Settimana Coppi & Bartali 2011: a Gaggio Montano ritorno alla vittoria per Emanuele Sella.

Settimana Coppi e Bartali
Sella il nuovo leader

Dopo la vittoria di Manuel Belletti nella semitappa mattutima, l’Androni ha vinto la cronosquadre. Sella nuovo leader. Caduta generale della Liquigas all’ultimo chilometro

RICCIONE (Rimini), 22 marzo 2011 Coppi e Bartali in Sella. Emanuele Sella è il nuovo leader della Settimana internazionale Coppi e Bartali: la sua Androni si è aggiudicata – diciamolo pure: a sorpresa – la cronosquadre del pomeriggio, seconda semitappa del primo giorno di corsa. Ma la sorpresa più forte si è avuta 50 metri prima dell’ultimo chilometro: su un tratto in rettilineo, la Liquigas si è liquefatta. Juraj Sagan, slovacco, fratello maggiore del più talentuoso Peter, filava in testa al treno dei sei corridori (due si erano già staccati: Mauro Finetto, cui era caduta la catena, e l’americano Ted King, sacrificato nella prima parte di gara), quando con uno spostamento imprevisto ha toccato la ruota di Alessandro Vanotti, che gli stava dietro. I due sono volati, e hanno fatto volare anche Daniel Oss, il tedesco Dominik Nerz e Francesco Bellotti. E volare a 60 all’ora, a testa bassa, all’ultimo respiro, è come ricevere un montante di Mike Tyson. Vanotti non si è rialzato ed è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza (apparentemente nulla di così grave), gli altri ci hanno lasciato brandelli di pelle e tuta. A parte Finetto e King, l’unico a salvarsi è stato Paolo Longo Borghini, che chiudeva il treno e d’istinto è riuscito a saltare sopra due bici che rimbalzavano sull’asfalto.

Gioia Sella — A più di 50 e mezzo di media, e con un gran lavoro di De Marchi, Ferrari e Serpa, l’Androni ha preceduto la Lampre-Isd di 4″ e la FdJ di 5″, poi la Colnago-Csf di 13″ e l’Adria Mobil di 15″. Ultima la Liquigas, che al momento dello “strike” stava lottando per il podio, a 2’37″. Così il primato della classifica generale è passato da Manuel Belletti a Sella, quello a punti è rimasto a Belletti, quello dei gpm a Luca Fioretti, e quello dei giovani è andato a Diego Ulissi. Domani un altro appuntamento per velocisti con partenza e arrivo a Rovigo. Sella, allegro: “Mai avrei pensato di poter vincere una cronosquadre in vita mia. E invece, anche se la squadra è formata da cinque scalatori su otto, ci siamo riusciti. Come? Semplice: siamo partiti a tutta e siamo andati a tutta. E anche la maglia è stata una graditissima sorpresa: il traguardo è stato tagliato per primo da Serpa, ma stamattina io ero arrivato diciannovesimo e José ventinovesimo. Questa è stata una vittoria di squadra, in cui io ho fatto meno degli altri: se i miei compagni tiravano per 300 metri, io mi limitavo a 100 per non far calare la velocità. Comunque lo considero un piccolo passo avanti, un altro piccolo passo verso il Giro d’Italia, che rappresenta il mio grande obiettivo dell’anno. Nel 2010 ho raccolto un secondo posto al Gp di Gippingen, un altro secondo posto in una tappa del Giro dell’Austria e il terzo nella generale. Quest’anno ho ottenuto un secondo posto nella Classica Sarda, un altro secondo posto in una tappa e il terzo nella classifica generale del Giro di Sardegna. Ci credo, e ci crede anche Gianni Savio che mi ha regalato questa grande opportunità”. Lele guarda avanti: “Domani c’è una tappa per velocisti, poi ne rimangono due per scalatori, adatte a me, e una crono individuale, che mi sfavorisce. E se alla fine non ce la farò per me, aiuterò Serpa”. Quanto al Giro: “Lo preparerò al meglio. Due settimane di allenamento in altura al Sestriere, poi Giro dell’Appennino e Giro del Trentino”.

