CIAO ALTEA!!!!!!!!!!! L’ennesima vita spezzata in bicicletta!!!!!!!!!! Il comunicato della FIAB

Non ce l’ha fatta Altea Trini la ciclista 17enne travolta dal Suv

La scout travolta durante una gita con gli amici. Dal racconto dei testimoni sembra che l’auto, che aveva la precedenza, sia sopraggiunta a forte velocità, travolgendo la vittima e trascinandola per 300 metri. Stasera la veglia funebre alla Chiesa di Sant’Alberto

Altea Trini, la ragazza in bici uccisa dal Suv (foto tratta da Facebook)

Altea Trini, la ragazza in bici uccisa dal Suv (foto tratta da Facebook)

Lodi, 12 novembre 2012 – Si terrà stasera alle 21 alla Chiesa di S. Alberto di Lodi una veglia di preghiera per la scout di 17 anni di Casalmaiocco, travolta da un Suv mentre partecipava a una gita in bici. Si chiamava Altea Trini e dopo il grave incidente era stata trasportata in arresto cardiaco all’ospedale Niguarda di Milano dall’elisoccorso. Ma dopo qualche ora non ce l’ha fatta e ieri sera il suo cuore ha smesso di battere.

A investirla era stata una Land Rover guidata da un 50enne (poi ricoverato in stato di choc all’ospedale di Melegnano) mentre attraversava in bicicletta, insieme al gruppo di scout dell’Agesci di Lodi, di cui faceva parte da anni, la Provinciale 159 per entrare in paese. Il massaggio cardiaco effettuato da un medico di passaggio e le
pratiche di rianimazione effettuate dai medici del 118 lì, sulla strada, per 20 minuti sono riuscite a far riprendere il battito cardiaco della giovane.

Ma le ferite erano troppo gravi, sia alla testa che agli arti inferiori e anche al torace. Grazie al volo in elicottero la
ragazza è giunta ancora viva all’ospedale milanese ma è deceduta attorno alle 20. Altea Trini, figlia unica, faceva parte del Gruppo Lodi 2 dell’Agesci, lo stesso in cui avevano militato, da ragazzi, i suoi genitori. La ragazza, con un’altra ventina di scout, proveniva da Vizzolo e stava attraversando l’incrocio della Sp 150, già teatro di incidenti mortali, per entrare in Casalmaiocco.

Dal racconto dei testimoni, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, sembra che l’auto, che aveva la precedenza, sia sopraggiunta a forte velocità, travolgendo la vittima e trascinandola per 300 metri.

BASTA!

A seguito dell’ennesimo dramma della follia automobilistica avvenuto domenica 11 novembre a Casalmaiocco, con una ragazza di 17 anni in bicicletta travolta e barbaramente uccisa da un SUV sulla strada provinciale Sordio-Bettola la FIAB onlus – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, tramite il responsabile FIAB nazionale alla Sicurezza Edoardo Galatola e la propria associazione locale FIAB-Ciclodi, rilascia le seguenti dichiarazioni.

Quanto accaduto ieri va oltre il dolore, la rabbia e ogni possibilità di sopportazione.
È lo scontro tra due visioni del mondo: da un lato un gruppo di scout in bicicletta, portatori di un gioioso rispetto per l’ambiente e il territorio, dall’altro il conducente di un mezzo, incongruentemente sovradimensionato, che potremmo definire un blindato, che non rispetta limiti di velocità, padrone della strada e sorpreso per la presenza di “ostacoli umani” che ne intralciano il percorso.

Sono due visioni del mondo antitetiche. Non si tratta di mostri occasionali, che possono tranquillizzarci dell’eccezionalità del caso: fanno invece parte di una assurda, patologica quotidianità che molti considerano normale. Le migliaia di morti che ogni anno si verificano sulle nostre strade, in particolare tra pedoni e ciclisti, sono vittime di una tragica normalità. Ci sono responsabilità. E molto gravi.

Responsabilità nel tollerare mezzi incompatibili con le strade che percorrono; responsabilità nel considerare i limiti di velocità come “opzionali” e nel non perseguirne sistematicamente la violazione; responsabilità nel punire blandamente o addirittura non punire affatto comportamenti palesemente criminali.

È infatti veramente difficile non riconoscere in questa ennesima tragedia stradale la fattispecie di Omicidio Volontario, fondata sul “dolo eventuale” di chi “pone in essere una condotta sapendo che vi sono serie probabilità che essa produca un evento integrante un reato, e ciononostante accetta il rischio che tale evento si verifichi”.

Se quindi il modello di riferimento che vogliamo è quello di città e paesi in cui la vita conta poco, un mondo in cui le responsabilità non esistono e la strada è “off-limits” per le persone e va percorsa con mezzi blindati che non rispettano le regole (in questo caso, i limiti di velocità), possiamo continuare a far finta di nulla, e magari persino colpevolizzare chi usa la bicicletta anziché starsene chiuso in casa.

Se invece vogliamo ritornare nel consesso europeo allora dobbiamo dire con forza da che parte stiamo, trovare inaccettabile quanto successo, punire i criminali, far rispettare i limiti di velocità sempre, senza sciocchi buonismi, ringraziare questi ragazzi per il loro messaggio di speranza e futuro e chiedere che almeno Altea non sia morta invano.

La FIAB sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale che sarà aperto per questo omicidio. Ma tutti devono prendersi le loro responsabilità per cercare di cambiare, di fare in modo che questa guerra sulle strade abbia finalmente termine!

Addio Altea. Con strazio ti chiediamo scusa per non essere riusciti a impedire questa tragica conclusione per la tua giovane vita.

Fonte articolo: http://www.ilgiorno.it

Fonte comunicato: http://www.fiab-onlus.it

CIAO ALTEA!!!!!!!!!! RIPOSA IN PACE!!!!!!!!!! SENTITE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA TRINI!!!!!!!!!! E, COME DICE IL COMUNICATO FIAB, ORA BASTA, BASTA, BASTA. LO STATO INTERVENGA, MA SUL SERIO!!!!!!!!! ALTRIMENTI DEFINIRCI UN PAESE CIVILE DIVENTERA’ SOLO UN’OPERAZIONE DI FACCIATA, MA BEN LONTANA DALLA REALTA’ DEI FATTI!!!!!!!!!! CIAO ALTEA!!!!!!

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