Strade Bianche 2011: E’inizio stagione, ma Gilbert già lascia il segno. Ringraziando anche l’ultima curva di Ballan.

Gilbert è il re dello sterrato
Il belga vince le Strade Bianche

Il corridore della Omega Pharma-Lotto si impone a Siena nella corsa Gazzetta battendo Ballan e Cunego nella volata di piazza del Campo: “Dopo il Lombardia, il successo a Siena. L’Italia è il mio paradiso”

SIENA, 5 marzo 2011 – Filippo il Vincente ha conquistato anche le Strade Bianche. Philippe Gilbert, il principe delle classiche, il re dei “finisseur”, il dio dell’ultimo chilometro, ha lasciato il segno: sulle gambe degli avversari, sul lastricato dell’ultima curva, sull’albo d’oro della corsa sugli sterrati. In queste gare di un giorno, in cui ci si gioca tutto, o come dicono gli inglesi “do or die”, l’equivalente del nostro “o la va o la spacca”, a Gilbert va sempre. In una folle volata da brividi e vertigini nel dedalo storico delle contrade, Gilbert ha preceduto Alessandro Ballan e Damiano Cunego, per un podio che sa tanto di Mondiale.

La gara — Centodieci corridori al via, primo attacco dopo 5 km con De Marchi e l’olandese Posthuma, prima fuga sul primo tratto di sterrato, intorno al km 37, con Rocchetti, il lussemburghese Andy Schleck, il tedesco Sieberg, Longo Borghini e l’austriaco Brandle. Schleck cede (alla fine due forature per lui e addio corsa), gli altri insistono, finché vengono raggiunti da Ermeti, lo svizzero Kohler, Ricci Bitti, lo slovacco Peter Velits, il belga Van Avermaet, l’australiano O’Grady e lo statunitense Peterson. Il vantaggio degli evasi tocca i 3 minuti, poi, lentamente, evapora. Finché davanti rimangono soltanto Van Avermaet, uomo da Fiandre, e O’Grady, uomo da Roubaix. Presi, rilanciano, infine ripresi, stavolta definitivamente, a 13 km dall’arrivo. La Lampre fa la corsa per Cunego, il gruppo rimane compatto fino all’ultimo chilometro. Ed è qui che attacca Gilbert.

gilbert in paradiso — Gilbert, sorridente: “L’Italia è il mio paradiso. Ultima corsa del 2010 il Lombardia, prima corsa del 2011 le Strade Bianche. E due vittorie che non potrò mai dimenticare. Stavolta gara veloce, finale nervoso, stradine pericolose. Sapevo di avere Ballan alla ruota e Cunego a una cinquantina di metri, e non volevo che ci tornasse sotto. Ho aspettato che Ballan lanciasse la volata per fare la mia. Ai 250 metri mi ha affiancato e ce la siamo giocata all’ultima curva. Ma io ero all’interno, e sapevo che poteva essere un vantaggio decisivo”. Ballan, sereno: “Avevamo Van Avermaet davanti, e questo ci consentiva di rimanere tranquilli nel gruppo che inseguiva, io me ne stavo sulla ruota dei migliori, abbastanza fresco. Sull’ultimo strappo ha attaccato Gilbert, alla sua ruota c’era Cunego, e siccome non ha reagito subito, si è creato un piccolo buco. Ho recuperato e poi ho provato la volata all’esterno. Ma nell’ultima curva, verso destra, a gomito, ho avuto paura di finire contro le transenne, ho dovuto frenare violentemente, e lì è svanita la vittoria”.

Cunego e Evans — Cunego, contento: “Lo scatto di Gilbert è stato micidiale. Ho cercato di tenere duro, sperando di recuperare nel tratto in piano e in discesa prima di Piazza del Campo. Ci ho provato, ho spinto, sono anche riuscito a rientrare, quasi, ormai sul traguardo. Gilbert ne aveva più di tutti. Per me è stato un bel test, erano 200 km più adatti a gente come Gilbert e Ballan che non a me, magari se ci fossero stati 50 km in più le cose sarebbero andate diversamente. Ma se penso che un anno fa, tra cadute e malattie, non sono mai riuscito a trovare la forma giusta, non posso che essere contento. Questo è un piazzamento che vale”. Cadel Evans, leggero: “Corsa sempre affascinante, volevo stare davanti per aiutare i miei compagni di squadra, soprattutto Ballan. E ci stavo riuscendo quando, a circa 17 km dall’arrivo, una caduta davanti a me mi ha costretto a rallentare. Ho inseguito, ero lì lì per rientrare, invece non ce l’ho fatta. Comunque è solo la mia seconda corsa dell’anno e sto già bene”. Giovanni Visconti, convinto: “La mia prima vera gara dura dell’anno, nel finale sono uscito, all’ultimo chilometro ero ancora lì, poi mi sentivo stanco e non mi sono dannato l’anima”. Paolo Longo Borghini, soddisfatto: “Tutto il giorno all’aria, dall’inizio fin quasi alla fine. Bellissime emozioni. E primo nella classifica speciale dei tratti sterrati. Per me, vale una vittoria”.

Fonte articolo: http://www.gazzetta.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...