LA SEMITAPPA DEL MATTINO

La vittoria di Belletti nella semitappa del mattino. Bettini
La vittoria di Belletti nella semitappa del mattino. Bettini

RICCIONE, 22 marzo 2011 – Bello, bellissimo, Belletti. Manuel Belletti – sostenuto da tutti quelli che mangiano i cappelletti, come recitano i suoi tifosi – ha vinto la prima semitappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali, sul lungomare, tradizionale appuntamento per i velocisti, davanti ad Andrea Grendene e all’ucraino-toscano Volodymyr Bileka. Più che una semitappa, era meno di una semitappa: un terzo di tappa. Un’ottantina di chilometri, al sole, all’aria, anche al vento, e con uno strappettino per tenere sveglio il gruppo. Dopo 14 km due uomini in fuga, l’abruzzese Luca Fioretti e il colombiano Chaves Rubio: Fioretti cattura il gran premio della montagna e guadagna la maglia di leader, poi si rialza. Chaves Rubio insiste anche se il suo destino è già scritto. Gli ultimi che non si rassegnano alla volatona sono Matteo Fedi e il belga Gianni Meersman. La Liquigas fa il treno per Oss, che non è un velocista ma ha coraggio da vendere. Due cadute complicano la situazione e selezionano i pretendenti: la prima a meno di 2 chilometri dall’arrivo, la seconda ai 600 metri, e fra gli altri vengono eliminati Guardini, Pelucchi, il tunisino Chitoui e il polacco-toscano Szczawinski. Ai 400 metri Belletti, alla ruota di Oss, si trova chiuso sulla sinistra e decide di sfondare a destra. E sfonda.

“Volata confusa” — Belletti, sorridente: “Volata confusa. Nei giri precedenti, visto che il vento tirava dal mare, avevo deciso di fare la volata a sinistra. Ma mi sono ritrovato chiuso, così sono partito sulla destra, lungo. Una bella fatica tenere la velocità. E non ho alzato le mani perché non si sa mai”. Seconda vittoria dell’anno dopo quella, in volata, nell’ultima tappa del Giro della provincia di Reggio Calabria. “Stavolta sentivo l’aria di casa. Abito a una trentina di chilometri. Si vede che da queste parti riesco a dare il meglio di me. Domani c’è un’altra tappa adatta, poi mi aspetta un periodo ricco di corse e possibilità: la Tre Giorni di La Panne, la Vuelta Castilla y Leon e il Giro di Turchia prima del Giro d’Italia”. Alla Sanremo era andata così così. “Ho scollinato Le Manie fra i primi, poi mi sono sfilato per mangiare, quando c’è stata la caduta ero dietro e sono rimasto intruppato nel secondo gruppo. Poi siano andati forte, tanto che lo svantaggio è sceso da 2’30″ a 1’ prima della Cipressa. Ma ci siamo finiti così. Una lezione”.

DIABETICO IN SQUADRA — Grendene, soddisfatto: “L’ultimo piazzamento al Brixia 2010: sesto. Questo è il migliore risultato nei miei tre anni di professionismo. La verità è che i primi due anni, alla Lampre, ho corso poco: ma non chiedetemi perché, io non lo so. Adesso sono nella Team Type 1, la squadra sponsorizzata da un’azienda farmaceutica che produce medicine per i diabetici e in cui corrono anche diabetici. In squadra ne abbiamo uno, lo spagnolo Javier Megias Leal, che mi ha anche aiutato a tenermi davanti. Stavolta ero nella posizione giusta, quarto, ben coperto, dietro a Richeze. Ai 200 sono uscito, in progressione, e non è mancato molto perché ottenessi la mia prima vittoria”. Grendene, accento sulla prima e, è veneto, anzi, vicentino di Montecchio Precalcino, il paese di Sante Carollo, quel corridore che duellava con Luigi Malabrocca per conquistare la maglia nera. “Questa squadra americana è una grande opportunità. Corro, viaggio, giro. Sono stato negli Stati Uniti, ad Atlanta, ed era la mia prima volta. Correrò prima in Turchia, poi in California. E imparo”. L’inglese? “No comment”. Bileka, rinato: “Due anni fermo, per motivi personali che non voglio rivelare, poi ho ricominciato. Da Lance Armstrong all’Amore & Vita. E oggi mi sono scoperto velocista. Abito a Poggio Caiano, il paese di Fiorenzo Magni, mi sono sposato con una poggese, e adesso corro perché mi diverto così”.

