Giro del Trentino 2011: nei successi parziali si parla straniero: Kloden, Voeckler e Duarte. Ma la Generale è, ad una tappa dalla fine, guidata dal nostro Scarponi.

Klöden nella crono del Trentino
Malori, che beffa: secondo a 1″

Andreas Klöden ha vinto la prima tappa del Giro del Trentino, cronometro di km 13,4 da Riva del Garda ad Arco di Trento. Al secondo posto Malori, quarto Nibali

Andreas Klöden festeggia sul podio. Bettini
Andreas Klöden festeggia sul podio. Bettini

ARCO (TN), 19 aprile 2011 – Ottantuno centesimi di secondo volati a 52,155 chilometri all’ora equivalgono alla felicità per Andreas Klöden e alla delusione per Adriano Malori. Il tedesco ha vinto la prima tappa – una crono di 13,4 chilometri – del Giro del Trentino e conquistato il primato della breve e prestigiosa corsa, dove tira già aria di Giro d’Italia. E l’atleta di Traversetolo ha confermato il talento nelle prove contro il tempo, sfiorando un successo, il secondo dopo la vittoria alla Settimana internazionale Coppi e Bartali, ma con una schiera di avversari più nobili. Percorso piatto, una decina di curve ampie, vento contrario solo all’inizio, poi in poppa o laterale, al sole e al caldo. All’intermedio il tempo migliore spettava a Klöden e al russo Mikhail Ignatyev, con Malori, partito con un minimo di prudenza, staccato di 12″. Alla fine il migliore tempo, detenuto a lungo da Alessandro De Marchi, poi dal portoghese Tiago Machado, è stato strappato da Malori, andato fortissimo nella seconda parte, prima di cederlo a Klöden. Vincenzo Nibali è stato ottimo quarto a 10″ da Klöden, Luca Ascani si conferma specialista con il quinto posto a 11″, Alessandro Ballan si è impegnato profondamente con il nono posto a 25″ e sorprendente è stato Domenico Pozzovivo, tredicesimo a 27″, a pari tempo con Michele Scarponi e addirittura meglio del ceco Roman Kreuziger.

Le dichiarazioni — Klöden, orgoglioso: “Forse solo nel 2000 sono andato così forte come quest’anno. Merito di un inverno tranquillo, della buona salute e degli allenamenti giusti. Cercherò di difendere la maglia di leader. Non conosco le salite, le ho viste soltanto sulla guida della corsa, l’altimetria dice che saranno dure, a occhio quella di giovedì potrebbe risultare decisiva”. Malori, onesto: “Dispiacere sì, rabbia no. Ho perso, e di pochissimo, con un campione. E con la consapevolezza di avere fatto tutto quello che dovevo: la preparazione, la concentrazione, l’inizio un po’ faticoso per trovare il ritmo, poi ho dato tutto, non posso neanche dire che ho sbagliato una curva, e sono arrivato con la sensazione che, più di così, non avrei potuto fare”. Nibali, convinto: “Considerando che non correvo dalla Milano-Sanremo e che venivo da tanti giorni di allenamento in salita in quota, e che dunque mancavo di ritmo, devo dire che è stata una crono buona, anzi, ottima. E’ il segno che ho lavorato bene. Adesso è vero che ho un gruzzolo di secondi di vantaggio sugli altri, ma non voglio diventare matto per vincere la corsa. Se capiterà l’occasione, ci proverò, come ho fatto nel 2008″. Domani la seconda tappa, Dro-Ledro Bezzecca, 184 chilometri, con tre salite, la prima quella di Vigolo Vattaro dopo una cinquantina di chilometri, la seconda quella di Montagnaga dopo quasi 80, la terza è quella finale di Ledro, 12,5 chilometri al 4,5% medio, prima che la strada si trasformi in un falsopiano da volata, vittoria e storia.

Ordine d’arrivo cronometro: 1. Andreas KLÖDEN (Ger, Radioshack) km 13,4 in 15’24”, media km/h 52,155; 2. Adriano Malori (Ita) a 1″; 3. Tiago Machado (Por) a 8″; 4. Nibali (Ita) a 10″; 5. Ascani (Ita) a 11″; 6. De Marchi (Ita) a 16″; 7. Zwizanski (Usa) a 21″; 8. Schumacher (Ger) a 23″; 9. Ballan (Ita) a 25″; 10. Popovych (Ucr) a 25″; 12. Scarponi (Ita) a 27″; 13. Pozzovivo (Ita) a 27″.

