Milano-Sanremo 2011: per la prima volta si parla australiano. Vince Goss.

Goss, è nata una stella
Nibali: “Un giorno la vincerò”

Il trionfatore della Sanremo era l’alternativa a Cavendish nella Htc: in Italia aveva già vinto una tappa al Giro. Il re della Vuelta: “Ho capito che questa corsa può essere adatta anche a me”. Gilbert: “Ho pagato la sfortuna nel finale”

SANREMO, 19 marzo 2011 – Due anni fa, sul lungomare di Sanremo sbocciò la stella di Mark Cavendish, 23 anni. Oggi, stesso traguardo, un altro talento della generazione nata nel 1985-1986: Matthew Goss, 24 anni, compagno di Cavendish nell’Htc-High Road e primo tasmaniano, o meglio, primo corridore non europeo a vincere la Classicissima di primavera. A testimoniare due aspetti: questi ragazzi di matrice anglosassone sono veramente di altissima qualità, e il ciclismo ha preso una brusca virata, finalmente, verso orizzonti migliori. “Superhappy, non posso essere più felice, non avrei mai sognato oggi di vincere davanti a Cancellara e Gilbert”, dice Goss, tasmaniano di Launceston come Richie Porte, che l’anno scorso, da neoprofessionista, è stato anche maglia rosa e ha concluso al 7° posto in classifica.

ALTERNATIVA DI LUSSO — Goss non è uno sconosciuto, ha vinto a Roma il Gp Liberazione, il Mondiale dei dilettanti nel 2005, l’anno scorso la tappa di Cava de’ Tirreni del Giro davanti a Pozzato e una classica come la Parigi-Bruxelles. Era l’alternativa della sua squadra a Cavendish, e quando a 101 km dall’arrivo, all’attacco delle Manie, il gruppo si è spezzato per la caduta di una ventina di corridori (tra cui Hushovd) ha capito che questo era il suo giorno. In discesa, poi, poche gocce di pioggia hanno messo k.o. Freire, caduto in un tornante a destra. A quel punto, sono rimasti davanti 44 corridori, tra cui Goss, Ballan, Pozzato, Nibali, Cancellara, Gilbert, Boonen, Petacchi, Haussler; dietro, l’iridato Hushovd, Freire, il tricolore Visconti, Scarponi, Farrar, Cavendish. E ne è venuto fuori un braccio di ferro sull’Aurelia, una super-cronosquadre tra i due gruppi, visto che il distacco ha toccato i 2’25″.

DUE LAMPI — In una corsa sconvolgente per bellezza e durezza, che ha sconvolto le gerarchie del via, restano negli occhi due grandi azioni: la folgorante prestazione di Scarponi sulla Cipressa, con il marchigiano che ha recuperato 1’10″ al primo gruppo rientrando poco prima del Poggio; l’attacco di Nibali sul Poggio, che ha portato il siciliano ad avere 6″ sui migliori in cima prima di essere ripreso in discesa, sì, proprio in discesa, da Cancellara. Fino alla volata, che vedeva Scarponi ai 300 metri ancora davanti. Il marchigiano rivela: “Quando sono arrivato sull’Aurelia, Petacchi mi ha detto “prova a fare la tua corsa’”. Cancellara non è contento: “Non ho vinto e non va bene, il regalo di compleanno per i 30 anni non sono riuscito a farmelo”. Philippe Gilbert: “Mi è mancata un po’ di fortuna, perché sono rimasto senza compagni negli ultimi 10 km”. Vincenzo Nibali: “Un conto è fare un’azione bellissima, un conto è vincere, ma ho capito che in futuro questa corsa può essere adatta anche a me”

Fonte articolo: http://www.gazzetta.it

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