Cancellati i 7 Tour di Armstrong.

L’UCI CANCELLA LANCE ARMSTRONG
Lance Armstrong cancellato. Via i sette Tour, via i risultati, via tutto. L’Uci ha deciso di accogliere tutte le sentenze della Usada e non ricorrerà in appello al Tas.

Quella che vi proponiamo, è la cronaca diretta dalla conferenza stampa tenuta oggi da Pat McQuaid a Ginevra sul caso Armstrong.

13.00 Sono tante le domande a cui quest’oggi a Ginevra devono rispondere i vertici del ciclismo mondiale.

13.03 Al tavolo della conferenza con il presidente UCI il consulente medico Mario Zorzoli, la responsabile dell’antidoping Francesca Rossi, l’avvocato Philippe Verbiest e l’addetto stampa
Enrico Carpani.

13.05 Pat Mcquaid ringrazia l’USADA per il suo lavoro e conferma che l’UCI non vuole nascondere nulla riguardo a quanto emerso.

13.06 Il ciclismo per avere un futuro deve affrontare questa situazione, il punto più basso raggiunto dal nostro movimento. Episodi del genere non dovranno mai più ripetersi. L’Uci decide di accogliere in toto le sanzioni della Usada e toglie a Lance Armstrong tutti i suoi titoli. «Non c’è spazio per Lance Armstrong nel ciclismo» ripete McQuaid.

13.07 Viene dato il via alle domande dei giornalisti presenti. A seguire le risposte del presidente Mcquaid…

13.08 L’UCI ha analizzato il report USADA e sta aspettando le informazioni dalla Procura di Padova e da altre inchieste in corso. Non c’è più posto nel nostro mondo per Lance Armstrong, il messaggio che oggi voglio mandare è che comunque il ciclismo ha un futuro.

13.09 Il ciclismo è cambiato, la cultura nel gruppo è diversa rispetto al passato basti pensare alle dichiarazioni di questi giorni di campioni come Wiggins e Gilbert. C’è ancora molto da fare, ma non ho alcuna intenzione da dimettermi dal ruolo di presidente dell’UCI.

13.10 L’UCI ha sì una responsabilità in questa vicenda, ma all’epoca degli eventi non avevamo strumenti come quelli di cui disponiamo oggi. Altrimenti tutto questo non sarebbe accaduto. Non siamo poliziotti, ma con il cambiamento del codice WADA e il passaporto biologico oggi possiamo lottare meglio contro il doping.

13.11 Il ciclismo resta uno degli sport che più lotta contro questa piaga, dentro e fuori la competizione. Atleti, squadre, organizzatori e tutte le componenti oramai sono unite e finanziano l’antidoping. Tutti assieme dobbiamo ripartire più uniti che mai.

13.12 L’UCI e io dobbiamo solo chiedere scusa per non avere scovato chi barava e protetto come dovevamo gli atleti puliti.

13.14 Anche i test dell’USADA negli anni in cui Armstrong e i suoi compagni correvano sono risultati negativi. L’assistenza federale e della polizia è stata fondamentale per far venire a galla la verità. L’aiuto della polizia è indispensabile per la lotta al doping.

13.16 Sono stato male leggendo le dichiarazioni dei corridori, soprattutto la testimonianza di Zabriskie.

13.18 Il prossimo venerdì decideremo i provvedimenti su Lance Armstrong, l’eventuale assegnazione dei suoi Tour e su tutte le persone coinvolte in questa bufera. Dovremo riflettere anche sui premi ma questa decisione non può prenderla l’UCI da sola.

13.19 Nel report USADA non si parla di Verbruggen, non c’è nessuna accusa nei suoi confronti.

13.20 Il ciclismo deve dimenticare Lance Armstrong, nel nostro mondo non c’è più posto per lui.

13.21 Come fa il ciclismo ad andare avanti con così tanti atleti importanti coinvolti in faccende di doping? Ci sono pareri divergenti al riguardo, secondo me chi ha sbagliato può comunque avere un ruolo importante per lo sviluppo del nostro sport perchè certi errori non vengano più commessi.

