In Sardegna si parla straniero. Il Giro dell’Isola va a Sagan (anche se Scarponi fa sua l’ultima tappa), mentre Brutt vince la Classica Sarda.

Giro di Sardegna a Sagan
Ultima tappa a Scarponi

Il marchigiano della Lampre si impone nell’arrivo in quota di Gesturi. Il baby della Liquigas resiste a Cunego e Serpa: “Temevo di non farcela”. Il veronese: “Guardo con fiducia alle classiche delle Ardenne”

LA GIARA DI GESTURI (VS), 26 febbraio 2011 – Tappa a Michele Scarponi, classifica allo slovacco Peter Sagan. Il Giro di Sardegna si è chiuso in salita, sullo sterrato, al sole, nel vento, fra natura e avventura, e con una battaglia da Pordoi, da Alpe d’Huez, da Lagos de Covadonga, anche se in formato “small”.

VENTO E SALITA — Sei chilometri di salita, i primi cinque ragionevoli, l’ultimo più tosto, e i 180 metri finali su una stradina di terra spazzata dalla tramontana. I sei uomini in fuga dal km 22 – Muto e De Negri, i russi Petrov e Ignatyev, l’ucraino Popovych e l’inglese Swift – sono stati divorati ai -16, dopo 136 km di fatica e illusioni. Poi l’allungo di Fioretti e il contrattacco del moldavo Pliuscin, quindi la Lampre ha perfezionato la sua strategia: dopo che Ulissi, Bertagnolli e perfino Petacchi si erano prodigati in pianura, è toccato a Gavazzi e Pietropolli tirare – e stirare – il gruppo fino a selezionare i soliti migliori.

ATTACCHI — Scarponi ha attaccato ai -3, sulla sua scia è schizzato il colombiano José Serpa, mentre Damiano Cunego attendeva la reazione di Sagan, pronto a infliggergli il secondo, e a quel punto più duro, attacco. Scarponi e Serpa hanno guadagnato una decina di secondi, non di più, perché in quel punto della salita il vento soffiava a favore. A 300 metri dal traguardo, Scarponi ha anticipato Serpa, gli ha scippato quei 10 metri che hanno permesso a lui di esibire, sotto lo striscione, il sorriso del vincitore, e a Serpa la smorfia del secondo, sia all’arrivo e sia nella generale. Dietro, Cunego si affrettava, Sagan resisteva, Sella si confermava, il polacco Kiserlovski riemergeva, e Stefano Pirazzi, che aveva resistito alla tentazione di scattare, si è finalmente piazzato. Poi il belga Hermans, il russo Brutt e Capecchi. A 36″ una schiera di protagonisti del prossimo Giro d’Italia: Pozzovivo davanti a Garzelli, Nibali, Noè, il croato Miholjevic e Di Luca.

CONTENTO — Scarponi, soddisfatto: “Alla partenza ci siamo detti di provarci a tutti i costi. Vero che abbiamo perso un posto in classifica – Cunego è sceso dal secondo al terzo -, ma è anche vero che abbiamo vinto la tappa. Non pensavo di poter trovare la condizione così velocemente, soprattutto dopo essermi ammalato durante un raduno a San Vincenzo. Forse mi avrà fatto bene la possibilità di correre senza l’assillo del risultato. Certo mi ha aiutato la squadra, soprattutto il clima che si vive all’interno della squadra: unità, armonia, divertimento”.

Peter Sagan ha vinto così la tappa di ieri. Bettini
Peter Sagan ha vinto così la tappa di ieri. Bettini

STOICO — Sagan, serio: “C’è stato un momento, e forse anche più di uno, in cui ho avuto paura di non farcela. Abbiamo cercato di controllare la corsa il più possibile, ma sapevamo che sull’ultima salita Cunego o Scarponi avrebbero attaccato. E’ scattato Scarponi, che in classifica non mi preoccupava, ma anche Serpa, e lui era un pericolo. Ma ce l’abbiamo fatta”. Serpa, deluso: “Il secondo posto è il peggiore, e quest’anno sembro abbonato: secondo nella classifica generale del Tour di San Luis e nel Giro della provincia di Reggio Calabria, qui tre volte secondo di tappa e secondo anche nella generale… Vero che ho vinto una tappa in Argentina, ma qui ci speravo. L’attacco di Scarponi me lo aspettavo. Fino allo scorso anno eravamo compagni di squadra, a volte anche di camera. Ho tirato più io che lui, perché avevo più interesse di lui ad avvantaggiarmi su Sagan”. Cunego, leggero: “Contento per me e per Scarponi. Contento anche per la squadra: oggi abbiamo avuto un gregario di lusso come Petacchi. E bisogna considerare che qui in Sardegna il livello dei concorrenti era molto alto. Guardo con fiducia ai prossimi appuntamenti: il mio obiettivo sono le classiche delle Ardenne”. Finito il Giro di Sardegna, non finisce il ciclismo in Sardegna. Domani si corre la Classica Sarda, da Barumini a Chiaramonti, da sud a nord, 194,4 km. Stesse squadre, stessi corridori (tranne Ballan) e – dicono stesso vento.