Trentino, Scarponi leader
A Voeckler la 2ª tappa

L’azzurro della Lampre-Isd è battuto in volata dal francese, ma stacca NIbali e gli altri rivali conquistando la maglia di leader. “Una bella premessa in vista del Giro”. Giovedì altra tappa impegnativa

L'azione in salita di Michele Scarponi, 31 anni, e Thomas Voeckler. Bettini
L’azione in salita di Michele Scarponi, 31 anni, e Thomas Voeckler. Bettini

TRENTO, 20 aprile 2011 – Nel giorno di Thomas Voeckler, Michele Scarponi batte Vincenzo Nibali. Tutto è successo a 9 chilometri dall’arrivo, quando la strada saliva da Riva del Garda a Molina di Ledro. Mentre si scioglieva la banda dei quattro (l’abruzzese Torosantucci, il lombardo De Maria, l’ucraino Zagorodny e il francese Krivtsov), prima scattava Wegelius, poi Masciarelli (Francesco, il più giovane e scalatore dei tre fratelli) e Pirazzi (il più attaccante, in assoluto). Marzano riportava il gruppo sotto. In quel momento “sfiammava” Voeckler, gli rispondeva Scarponi, e i due se ne andavano – d’amore forse no, ma d’accordo certamente sì – fino al traguardo. Dietro si organizzavano per inseguirli, prima la Colnago-Csf di Pozzovivo, poi la Liquigas di Nibali, ma invano. Il vantaggio di una quindicina di secondi sul gran premio della montagna, a 5 chilometri dall’arrivo, si dilatava fino a 30″, infine si fissava a 25″.

TUTTI CONTENTI, VILA NO — Tappa a Voeckler, maglia a Scarponi, e ospedale (clavicola fratturata) per il basco Patxi Vila, centrato da un’ammiraglia. Voeckler, 32 anni in giugno, campione di Francia: “Avevo studiato il finale sulla mappa, ero in testa al gruppo per cogliere il momento buono, ma il gruppo era ancora numeroso e così ho attaccato. Nessuno mi è venuto dietro. Poi mi sono girato e ho intravisto Scarponi, allora ho rallentato e l’ho aspettato, e siamo andati via insieme. Lui tirava per la classifica, io mi sono risparmiato per la volata. Questa è la quarta vittoria stagionale: un po’ per l’esperienza, un po’ per la maturità, un po’ anche perché sono l’unico leader della squadra, rendo più degli anni scorsi. Che poi significa: trovarsi al posto giusto nel momento giusto, e con le gambe giuste. E siccome la mia squadra non è stata invitata né alla Freccia Vallone né alla Liegi, il Giro del Trentino è diventato uno dei miei obiettivi. Qualcosa di italiano ce l’ho anch’io: la bici. E’ una Colnago. Quando ero piccolo, la Colnago era la bici dei campioni. E siccome amo la storia della bicicletta e del ciclismo, corro su una Colnago più per passione che per business”. Scarponi, 32 anni in settembre: “A una trentina di chilometri dall’arrivo mi sono affiancato a Voeckler e gli ho detto: ’Oggi vinci tu’. Lui pensava che scherzassi, invece ne ero convinto. Così, sapendo che avrebbe vinto lui, ho cercato di rispondere al suo attacco. Sapevo che gli ultimi 5 chilometri erano pianeggianti, così sarebbe stato sufficiente un po’ di vantaggio in salita per tenerlo fino al traguardo. Ho attaccato nel momento in cui gli altri mi sembravano ’al gancio’. Una bella conferma della mia condizione, una bella premessa per il mio Giro d’Italia. Domani potrebbe essere la tappa più dura. E questa maglia di leader non la voglio regalare”. Domani, appunto: la terza delle quattro tappe, Ledro Molina-Fai della Paganella, tre gran premi della montagna compreso quello sull’arrivo, a quota 1000 dopo 170 km.

Trentino, Duarte a Fai della Paganella
Scarponi 3° si conferma leader

Il colombiano Fabio Duarte (Geox) ha vinto la 3/a tappa del Giro del Trentino battendo Machado e Scarponi. Nibali a 1’26”

La vittoria di Duarte a Fai della Paganella. Bettini
La vittoria di Duarte a Fai della Paganella. Bettini

FAI DELLA PAGANELLA (Tn) 21 aprile 2011 – Dieci chilometri e 700 metri al 7-8%. Strada larga, vento contro. Salita dura, finale, decisiva. Senza sconti. Ha vinto Fabio Duarte, colombiano, davanti a Tiago Machado, portoghese, e a Michele Scarponi. Poi altri quattro scalatori: lo svizzero Steve Morabito, il croato Robert Kiserlovski, Domenico Pozzovivo e il venezuelano José Rujano. Staccati, Vincenzo Nibali a 1’26″ e Roman Kreuziger a 1’41″. In difficoltà Stefano Garzelli a 5’57″. E da Molina di Ledro non era partito il tedesco Andrea Kloeden. In classifica Scarponi mantiene il primato, ma adesso Machado lo insidia a soli 7″.

