Monviso – Venezia 2012: Corsa a Nibali, che si aggiudica anche la quarta tappa con l’arrivo sul Passo della Bocchetta. A Merate la zampata di Gatto, che oramai vede l’Azzurro della Nazionale mentre a Frabosa Soprana si impone Betancur.

MONVISOVENEZIA. Gatto supera Nibali che diventa leader
Trent’anni fa la fucilata di Goodwood, di Giuseppe Saronni. Oggi, la zampata di Oscar Gatto, a Merate. Non è il Mondiale, ma la vittoria dell’alfiere della Farnese-Selle Italia nella 3^ tappa del Padania è un segno, una prova, un messaggio diretto al CT Paolo Bettini. Al termine della frazione più lunga del Padania, su di un percorso da classica per fondisti, il veneto di Caselle d’Altivole (Tv) ha fatto la differenza sul tramponino finale a 3,5 km dall’arrivo. Un muro di 900 metri al 12%. Solo Nibali ha tenuto il ritmo del felino giallo-fluo, mentre anche il tricolore Pellizotti ha alzato bandiera bianca. Sul traguardo, sotto una pioggia autunnale, Gatto ha tirato fuori gli artigli mettendo a segno la Zampata di Merate davanti a Vincenzo Nibali. Altra vittima illustre dopo Alberto Contador (Saxo Bank) nell’arrivo di Tropea, Giro d’Italia 2011. Lo Squalo della Liquigas-Cannondale si consola con la maglia blu di leader della corsa. Terzo posto per un ottimo Riccardo Chiarini (Androni-Venezuela).

Per Oscarito Gatto è la seconda affermazione stagionale, a pochi giorni dal successo ottenuto alla Coppa Placci-Giro del Veneto. Due graffi ravvicinati, per vestire la maglia azzurra ai prossimi Mondiali di Valkenburg.

MONVISOVENEZIA. Nibali finalmente primo sulla Bocchetta

Le stradine liguri sono strette, sinuose, nervose. Un continuo destra sinistra, innumerevoli curve che si inerpicano sulle colline a picco sul mare. Il Passo della Bocchetta è una di queste colline, 772 metri sul livello del mare, sulla cima della quale si arriva dopo essersi arrampicati per 8 km circa, faticando sulle rampe che fanno segnare una media del 7,7% con picchi del 19%. Nibali in queste terre deve aver trovato un pò della propria Sicilia. Lo squalo di Messina ha staccato tutti i propri avversari, tra due ali di folla che pronunciavano festante il suo nome. All’arrivo una festa, uno stadio a cielo aperto, con striscioni, cartelli, lenuzola colorate. E’ esplosa la Nibali-mania al Padania. Il dominatore della corsa e padrone della Bocchetta ha alzato le braccia al cielo sull’Appennino ligure, davanti a Rebellin (Meridiana) e Durasek (Adria Mobil).

SI SALE – Alla partenza di Lazzate un solo pensiero: il Passo della Bocchetta. La prima salita, il primo test, il momento della verità per ogni corridore, quando i nodi vengono al pettine e non ci si può più nascondere. Il gruppo nella prima fase di corsa ha preso tempo, gestendo le forze, lasciando spazio ad una n fuga di sette corridori: Laganà (Utensilnord), Busato (Team Idea), Matysiak (CCC Polsat), Schnaidt (Specialized), Mertens (Topsport), Kern (Leopard Trek) e Biondo (Meridiana). Collaborazione e cuore però non sono bastati, il gruppo ha fatto bene i propri conti, e dopo aver concesso un vantaggio massimo di circa 7′, ha rimesso al guinzaglio i fuggitivi. Ultimo a dire addio ai sogni di gloria Julian Kern (Leopard-Trek), ripreso quando alla vetta mancavano ormai una manciata di chilometri.

Sulla Bocchetta i tenori della salita hanno comunicato a fare la voce grossa, reclamando il palcoscenico. Sulla ripida salita, 8 km al 7,7% di pendenza media con picchi del 19%, l’Androni ha preso in mano le danze, per Sella e Pellizotti. Nibali però ha ben presto rotto gli indugi scombinando i piani degli uomini di Savio. L’allungo violento ha scremato il gruppo, irrigidendo i muscoli degli avversari annegati nell’acido lattico. Il lucano Pozzovivo ed il sempreverde Rebellin i soli a seguire la pinna dello Squalo, con Brambilla a galla per un breve tratto. All’ultimo chilometro la svolta. Un’altra accelerazione, una progressione che ha lasciato a secco polmoni e muscoli degli avversari. Sulla Bocchetta Nibali arriva solo, alza un pugno contro il cielo mentre la folla lo acclama. E’ il re del Padania: maglia blu, ciclamino della classifica a punti e arancione dei GPM. Lo Squalo ha sempre fa me, ma per la corona dovrà sudare anche domani.

