Campionati Mondiali di Ciclismo su Strada 2011 – Copenaghen (Danimarca), 19-25 Settembre. Azzurri sempre protagonisti tranne (purtroppo) nell’ultimo km. Rossella Ratto 11° tra le Junior Donne dopo essere stata raggiunta agli 800 m dal traguardo, titolo all’inglese Garner. Tra gli Under 23 Azzurri sempre davanti, ma nella volata è delirio francese con Demare (oro) e Petit (argento). Fortin chiude sesto.

Mondiali: Rossella Ratto ripresa all’ultimo km, vince la britannica Garner

di Redazione Sportitalia
pubblicato il 23 Settembre 2011 11:34 in Ciclismo
Articolo letto 53 volte.

Parla britannico la prima delle corse in linea nella rassegna iridata di Copenhagen. In campo junior donne la maglia con i colori dell’arcobaleno si posa sulle spalle della britannica Lucy Garner, che nel risolutivo volatone di 50 atlete precede la belga Druyt e la danese Siggaard. Resta dunque ancora alla quota zero medaglie la spedizione italiana. Prima della nostre, rimasta un pò chiusa nel mischione della volata, è stata Beatrice Bartelloni, giunta 8a.

Ma una della grandi protagoniste della corsa iridata, con ora il rammarico di aver buttato via quantomeno la medaglia d’argento, è stata Rossella Ratto. Partita all’attacco nel corso del penultimo giro e quindi raggiunta dalla tedesca Kroeger, la torinese, anche grazie alla piena collaborazione offerta dalla teutonica, aveva raggiunto un vantaggio di 25″ a 3 km dalla fine. Un pò ingenua sia lei che la tedesca (ma considerata l’età non può essere questa una critica quanto una constatazione) nel cominciare troppo presto le manovre di studio in vista della volata duello che ormai davano per scontata. L’imprroviso rallentamento delle due ha favorito, in extremis, ai 600 metri dalla linea bianca d’arrivo, il ricompattamento. Rossella Ratto chiuderà infine in 11ma piazza.

Nutre ovviamente rammarico a fine corsa Rossella Ratto: “Abbiamo condotto la gara che volevamo fare. Maria Giulia Confalonieri è stata brava nelle fasi iniziali di corsa. Poi, a un giro e mezzo dalla fine, ho attaccato sfruttando un tratto di leggera salita. I punti per fare la differenza erano pochi su questo percorso. Quando ho visto il mio vantaggio, ho creduto di potercela fare. All’ultimo rilevamento, io e la tedesca avevamo ancora 17″ sugli inseguitori. Quando mi sono girata, il gruppo era a dieci metri. Mi hanno superata ai meno 600 metri e ho provato a rilanciare per fare la volata, ma le avversarie arrivavano di slancio e non ce l’ho fatta. Ho recuperato qualche posizione solo nel finale. Peccato, avremmo potuto sfruttare meglio la fuga. Mi aspettavo che Mieke Kroeger collaborasse di più.”

Rammarico anche per Beatrice Bartelloni: “Peccato per Rossella, sembrava potesse farcela. Quando è stata ripresa, non siamo riuscite a impostare la volata come volevamo. Al momento di partire, sono rimasta chiusa sia a sinistra sia a destra”.

Rammarico infine che non nasconde di avvertire anche CT Salvoldi: “E’ mancato forse un pò di coraggio nel finale per vincere una medaglia che era alla nostra portata. Le due atlete davanti hanno favorito il rientro del gruppo; ci stava un rilancio dell’azione. Credo che il rammarico più grande lo viva Rossella”. Le altre azzurre: 20ma Chiara Vannucci, 34ma Maria Giulia Confalonieri, 53ma Dalia Muccioli.

Continua dunque ad essere una rassegna iridata stregata, per noi, quella di Copenhagen. Dalla corsa in linea della junior, sullo stesso tracciato dei pro, un primo in tal senso indizio. Un’azione alla Ratto, a 2 giri dalla fine, sembra avere zero chance di andare in porto per i pro. Una grande azione negli ultimi 2 nevrotici km è un pò più possibile. Si può vincere con una volata lunghissima alla Gilbert, ma azzeccando perfettamente i tempi. Ne può venir fuori un’altra volata maschia con ultimi km da tirar fuori i muscoli e i gomiti, un pò come a Geelong 2010.