Settimana Coppi e Bartali
Corioni brinda a Rovigo

Claudio Corioni (Acqua&Sapone) ha vinto a Rovigo la seconda tappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali

ROVIGO, 23 marzo 2011 – La vittoria di un velocista è come il gol di un attaccante: un colpo di testa, una legnata, una deviazione. Un film da botteghino. Invece la vittoria di un “finisseur” è come il gol di un fantasista: una foglia morta, un colpo di tacco, un tiro a effetto. Un film d’essai. Claudio Corioni ha vinto la seconda tappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali con un gol da fantasista, con un film d’essai, con un colpo a sorpresa. A 2 chilometri dall’arrivo, come previsto dalla strategia studiata la mattina prima del via, lui e il suo compagno tunisino Rafai Chtioui (pronuncia: scituì) sono andati in testa, in progressione, per tirare la volata a Danilo Napolitano, lo sprinter-goleador dell’Acqua & Sapone. Davanti Chtioui, dietro Corioni. A un chilometro e mezzo dall’arrivo, Corioni si è voltato per vedere se “Napo” gli era alla ruota, e ha scoperto che c’era stato un buco.

Claudio Corioni e Roberto Ferrari. Bettini
Claudio Corioni e Roberto Ferrari. Bettini

“Ho ascoltato il cuore” — “Questione di un attimo – spiega -: la testa che ordina di rallentare per aspettare il velocista, il cuore che comanda di provarci. Stavolta ho ascoltato il cuore. E urlato a Rafai di insistere”. Chtioui è stato bravo: fisico da guardia (parliamo di basket), testa bassa sul manubrio, si è stremato fino ai 600 metri, e da lì Corioni è schizzato allo scoperto. “Mi sono voltato una volta, ai 300 metri, e ho visto che il gruppo era lontano. Ce l’ho fatta, ho pensato con tutta la mia pelle. Mi sono voltato una seconda volta, ai 60 metri, e ho visto che il gruppo mi era addosso. Ho fatto appena in tempo a ricominciare a pedalare per salvare la vittoria”. Corioni ha preceduto Andrea Guardini, Roberto Ferrari, Matteo Pelucchi e Sacha Modolo, cioè il meglio – con Manuel Belletti – della velocità italiana, cioè il dopo-Petacchi, cioè fibre rapide, ruote veloci, frecce tricolori. Grazie all’abbuono, la maglia di leader è passata da Emanuele Sella a Ferrari, ma è restata in famiglia Androni. Il resto – maglia a punti a Belletti, maglia dei giovani a Diego Ulissi, maglia dei gran premi della montagna a Luca Fioretti – immutato.

Corioni, felice — “Non vincevo dal 2005, tappa della Settimana Catalana. E anche quella era la mia quinta corsa della stagione. Ho 28 anni, sette da professionista, cinque squadre, due vittorie. Mai stato un velocista, ma forse dopo quella prima vittoria si era pensato che lo fossi, ci ho quasi creduto anch’io, invece anche da giovane ero un corridore così, dovevo improvvisare, inventare, anticipare. E’ questione di un attimo: come per un velocista, che in un attimo deve decidere se buttarsi a destra o a sinistra, così in un attimo un ’finisseur’ deve scegliere se scattare, attaccare, rischiare. Gambe, coraggio, fantasia. Un ruolo tanto difficile quanto affascinante: e se valorizzato, diventa ancora più affascinante. Dopo questa Coppi e Bartali, andremo in Belgio, poi spero di partecipare al Giro d’Italia. Strano ma vero: è l’unica corsa che mi manca. Due Tour e tre Vuelta, Down Under in Australia, la classica di Filadelfia, il Giro del Giappone, ma mai quello d’Italia”.