13.23 Tutto quello che ha dichiarato Floyd Landis è stato indagato dall’UCI e confermiamo che non è assolutamente vero che l’UCI abbia coperto un test positivo di Lance Armstrong nel 2001. Anche perché non ci sono test positivi di Amstrong, non ce ne sono mai stati.

13.25 Per questo l’UCI proseguirà nell’azione legale contro il giornalista Paul Kimmage, che ci ha diffamato senza prove.

13.26 Qualunque corridore all’epoca fosse sospetto, come Tyler Hamilton che di questi tempi sta facendo molto scalpore con le sue dichiarazioni, è stato chiamato nei nostri uffici e ha negato l’uso di pratiche dopanti. Non avendo prove non potevamo fermarli.

13.28 Non vedo conflitti d’interesse tra la lotta al doping e la promozione del ciclismo attraverso i suoi uomini più rappresentativi. Armstrong era una star ma la sua storia ciclistica si è rivelata essere una bugia. Questo non vuol dire che per paura di essere vicino a campioni come Wiggins, Gilbert o Cavendish oggi non dovrei promuovere le loro figure per diffondere il nostro sport.

13.29 Francesca Rossi risponde a una giornalista cinese che la interpella su una possibile collaborazione futura con USADA: per ora abbiamo degli accordi con alcune agenzie antidoping, l’obiettivo è di allargarli e di rendere sempre più semplice lo scambio di informazioni tra tutti coloro che indagano contro il doping.

13.30 Un collega chiede come si fa a credere ancora all’UCI se non è riuscita a fare chiarezza sul passato. McQuaid risponde ripetendo che tanto è cambiato, basta pensare al numero dei controlli e ai valori degli atleti. Barare oggi è molto più difficile e i ciclisti non vogliono più essere coinvolti in vicende come queste.

13.32 Abbiamo fiducia nei corridori. Questi casi fanno male al ciclismo, basta pensare alla perdita di sponsor importanti come Rabobank ma sono convinto verranno rimpiazzati. Sono certo il nostro sport avrà un futuro attraente per molti, anche per la tv tedesca.

13.33 Non c’è dubbio che non abbiamo mai vissuto una crisi come questa ma la supereremo. Il presidente McQuaid lo conferma citando JF Kennedy: «Scritta in cinese la parola crisi è composta da due ideogrammi: uno rappresenta il pericolo, l’altro l’opportunità» .

13.35 Sette anni fa ammettevo che c’era una cultura doping troppo radicata nel nostro sport, ci vuole tanto tempo per eliminarla ma ci stiamo lavorando e i risultati che stiamo ottenendo ci devono far essere ottimisti. In questo senso ci tiene a ribadire le dichiarazioni di questi giorni di molti atleti.

13.37 Molti corridori appartenenti alla cultura malata del passato ormai hanno chiuso la loro carriera. I campioni di oggi sono credibili.

13.38 Bisogna distinguere le accuse infondate mosse dai giornalisti a me e i miei predecessori da questa vicenda. Non c’entrano nulla.

13.39 Di Armstrong vi ho detto. Su Bruyneel e le altre persone coinvolte non voglio esprimermi fino a che non sarà chiusa questa vicenda.

13.40 Chi è lei – risponde ad un giornalista – per decidere chi può fare parte del mondo del ciclismo e chi no? Persone come Bjarne Riis hanno ammesso i loro sbagli e stanno facendo molto oggi per il ciclismo, Armstrong invece continua a negare davanti all’evidenza.

13.42 Chi ha guadagnato barando e non chiede scusa non merita un posto nel mondo del ciclismo. Per chi ha fatto male al nostro movimento chiedo scusa ai corridori che in quegli anni hanno corso in maniera pulita, con cui oggi mi sento vicino.