Ordine d’arrivo: 1. Michele SCARPONI (Lampre Isd) 4h24’40”, media 39,446 km/h; 2. José Serpa Perez (Androni Giocattoli) a 3″; 3. Damiano Cunego (Lampre Isd) a 8″; 4. Peter Sagan (Liquigas Cannondale) s.t.; 5. Sella; 6. Kiserlovski; 7. Pirazzi; 8. Hermans; 9. Brutt; 10. Capecchi
Classifica generale: 1. Peter SAGAN (Liquigas Cannondale); 2. José Serpa Perez (Androni Giocattoli) a 3″; 3. Damiano Cunego (Lampre Isd) a 7″

A Brutt la Classica Sarda
Sabato Strade Bianche

Il russo della Katusha ha vinto la corsa che chiude la settimana in Sardegna. Secondo Sella, terzo Peter Sagan

CHIARAMONTI (Sassari), 27 febbraio 2011- Un classico russo per la Classica Sarda: Pavel Brutt ha vinto la 34° edizione di quella che era la Cagliari-Sassari e che adesso è la corsa in linea a conclusione del Giro di Sardegna e della settimana sarda. In una volata a due, Brutt – già vincitore di una tappa al Giro, ultima vittoria alla fine del 2009 in una corsa in Francia – ha battuto Emanuele Sella. A pochi secondi, lo slovacco Peter Sagan ha preceduto Francesco Gavazzi e Oscar Gatto. Da sud a nord, 102 partenti, e dopo 11 km la prima fuga, 22 uomini, almeno uno per ciascuna squadra, tranne la Colnago, che aveva Sacha Modolo fra gli attaccanti e il gruppo. I 50 all’ora non aiutavano Modolo e soci, fra cui il tedesco Stefan Schumacher, a rientrare, né il gruppo a inseguire. Il distacco aumentava e al rifornimento Adriano Amici, organizzatore tecnico della corsa allestita da Stefano Pilato, decideva di fermare il gruppo. Rimanevano in gara 22 corridori, anzi 21, perché il tunisino Rafai Chtioui, caduto in discesa per una buca con Sagan e lo statunitense Matthew Busche, finiva la corsa su un’ambulanza, destinazione ospedale.

“Appena posso, vado in fuga – ha commentato Brutt -. Oggi addirittura tre volte: la prima, al pronti-via, la seconda con altri cinque, la terza all’ultimo chilometro. Ho cominciato a correre a 14 anni, a San Pietroburgo, in una scuola di ciclismo. Da professionista, la prima corsa l’ho vinta: alla Vuelta Tachira, in Venezuela”

L’attacco — A una ventina di chilometri dal traguardo, sono evasi Brutt, lo spagnolo Costantino Zaballa, il gallese Geraint Thomas, Daniel Oss, Elia Favilli e Roberto Ferrari. Oss forava. Dietro reagivano Vincenzo Nibali, Sagan, Damiano Cunego, Gavazzi, Sella, Oscar Gatto e il polacco Robert Kiserlovski. Ricongiungimento ai -9. Contropiede di Sella, con una decina di secondi di vantaggio fin dentro l’ultimo chilometro. Ai 600 metri lo riprendeva Brutt. Poi la volata. Brutt, che abita a Desenzano, sul Lago di Garda, in una casa in affitto: “Appena posso, vado in fuga. Oggi addirittura tre volte: la prima, al pronti-via, la seconda con altri cinque, la terza all’ultimo chilometro. Ho cominciato a correre a 14 anni, a San Pietroburgo, in una scuola di ciclismo, e la prima bici apparteneva proprio alla scuola. Da professionista, la prima corsa l’ho vinta: alla Vuelta Tachira, in Venezuela, un po’ come oggi, fuga, volata a due, vittoria”.

Sella, che rabbia — Sella, che non si dà pace: “Sentivo che avrei vinto. Quando Brutt mi ha raggiunto mancavano 600 metri. Mi sono messo alla sua ruota, ho rifiatato, ho pensato ’vedrai che mi porta al traguardo’, e ai 200 metri sono scattato. Ma inavvertitamente ho toccato la leva del cambio, mi è andato giù il rapporto, dal 53 è sceso al 39, ho perduto una decina di metri e non li ho più recuperati. Ho una rabbia… Un vero peccato. Questa settimana, tra José Serpa e me, abbiamo collezionato soltanto secondi posti. Io anche un terzo”. Sagan, che non si scompone: “La caduta non mi ha condizionato. Più importante la foratura di Oss. Oggi poteva vincere lui, o Nibali, o io. Invece niente”. Oss, che non nasconde la delusione: “Ho forato nel momento più importante. Poi ho tirato per i miei compagni, infine ho mollato”.

Arrivo: 1. Pavel BRUTT (Rus, Katusha), km 197 in 4.50’26″, media 40,698; 2. Emanuele Sella (Androni) a 2″; 3. Peter Sagan (Svk, Liquigas) a 5″; 4. Francesco Gavazzi (Lampre); 5. Oscar Gatto (Farnese-Neri); 6. Thomas (Gbr) a 11″; 7. Kiserlovski (Pol) a 12″; 8. Zaballa (Spa) a 16″; 9. Nibali a 30″; 10. Favilli a 39″; 11. Cunego; 12. Porsev (Rus) a 2’38″; 13. King (Usa); 14. Bookwalter (Usa); 15. De Marchi a 2’43″; 16. Tiralongo a 2’48″; 17. Busche (Usa) a 3’16″; 18. Beyer (Usa); 19. Monsalve (Ven) a 3’19″; 20. Ferrari; 21. Oss a 3’21″. Partiti 102, arrivati 21.. Sabato prossimo l’appuntamento con la Strade Bianche organizzata da Rcs Sport.

Fonte articoli, foto e classifiche: http://www.gazzetta.it

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