La cronaca — Era la tappa-regina del Giro del Trentino, 170 chilometri, tre gran premi della montagna. Una fuga nata dopo una ventina di chilometri elegge a eroi il francese Anthony Charteau, il polacco Adrian Honkisz e Stefano Borchi. Massimo vantaggio 6’20″, poi la reazione del gruppo. Ad Andalo Honkisz precede Borchi, sul primo passaggio a Fai della Paganella Honkisz stacca Charteau, il gruppo li inghiottisce in discesa, e da quel momento è battaglia. Federico Rocchetti comincia la salita finale con una ventina di secondi di vantaggio, poi scatta Valerio Agnoli, quindi Rujano, su cui si riporta Stefano Pirazzi. Intanto Nibali molla quel poco per non andare fuorigiri. Più avanti Pirazzi rompe la bici. Davanti attaccano, a turno, Machado, Pozzovivo e Scarponi. Ai -500 Duarte salta sui pedali, si porta in testa e non la lascerà più. Fra Machado e Scarponi c’è un buco, calcolato in 3″.

“A 6 chilometri dall’arrivo ho preferito continuare con il mio passo per non bruciarmi le gambe – dice Nibali, che ha chiuso a 1’26” dal vincitore -. Sto seguendo il mio programma di avvicinamento al Giro, e va tutto bene. Mi manca un po’ il ritmo di gara, ma lo sapevo, era previsto, non mi sorprende”

Le dichiarazioni — Duarte, timido: “La prima volta che ho provato a passare professionista, soffrivo di nostalgia e sono dovuto tornare a casa. Riqualificato dilettante, ho vinto il Mondiale 2008 per Under 23 a Varese. Adesso faccio il gregario di Sastre e Menchov per imparare come si fa a vincere. E da loro gregario sarò anche al Giro d’Italia. Mi sento forte nelle salite più dure, e in volata me la cavo. Il mio sogno è uguale a quello di tutti gli altri corridori: poter vincere il Giro o il Tour o la Vuelta”. Scarponi, sicuro: “E’ stata una tappa calda e dura, nel finale ho attaccato e mi sono difeso, e non ho sprintato perché non avevo più gambe. Sto bene, ma non sono al massimo. Non credo che chi va forte qui, andrà piano al Giro, né che chi va piano qui, andrà forte al Giro. Insomma, se alludete a Nibali, starà seguendo il suo tipo di preparazione, così come io seguo il mio, e tutti e due convinti che, secondo le nostre caratteristiche, sia quello ideale. Manca soltanto una tappa, mi basterà controllare Machado per vincere la classifica cui, dopo il secondo posto nel 2007 e il quarto del 2010, tengo molto”. Nibali, tranquillo: “A 6 chilometri dall’arrivo ho preferito continuare con il mio passo per non bruciarmi le gambe. Sto seguendo il mio programma di avvicinamento al Giro, e va tutto bene. Mi manca un po’ il ritmo di gara, ma lo sapevo, era previsto, non mi sorprende. Scarponi mi ha staccato due volte in due tappe? Siete voi giornalisti che create il dualismo. Non era il Giro del Trentino il mio obiettivo”. Domani quarta e ultima tappa, da Andalo a Madonna di Campiglio, 161,5 chilometri, con cinque salite di cui tre classificate come gran premi della montagna, e lo stesso arrivo in cui Marco Pantani conquistò la vittoria di tappa al Giro d’Italia 1999 prima di essere fermato e sospeso. Fu la caduta di un dio.

Classifica dopo tre tappe:

1 11 ITA19790925 SCARPONI Michele (ITA) 1979 LAM LAMPRE – ISD 9:44’40
2 44 POR19851018 MACHADO Tiago (POR) 1985 RSH TEAM RADIOSHACK 9:44’47 7
3 171 ITA19830629 ASCANI Luca (ITA) 1983 DAN D’ANGELO & ANTENUCCI – NIPPO 9:45’13 33
4 56 SUI19830130 MORABITO Steve (SUI) 1983 BMC BMC RACING TEAM 9:45’14 34
5 141 ITA19821130 POZZOVIVO Domenico (ITA) 1982 COG COLNAGO – CSF INOX 9:45’15 35
6 25 CRO19860809 KISERLOVSKI Robert (CRO) 1986 AST PRO TEAM ASTANA 9:45’22 42
7 125 CRO19740118 MIHOLJEVIC Vladimir (CRO) 1974 ASA ACQUA & SAPONE 9:45’38 58
8 78 FRA19790622 VOECKLER Thomas (FRA) 1979 EUC TEAM EUROPCAR 9:45’52 1’12
9 8 POL19780302 SZMYD Sylvester (POL) 1978 LIQ LIQUIGAS-CANNONDALE 9:45’54 1’14
10 113 VEN19820218 RUJANO GUILLEN José (VEN) 1982 AND ANDRONI GIOCATTOLI 9:45’58 1’18

Fonte articoli e foto: http://www.gazzetta.it

Fonte classifica: http://www.girodeltrentino.com

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