Guardini, dispiaciuto — “Il mio compagno giapponese Takashi Miyazawa ha fatto un grandissimo lavoro, ma a un chilometro e mezzo dall’arrivo sono rimasto senza compagni. Mi è mancato quell’uomo in più per chiudere sul buco. Quando Corioni e Chtioui se ne sono andati, noi davanti ci siamo guardati. A quel punto ho provato a fare una volata di rimonta, partendo da lontano, ai 250 metri, e per poco non ci riuscivo. Se Corioni non si fosse voltato a guardarci, mentre lui festeggiava braccia al cielo, io lo avrei passato”. Ferrari, fatalista: “Nessuna squadra ha gli uomini per tenere la corsa, così nascono queste volate un po’ confuse e molto incerte. Anche divertenti. La mia squadra ha corso da leader, tenendo la situazione sotto controllo finché c’era la fuga (il norvegese Forbord, lo svizzero Eglin, lo svedese Stevenson, Maggiore e Borchi, dal km 21 fino ai -13, ndr), poi toccava anche agli altri. Siamo un bel gruppo di velocisti: il più esplosivo è Guardini, il più potente Belletti, io sono un uomo da ultimi 50 metri. Esagerando, alla McEwen». Domani arrivo in salita, a Gaggio Montano. Roba da Visconti e Ulissi, da Sella e Serpa, da Pozzovivo e Bertagnolli.

Settimana Coppi e Bartali
Sella scatenato a Gaggio

Emanuele Sella (Androni) ha vinto la 3/a tappa della Settimana internazionale precedendo Pirazzi e Visconti

GAGGIO MONTANO (Bo), 24 marzo 2011 – Era tornato in Sella. Poi era tornato in silla, in gruppo, in corsa, in fuga, sul podio. Adesso è tornato anche alla vittoria. Emanuele Sella ha vinto la terza tappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali. E l’ha vinta da scalatore: in solitudine. E’ evaso dal gruppo dei migliori a una ventina di chilometri dall’arrivo, dopo che si era esaurita una evasione di quattro coraggiosi, Matteo Fedi, Simone Campagnaro, lo statunitense Christian Meier e il colombiano Juan Villegas, partita dal km 45. Sella ha raggiunto due uomini in fuga, Stefano Pirazzi e Adriano Malori, ha continuato con il solo Pirazzi, lo ha staccato e ha proseguito da solo. In un severo anello di 8 km (una discesa con uno strapiombo al 15% e una salita con una rampa di 400 metri al 18%), Sella ha guadagnato in salita e in discesa, e al traguardo si è concesso un piccolo rituale di gesti (prima gli indici sul petto a indicare la maglia della società – l’Androni – che gli ha dato fiducia, poi il pugno sul cuore) e un urlo liberatorio.

Ritratto della felicita’ — Sella, con quel fisico da fantino, sembrerà sempre un ragazzino. Ma ha già i suoi 30 anni, e negli ultimi tre si è guadagnato una maturità che la precedente vita a due ruote gli aveva evitato o alleggerito. Perché lui è quello che nel 2004, l’anno del debutto tra i professionisti, si aggiudicò una tappa del Giro. E’ quello che nel 2005 si è confermato vincendo tappa e classifica al Brixia Tour. E’ quello che nel 2008 è esploso conquistando una tripletta al Giro d’Italia. Ma è anche quello che poi è stato beccato per doping. Ha pagato ed è tornato: nel 2009 vincendo una corsa in Spagna, nel 2010 piazzandosi in Svizzera e in Austria, nel 2011 piazzandosi ancora in Sardegna, e oggi costruendosi una piccola impresa. Sella è il ritratto della felicità: “Alla Classica Sarda mi è saltata la catena mentre lanciavo la volata a due, stavolta non ho voluto rischiare e ho preferito vincere da solo. La verità è che sto bene, mi sento spalleggiato da una squadra forte e unita, e posso fare la mia corsa. Non conoscevo quella salita al 18%, breve ma dura, sono scattato pensando di portare via un gruppettino, invece ho fatto il vuoto. Sono il Lele di sempre, ma cresciuto. Ho imparato la lezione. Adesso sono sereno, deciso, entusiasta. La mattina mi sveglio con la voglia di vivere e sorridere. E non mi creo aspettative troppo forti o obiettivi poco raggiungibili: quello che viene, viene”.

