Il TAS ha deciso. Contador squalificato (con sentenza retroattiva) per due anni. Perde il Tour 2010 (che va ad Andy Schleck) ed il Giro 2011 (che va a Michele Scarponi) e salterà sia il Tour 2012 che le Olimpiadi. Può tornare a gareggiare dal 6 Agosto. Tutto per cinquanta picogrammi di clembuterolo…………

IL COMMENTO. Contador e il potere di far crollare tutto

Ci sono voluti 530 giorni prima di arrivare ad una sentenza che non
placherà certamente le polemiche e lascerà aperta ogni valutazione del
caso.
Contador angelo, Contador diavolo. Contador genio del male o vittima
sacrificale di uno sport che sull’altare pone sempre i propri simboli
più belli. Una cosa è certa, il ciclismo ancora una volta si è fatto
del male, molto male. Alberto Contador, fuoriclasse del ciclismo
mondiale, il signore dei Grandi Giri (tre Tour, ora ridotti a due, due
Giri, ora ridotto a uno e una Vuelta), fermato per due anni per una
positività carica di sospetti e dubbi infinitesimali, quanto i
picogrammi di clenbuterolo rinvenuti nelle urine del fuoriclasse di
Pinto, paga anche per colpe non sue: come troppo spesso sta accadendo
nel ciclismo.
Il ciclismo ne esce male, e con esso il Governo della bicicletta
(l’Uci) che ha accettato di far correre fino a ieri il fuoriclasse
madrileno, senza sospenderlo preventivamente (come per esempio accaduto
per Riccardo Riccò, ndr), facendolo vincere in lungo e in largo e ora,
con un colpo di spugna su una lavagna, cancella tutto o quasi come se
niente fosse. Il ciclismo è anche questo: per archiviare un risultato
sportivo bisogna aspettare la prescrizione (otto anni per la giustizia
sportiva): questo non è più tollerabile. Ha ragione Eddy Merckx che ha
commentato la sentenza dal Qatar: «Qualcuno vuole far morire questo
sport».
Alberto Contador è stato ritenuto colpevole. Per lui due anni di
squalifica con annessa perdita delle vittorie più importanti, Tour 2010
(che passa a Andy Schleck) e Giro 2011 (che passa a Michele
Scarponi). Il 28 enne fuoriclasse spagnolo è stato quindi sospeso fino
al prossimo 5 agosto e non potrà quindi partecipare neppure al Tour
2012 (che comincia il 30 giugno, partenza da Liegi) e ai Giochi
Olimpici di Londra. Ieri il suo ultimo giorno di competizione, prima
dello stop, alla Challenge Maiorca (98°) prima di rientrare a Pinto,
dove vive da sempre, alla periferia di Madrid.
Pizzicato il 21 luglio 2010, dopo il secondo giorno di riposo al
Tour de France, Alberto Contador si dichiarò subito estraneo a
qualsiasi accusa. Nel suo sangue furono trovati 50 picogrammi/ml di
clenbuterolo (0,00000000005), il corridore si difese parlando di carne
portata dai Paesi Baschi da un suo amico (negozio di Irun, ndr) e
secondo lui contaminata.
L’Uci lo sospende il 24 agosto, ma solo il 30 settembre
annuncia la positività. Il 26 gennaio 2011 la Disciplinare spagnola
propone uno stop di un anno, ma il 15 febbraio la Federciclo nazionale
decide per l’assoluzione. Il 24 marzo 2011 l’Uci fa ricorso al Tas,
seguito una settimana dopo dalla Wada.
E’ stata una sfida legale estenuante, troppo lunga
per essere considerata giustizia sportiva. Una battaglia legale senza
precedenti nel mondo dello sport. Una schiera di avvocati e superperiti
ingaggiati dal fuoriclasse spagnolo per cercare di smontare il teorema
di colpevolezza sostenuto invece dal governo mondiale della bicicletta
(Uci) e dall’agenziale mondiale dell’antidoping (Wada).
Ma il punto centrale della vicenda – racchiusa in
quasi 4000 pagine di dossier – era stabilire se la positività al
clenbuterolo fosse riconducibile all’assunzione di una bistecca di
carne contaminata, come ha sempre sostenuto il corridore e la difesa, o
come ha sempre sospettato l’Uci e la Wada, che tale positività fosse
piuttosto legata alla reinfusione di sangue precedentemente trattato
con clenbuterolo e preparato in un periodo di allenamento. Ad
avvalorare questa tesi l’esame dei cosiddetti “plasticizer” (ftalati),
residui plastici rilasciati nel sangue dalle sacche usate per i
prelievi. In poche parole gli esperti del laboratorio di Colonia, dove
fu verificata la positività del corridore, sostennero che quella
polvere di plastica nel sangue altro non era che la prova provata che
il corridore aveva fatto ricorso ad una reinfusione di sangue. Questo,
però, nella sentenza del Tas non viene detto a chiare lettere. A chiare
lettere però il corridore spagnolo viene ritenuto colpevole, e per
questo sospeso fino al prossimo 5 agosto e privato di un Tour, di un
Giro e di tutte le vittorie che ha ottenuto in questo anno e mezzo.
Una brutta storia, con un pessimo epilogo. Una
brutta storia, scritta malamente anche da chi avrebbe il dovere di
tutelare il nostro sport (l’Uci) e non mandarlo al macello (visto che
si parla di carne). Poca chiarezza, molta approssimazione, qualche
sospetto: come quello di punire Contador, corridore diretto da Bjarne
Riis (vincitore del Tour ’96 e reo confesso, ndr) e quest’ulitmo oggi
team manager del corridore spagnolo alla Saxo Bank, che da un anno è
una delle teste pensanti impegnato a costruire e varare una nuova
struttura professionistica assieme ad altri nove suoi colleghi di
altrettante squadre di World Tour (la massima serie del ciclismo, ndr).
L’obiettivo è chiaro: smarcarsi dall’Uci e creare un circuito
alternativo, indipendente, capace di vendere il prodotto ciclismo senza
chiedere permesso a nessuno: «Il ciclismo lo facciamo noi e noi
dobbiamo essere i padroni di un circuito che può essere meglio gestito
e meglio venduto», dicono all’unisono i dissidenti. Poco tempo fa il
presidente dell’Uci, l’irlandese Pat Mc Quaid, aveva detto: «Ci sono
manager che pensano di essere Bernie Ecclestone…». Con la sentenza del
Tas di oggi, almeno uno dei manager è stato sonoramente battuto. Gli
altri perlomeno avvertiti. Questa non è soltanto una lotta al doping
fatta di carne e tracce di ftalati, ma di potere. Il potere anche di
far crollare tutto.

Pier Augusto Stagi per www.linkiesta.it
Fonte articolo e foto : http://www.tuttobiciweb.it
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