Parigi – Roubaix 2011: dopo la Sanremo ed il Fiandre, un altro “outsider” di lusso si aggiudica una Classica Monumento: il belga Vansummeren. Secondo il grande favorito Fabian Cancellara.

Vansummeren in Paradiso, i big all’Inferno

Dopo Sanremo e Fiandre, anche a Roubaix vince uno dei cosiddetti outsider. Non un cosiddetto nome forte, ma Johan Vansummeren, 30 enne belga di Lommel, a Roubaix era giunto 8° nel 2008 e 5° nel 2009. Sul pavè è insomma uno che c’ha sempre saputo fare, su quella della 109ma Roubaix il lungagnone del Team Garmin ha sfruttato al meglio l’occasione che gli si è presentata, figlia dell’esasperato tatticismo e del ‘tutti contro Cancellara’. Come al Fiandre, anche nell’Inferno del Nord è stato questo il motivo dominante della corsa. Ma sulle pietre di Roubaix si è avuta la conferma che il Team Leopard, almeno quello proposto sul pavè a supporto di Cancellara, non è affatto all’altezza del suo leader, parso in grandissime condizioni. Ma quando tutti ti saltano sulle ruote, quando tutti fanno la loro corsa contro di te e te non hai nessuno scudiero cui appoggiarti nei momenti più caldi, vincere diventa una missione impossibile. Scontato che in vista della prossima Campagna del pavè Cancellara chiederà ai suoi capi di operare sul mercato e rafforzare, parecchio il team. Parso il più forte sia nelle Fiandre che nell’Inferno del Nord, Cancellara, un anno fa ambista d’autore (Fiandre-Roubaix), esce invece da questa settimana santa con un pugno di mosche in mano. Pure Hushovd (il più reattivo sulla numerose bordate piazzate dallo svizzerone), che avrebbe di che recriminare ma dovrà invece fare il sorriso di circostanza, perché ad imporsi è stato un suo compagno di squadra. Che, per la cronaca, dopo il successo finale al Giro di Polonia 2007, ottenuto aggiudicandosi per distacco l’ultima tappa, non aveva più vinto nulla.

LA CORSA Non produce scossoni il nuovo temibile pezzo di pavè posto una trentina di km prima dell’Arenberg, la Foresta risulta invece maledetta per Tom Boonen. Il fiammingo fora nel bel mezzo di ‘Dreve des Boules d’Herin’, e prima di che possa ripartire passano un paio di minuti. Generosamente Tornado Tom si butta all’inseguimento ma le sue chance di vittoria sono svanite nella Bolgia dell’Arenberg. Svaniranno poco oltre anche quelle di Pozzato (causa caduta, comunque senza conseguenze). La 109° Roubaix aveva intanto registrato un primo interessante fugone, dentro corridori non proprio da sottovalutare, dal gruppo esce quindi un secondo drappello. Mentre i big si marcano e si controllano, con Cancellara che va via perdendo compagni di squadra. Quando mancano 40 km scarsi all’arrivo, sono 15 i corridori che formano il gruppo di testa e assieme affrontano il settore di Pont Thibault, citiamo Greipel, Elmiger, il vincitore del 97 Guesdon, Roelandts, Cooke, Vansummeren e per l’Italia il bolzanino Quinziato, possibile prezioso successivo punto d’appoggio per Ballan.

E’ sul Pont Thibault che alza voce e apre il gas il favoritissimo Cancellara. Un’azione delle sue, devastante, ma il campione del mondo Hushovd resta incollato alla sua ruota e si riporta presto sotto, reattivissimo nel gettarsi da solo all’inseguimento, proprio Alessandro Ballan. In 5 km i 3, con Cancellara a fare la gran parte del lavoro, rosicchiano molto ai fuggitivi, ai –32 dal Velodrome di Roubaix il ritardo del trenino Cancellara è sceso a 35”, ma passa un altro km e lo svizzerone. stufo di dover tirare sempre e solo lui, si fa da parte a chiede ai 2 compagni d’avventura di collaborare, ovvero se volete corrermi contro a tutti i costi, vincerà qualcun altro ma non uno di noi 3, fa ben intendere con la sua mossa Cancellara. Che va in pratica s spiegarlo anche all’ammiragli Garmin di Hushovd. Rientrano dunque sui 3 ‘litiganti inseguitori’ altri corridori, uno su tutti il pericolassimo Flecha. Il ritardo degli inseguitori, dopo il loro ricompattamento, sale intanto a 1’05” e quindi a 1’40”. A posteriori è stata giusta la passività di Hushovd (considerando chi ha poi vinto), meno comprensibile la mancata collaborazione di Ballan. Aveva sì davanti Quinziato, che si spegnerà però quando esploderà la bagarre.

Nel drappello di testa dei 15 c’è nervosismo e tatticismo. Degenkolb chiede una mano a Vansummeren, che è però uomo di Hushovd e invece di dare il cambio chiede lumi all’ammiraglia, via auricolare. Resta giustamente sempre sulle ruote Qunziato (che ha Ballan davanti), si procede ad andatura irregolare.

Procede invece di nuovo spedito il gruppo inseguitore, con la Garmin che ha deciso di prendere in mano la situazione, ai –22 dal Velodromo il ritardo è già sceso a 45”. In una 109ma Roubaix ancora sul filo. Può spuntarla uno dei 15 di testa ma anche uno dei grandi che stanno più dietro. Vansummeren, Bak e Rast fuoriescono con decisione dal gruppo di testa (-20 km) e si porta su di loro l’olandese Tjallingi. A Camphin en Pevele (il settore che anticipa il terribile e spesso decisivo Carrefour de l’Arbre, i 4 di testa hanno preso il largo sugli altri 11 della fuga, che stanno a 25”. Il gruppo inseguitore entra nel settore con ritardo sempre di 45”.

Tocca quindi ai 2100 metri del micidiale Carrefour, dove forza subito i tempi Vansummeren, cui ben risponde Tjallingi. Hushovd è il primo a muoversi nel gruppo dei pesci grossi, gli risponde con veemenza Cancellara, arriva anche Ballan e l’andatura diventa quella degna di una Roubaix, infernale. Davanti ha intanto fatto il vuoto Vansummeren, dietro riparte a molla un indiavolato Cancellara, subito braccato da Hushovd.

I due sembrano fare il vuoto, ma è pronta la reazione di Ballan e tutti gli altri. Fuori dal Carrefour, Vansummeren ha 24” di margine su Bak e Rast, Cancellara e compagnia sono a 50”. Bel passista qual è Vansummeren tira dritto sino al Velodrome, dove entra con mezzo giro di vantaggio su Bak, Rast, Tjallingi e Cancellara. Rientrato da dietro con una sparata pazzesca, negli ultimi 3 km, proprio lui vince, con grande orgoglio, la volata per il 2° posto, a 19” da Vansummeren. Terzo è Tjallingi. 6° e primo degli italiani, dopo esserci comunque sempre stato, Alessandro Ballan.

2°a Sanremo, 3° nelle Fiandre, 2° a Roubaix. Nelle 3 grandi classiche di stagione che ha corso, Cancellara è sempre stato parte del podio. Ma alla storia passa solo chi vince, dunque Vansummeren in quella della Parigi-Roubaix. L’Inferno si è trasformato per lui in Paradiso. Non si respirerà invece verosimilmente, nelle prossime ore, un clima proprio paradisiaco in casa Leopard Trek.

Fonte articolo e foto: http://www.sportitalia.com

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