LE PAROLE DEL RE – Sulla cima dopo l’arrivo poche parole per il siciliano, come chi sa che non è finita, che c’è ancora un round, che la partita è ancora aperta: “Domani c’è un’altra tappa molto difficile e ci sarà sicuramente da difendersi, un pò come oggi”. Nibali ha attaccato per difendersi, come vuole l’adagio, e per domani il cambio non cambia. Strategia che vince non si cambia: “Se ci sarà la possibilità si attaccherà e vedremo come risponderanno gli avversari”. Da buon siciliano Nibali è di poche parole, ma parla con lo sguardo, e si ricorda dei compagni: “Oggi è stato fatto un gran lavoro dai miei compagni di squadra, li ringrazio”. E da questa cima, a così tanti chilometri dalla sua Sicilia, il pensiero vola veloce verso casa: “Dedico la vittoria alla mia famiglia”.

Domani ultimo atto del Padania 2012. La tappa regina, da Acqui Terme a Fabrosa Soprana, dove si arriverà al termine degli ultimi decisivi 174 km. Il vantaggio di Nibali in classifica è cosa da poco per una tappa in cui si ci si arrampicherà a Prato Nevoso ed ai 1600 metri dell’arrivo. Per quanto visto fino ad ora Nibali è il re del Padania, che attende di sedersi sul trono della corsa della Monviso-Venezia. La sfida però è ancora aperta…

 

MONVISOVENEZIA. Vince Betancur, il Padania ai piedi di Nibali
A Frabosa Soprana se ne intendono di sci e di neve. Fiori all’occhiello della zona, le rinomate stazioni sciistiche, e la scuola di scii che ha allevato i grandi campioni della neve. Dove però c’è una strada che si inerpica fino ad incontrare il cielo, allora c’è spazio anche per il ciclismo. Questo il palcoscenico allestito per l’ultimo atto del Padania 2012. Sul traguardo si è imposto Carlos Alberto Betancur (Acqua&Sapone), giovane e scaltro. Abile e saggio
nel salire col proprio passo verso Prato Nevoso, incosciente e coraggioso nel gettarsi a capofitto in discesa per riprendere i migliori. Infine lo sprint nel cuore di Frabosa: con Betancur a braccia alzate davanti a Rebellin (Meridiana) e Rabottini (Farnese). Con il colombiano esulta Vincenzo Nibali (Liquigas-Cannondale), padrone della corsa, Re della Monviso-Venezia – Il Padania, sedutosi sul proprio trono con addosso la maglia blu di leader della corsa.