Pirazzi e Visconti — Pirazzi, secondo, è il ritratto dell’onestà: “Sella andava più forte, così considero questo secondo posto più una mezza vittoria che una mezza sconfitta. E’ il migliore piazzamento da quando sono professionista. Strada facendo, ho chiesto a Domenico Pozzovivo, il mio capitano, se avessi potuto provarci. Lui mi ha detto sì, e ci ho provato. Io ci provo spesso, appena posso, quando posso. In salita. Perché abito a Fiuggi e prima di trovare un po’ di pianura, devo farmi 40 km e arrivare a Frosinone”. Giovanni Visconti, terzo, è il ritratto della serietà: “Sono qui per allenarmi, e quello di oggi è stato un bell’allenamento. Mi dicono: corri troppo. Rispondo: non è vero, questa è una corsa di soli cinque giorni, con una grande varietà fra pianura e salita, con una crono individuale e una a squadre. Se fossi venuto qui per vincere, avrei portato una squadra più forte, quella del Giro d’Italia. Ma sono venuto qui per prepararmi all’Amstel, e concludere un ciclo di allenamenti e corse. Poi staccherò per essere in forma al Giro d’Italia”. Diego Ulissi, quarto, è il ritratto della semplicità: “Non mi era possibile tenere il passo di Pirazzi prima, e di Sella poi, quando sono scattati in salita. Ma la condizione è buona, il piazzamento confortante, e domani c’è la crono”. Infatti: domani c’è la crono, a Crevalcore, lunga (o meglio: breve) 14, 3 km. Sella l’affronta con la maglia di leader, Malori con il ruolo di favorito.

Classifica dopo 3 tappe:

1 26 ITA19810109 SELLA Emanuele (ITA) 1981 AND ANDRONI GIOCATTOLI 10:31’32
2 55 ITA19870311 PIRAZZI Stefano (ITA) 1987 COG COLNAGO – CSF INOX 10:32’24 52
3 14 ITA19890715 ULISSI Diego (ITA) G 1989 LAM LAMPRE – ISD 10:32’46 1’14
4 24 VEN19850225 RODRIGUEZ Jackson (VEN) 1985 AND ANDRONI GIOCATTOLI 10:32’54 1’22
5 28 ESP19770413 VICIOSO ARCOS Angel (ESP) 1977 AND ANDRONI GIOCATTOLI 10:32’54 1’22
6 74 BEL19851205 MEERSMAN Gianni (BEL) 1985 FDJ FDJ 10:32’59 1’27
7 25 VEN19820218 RUJANO GUILLEN José (VEN) 1982 AND ANDRONI GIOCATTOLI 10:33’00 1’28
8 51 ITA19821130 POZZOVIVO Domenico (ITA) 1982 COG COLNAGO – CSF INOX 10:33’00 1’28
9 31 ITA19830113 VISCONTI Giovanni (ITA) 1983 FAR FARNESE VINI – NERI SOTTOLI 10:33’02 1’30
10 57 ITA19850707 STORTONI Simone (ITA) 1985 COG COLNAGO – CSF INOX 10:33’07 1’35

Fonte articoli e foto: http://www.gazzetta.it

Fonte classifica: http://www.gsemilia.it

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