13.45 Ogni volta che un corridore risulta positivo stiamo male anche noi. Il presidente McQuaid elenca tutti i casi di positività durante il suo mandato (una lunga fila purtroppo, da cui spiccano molti nomi di atleti italiani, ndr) ma ripete di essere fiducioso che la situazione sia cambiata.

13.47 Conferma la norma che dal giugno 2011 impedisce a chi è risultato positivo a un test antidoping di ricoprire un ruolo nel mondo del ciclismo, norma però che non può essere retroattiva, e dice di aver proposto alla WADA di farla sua a livello globale.

13.50 Punzecchiato dai giornalisti continua a rispondere McQuaid… Era meglio non avessimo accettato soldi da Armstrong, ma continuo a ripetere che questa cosa non ha a che fare con quanto riportato dall’USADA. Non esiste un test positivo di Armstrong, quindi non provate a fare allusioni a una nostra copertura della vicenda!

13.52 Anche oggi se un campione come Boonen, Cancellara o Gilbert volesse contribuire alla lotta antidoping accetteremmo, con modalità diverse però, una sua donazione. Non siamo la FIFA, non abbiamo grandi mezzi, quindi l’aiuto degli atleti non è riprovevole come volete farlo passare (ribadisce indispettito McQuaid, ndr).

13.53 E ancora: vogliamo organizzare un meeting con i team del World Tour della categoria Professional nel prossimo mese di dicembre per discutere le possibili ramificazioni di queste confessioni, vogliamo sentire cosa ne pensano i corridori.

13.54 L’amnistia? Verbeist chiede di avere pazienza per una decisione concreta, il caso è molto delicato e c’è bisogno di tempo per prendere dei provvedimenti al riguardo. La Wada ci ha proposto una sorta di amnistia, che riguardi tutti gli sport, potrebbere essere un’idea.

13.55 Un collega chiede: Se Armstrong fosse qui cosa gli direbbe? McQuaid preferisce non rispondere a questa domanda.

14.00 Si chiude così la conferenza stampa con McQuaid, che ripete la battuta ottimistica con cui aveva iniziato il suo discorso: «Il ciclismo ha un futuro, consideriamo questa crisi come un punto di partenza».

Su twitter i primi commenti sono decisamente negativi: da Oleg Tinkov («McQuaid dovrebbe seguire Lance») al capo redattore centrale de La Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi (McQuaid a sponsor e tifosi: «Il ciclismo ha un futuro. Il cammino comincia da oggi». Già, ma su quali basi?), al corridore francese William Bonnet («Sono loro che hanno barato, ma siamo noi che paghiamo con meno squadre e meno sponsor»).

Fonte  cronaca e foto: http://www.tuttobiciweb.it
Il mio commento al riguardo:
Premesso che non sono mai stato tifoso di Lance Armstrong, anzi tutt’altro, direi, lo stesso (purtroppo ancora) Presidente dell’UCI McQuaid ha affermato che Armstrong non è stato MAI (ribadisco MAI) trovato positivo ad un controllo anti-doping. Quindi delle due l’una

1) Armstrong ha assunto sostanze dopanti però non riscontrabili dai controlli.
2) E’ stato sempre “coperto”.

Ed allora:

Risposta 1): A quel punto due sono gli scenari possibili. O vengono annullate tutte le vittorie tra il 1999 e il 2005 di tutte le corse a tutti, poichè non possiamo sapere se chi ha vinto ha usato sostanze non riscontrabili dai controlli di quegli anni, oppure (ipotesi che preferirei) diciamo: “Ok, il controllo è risultato negativo, il corridore SPORTIVAMENTE PARLANDO è pulito. Poi se ha assunto sostanze che al momento non riusciamo a riscontrare, ne risponderà MORALMENTE davanti alla sua coscienza”

Risposta 2): Se è stato coperto, delle due l’una. Certo non può essere stato coperto dai sassi della Val d’Aosta, quindi i “sospetti” ricadono inevitabilmente sull’ASO e sull’UCI.

Quindi che si faccia chiarezza, ma su tutti. In primis a Ginevra.

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