TAPPA REGINA – L’ultimo giorno di scuola della Monviso-Venezia Il Padania è scattato in punta di piedi da Acqui Terme. Il gruppo oggi non ha mai scherzato, senza lasciare grande spazio alla fuga che ha tentato di ravvivare la prima fase di gara, animata da Serpa Perez (Androni), Hondo (Lampre-ISD), Napolitano (Acqua&Sapone), Taborre (Acqua&Sapone), Vila Errandone (Utensilnord), Colbrelli (Colnago-CSF), Mazzanti (Farnese), Mugerli (Adria Mobil), Cominelli (Team Idea), Laverde (Coldeportes), Rutkiewitz (CCC), Waeytens (Topsport). Tentativo naufragato proprio alle pendici del Colle del Prel.
I big non si sono nascosti, inaugurando il duello decisivo a colpi di pedale fin dalle prime rampe della lingua di asfalto che porta alla stazione sciistica. Serpa l’ultimo a cedere al rinvenire di Nibali (Liquigas), Atapuma (Colombia-Coldeportes) e del tricolore Pellizotti (Androni), trio che ha fatto boccheggiare anche Pozzovivo, Sella, Rabottini e Betancur, rimasti però attaccati al filo del destino della corsa.
La discesa ha poi rimescolato le carte. Ai piedi delle rampi finali che portavano agli 800 metri di Frabosa Soprana, il gruppetto dei contendenti si è guardato negli occhi: Nibali, Chiarini, Pellizotti, Betancur, Sella, Rabottini, Pozzovivo hanno esitato un secondo di troppo. Atapuma, agile scalatore sudamericano, ha fatto la propria mossa. Una zampata da puma, violenta, ma prematura. Il gruppetto ha rimontato scatto dopo scatto, con continui rilanci. Sul traguardo Betancur, dopo aver gestito le forze a Prato Nevoso ed essere rientrato in discesa, ha beffato il navigato Rebellin ed un Rabottini sempre più in crescita. Vincendo da volpe, da diesel, con saggezza. Per Nibali un finale thrilling, con un salto di catena all’ultimo chilometro che ha rischiato di mettere in dubbio le sorti della maglia blu. Nessuna paura però per lo Squalo, che non si è fatto prendere dal panico e con nervi d’acciaio ha rimediato, prendendosi a Frabosa Sorpana davanti ad una folla festante, il trono del Padania 2012.
LE VOCI DEI PROTAGONISTI – Festa grande in casa Acqua e Sapone per questo successo che rilancia le ambizioni di Carlos Betancur: «Ieri avevo un po’ patito il ritmo dei migliori in salita ma oggi mi sentivo bene, sapevo che la mia condizione era buona ed è andata come volevo. In discesa mi sono messo a ruota di Chiarini, che doveva rientrare per forza perché era in classifica, e poi sono riuscito a riagganciarmi ai primi; quest’anno ho lavorato molto e, gracias a Dios, questoè il risultato. Sono molto contento per quello che ho fatto sino ad ora».
Autentica ovazione, anche sul traguardo di Frabosa Soprana per Vincenzo Nibali (Liquigas Cannondale): «Questo successo è la conferma della mia continuità. Oggi è stata una tappa molto dura, nel finale mi è saltata la catena e non riuscivo a rimetterla su: per fortuna poi tutto è andato a posto e sono riuscito a rimediare – ha confidato lo squalo della Liquigas tirando un sospiro di sollievo -. Un successo è sempre qualcosa di speciale ed è bello vincere una gara come questa che sta crescendo. Qui ho sentito l’entusiasmo delle tante persone che mi hanno tifato».
Per Nibali, ora l’obiettivo è uno solo: «Il Mondiale è sempre molto difficile, una gara di un giorno in cui possono verificarsi tantissime situazioni e ci sono corridori che vanno forte. Vedremo come va. Sarà difficile perché non sono molto veloce  quindi dovrò essere bravo, furbo e sperare in un  giornata buona. Al Tour non è arrivata la vittoria, ma sono comunque contento del 3°posto. Qualcosa di bello l’ho fatto».
Buon secondo posto per Riccardo Chiarini (Androni-Venezuela) apparso in grande ripresa sulle strade del Padania: «Prima di arrivare qua ho lavorato tanto, quasi da tirarmi il collo. La condizione sembra in crescita e vedremo come andrà il finale di stagione. Sono felicissimo per questo risultato e per la squadra che si è aggiudicata la classifica per team».
Sul gradino più basso del podio, il campione italiano Franco Pellizotti (Androni-Venezuela): «Anche oggi ci è mancato poco, questa prima vittoria in maglia tricolore non vuole proprio arrivare, ma la condizione è buona e sono fiducioso in vista dei prossimi appuntamenti. Oggi nel finale ho attaccato e speravo di riuscire ad andare via con Nibali. Avevo parlato con Sella per cercare di vincere la tappa, ma era difficile».
A chiusura del Padania 2012, lunga lista di ringraziamenti anche per Michelino Davico, presidente della ASD Monviso-Venezia «L’anno scorso eravamo arrivati a Montecchio, quest’anno a Frabosa Soprana e sono cambiate tante cose, dimostrazione che abbiamo seriamente, per lo sport e per questi ragazzi straordinari. Il resto sono solo polemiche e battute che non ci interessano – ha sottolineato Davico che ha aggiunto – Questo è il momento di fare squadra: le difficoltà economiche non ci aiutano ma nel ciclismo dobbiamo lavorare tutti insieme nella stessa direzione per assicurare un futuro a questo sport. Lo staff del GS Emilia, Vegni, Bettini, Di Rocco, gli altri organizzatori, gli sponsor, i media: voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno seguito e sostenuto in questa avventura».

Classifica Monviso-Venezia 2012:
Classifica finale
1 Vincenzo NIBALI Italy LIQ 22:33:52
2 Riccardo CHIARINI Italy AND 40
3 Franco PELLIZOTTI Italy AND 44
4 Domenico POZZOVIVO Italy COG 46
5 Davide REBELLIN Italy MKT +1:18
6 Emanuele SELLA Italy AND +1:21
7 Matteo RABOTTINI Italy FAR +1:29
8 Carlos Alberto BETANCUR GOMEZ Colombia ASA +2:00
9 Kristijan DURASEK Croatia ADR +2:14
10 Darwin ATAPUMA HURTADO Colombia COL +2:48
Fonte articoli, foto e classifica: http://www.tuttobiciweb.it
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