NEL CIELO!!!!!!!!!!!!! NON TI DIMENTICHEREMO MAI!!!!!!!!!!!!!!! RIPOSA IN PACE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


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