Mondiali: uno-due Francia e trionfo di Demare, 6o posto per Fortin

di Redazione Sportitalia
pubblicato il 23 Settembre 2011 17:04 in Ciclismo
Articolo letto 35 volte.

E’ uno dei nostri, Leonardi, a smuovere le acque della corsa in linea riservata agli under 23 (168 km) prendendo presto la via della fuga assieme al brasiliano Manarelli. Una buona idea per costringere le nazioni più importanti a spremere uomini per l’inseguimento. Al km 84, metà corsa con 6 giri ancora da fare, il duo di testa ha un margine di 3′ su Montero e Bederbekov, con il grosso a 4’18”. Sarà questo il massimo vantaggio per Leonardi e Manarelli, che da questo punto in poi vedranno il loro margine inesorabilmente assottigliarsi. Altri 3 giri e quando ne devono essere coperti ancora 3 prima dell’arrivo, la coppia di testa conserva solo mezzo minuto su un gruppo molto numeroso, che si allunga ogni qualvolta si affronta la retta d’arrivo. Che è sicuramente il punto chiave di questo percorso iridato.

Vengono dunque ripresi all’inizio del terzultimo giro Leonardi e Manarelli, mentre l’andatura sta decisamente salendo. Si muove subito un altro dei nostri, il canturino Eugenio Alafaci. Sul quale si portano altri 5 corridori. I 6 transitano all’arrivo (2 giri ancora, per altri 28 km) con 35″ di vantaggio sul gruppo. Collaborano pienamente, ma da dietro il gruppo rinviene. Sul sestetto di testa il primo ad aggiungersi è Cristian Delle Stelle (a circa 17 km dalla fine, con 3 km prima del nuovo passaggio sulla rampa d’arrivo). Ma poco oltre ecco l’intero plotone chiudere sulla testa della corsa. Al suono della campana dell’ultimo giro situazione dunque di gruppo compatto. Boem allunga sullo strappetto di inizio giro ma senza successo. Il passo del gruppo diventa vertiginoso, la fila si allunga. Boem, Delle Stelle, Colbrelli e Fortin i 4 azzurri che stazionano nella parte alta del gruppo. Dove, spalleggiato da 3 compagni, sta anche il favorito numero 1 della vigilia, l’australiano Hepburn.

Una caduta spezza però il plotone dopo una secca curva ai -5 km dall’arrivo, caduta che si verifica comunque nelle retrovie. Circa 30 i corridori che restano tagliati fuori. Nessuno dei cosiddetti big cade dunque in trappola. Nicola Boem si mette in testa al gruppo quando cominciano gli ultimi 3 km, ed è un lotta furibonda, anche di gomiti, per tenere le posizioni di testa.

Finisce tutto in volata, sulla temibile rampa d’arrivo. Una volata di forza, che vede Fortin piantarsi negli ultimi metri e chiudere 6o. La vittoria, con annessa maglia iridata, va al francese Arnaud Demare. Un altro galletto, Petit, conquista la medaglia d’argento. Il bronzo la britannico Penn. da rilevare la velocità media dell’ultimo giro, vicinissima ai 50 km orari. I professionisti potrebbero dunque tenere, nell’infuocata tornata conclusiva, una media attorno ai 51 !

Classe 91, al 2o anno da under 23, Demare riporta dunque la Francia a segno mondiale negli under 23 2 anni dopo Sicard (in quel di Mendrisio). Velocista di talento e di forza, Demare ha iniziato, dall’agosto, come stagiaire alla Fdjeux ad assaggiare il professionismo. E dal 2012 con la Fdjeux proseguirà, con contratto biennale.

E’ schietto e deluso a fine gara Filippo Fortin, il nostro uomo di punta che si è giocato, senza successo, la sua grande chance. “Mi spiace non aver portato a casa almeno la medaglia. Posso solo ringraziare la squadra. che ha fatto tutto quello che doveva.. Nel finale ero al posto giusto, sulla ruota di Demare, ma ho messo un rapporto troppo duro. Peccato, si poteva fare qualcosa in più”.

Italbici chiude dunque la prima giornata riservata alle prove in linea con un 8o e un 6o posto. Della medaglia neppure l’ombra.

Fonte articoli e foto: www.sportitalia.com

Medagliere dopo 7 prove:

Australia  2 0 2

Germania 2 0 1

Gran Bretagna 1 2 2

Danimarca 1 1 1

Francia 1 1 0

Nuova Zelanda 0 2 0

Belgio 0 1 0

Svizzera 0 0 1

 

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